“EtMaintenant…” La rabbia di D’Alema

24/04/2006
    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 2- Primo Piano

      IL GIORNO NERO DEI DS DI FRONTE AL DIKTAT DI RIFONDAZIONE

        La rabbia di D’Alema
        �Non vado al governo�
        E la Quercia fibrilla

          Carlo Bertini

          ROMA
          �Una catastrofe�, una �cosa avvilente�, �ora si mette tutto in discussione�, �vediamo adesso se il capogruppo unico alla Camera dell’Ulivo sar� uno della Margherita e se Marini sar� votato al Senato�. Basta un giro di telefonate tra i Ds per raccogliere sfoghi e minacce verso gli alleati per il colpo inferto al primo partito della coalizione. Un partito che, a sentire una dalemiana di ferro come Livia Turco, �non pu� continuare a fare gesti di responsabilit� a senso unico e gratis, altrimenti non regge la coalizione�.

          La notizia della rinuncia di Massimo D’Alema alla presidenza della Camera � da poco apparsa sulle agenzie e gi� sui telefoni dei dirigenti diessini arrivano i primi sms dai compagni, �dai segretari di federazione incazzati neri che vivono questa situazione come un vero affronto al partito�.

          Insomma per la Quercia si apre una fase quanto mai difficile, in cui il segretario magari non sar� messo subito sul banco degli imputati, anche se il correntone e i dalemiani lo accusano di �aver gestito male la partita�. Ma certo tutto si complica e per dirla con un esponente della sinistra �camminiamo sulle uova�.

          In pi�, sembra che D’Alema intenda restare fuori dal governo perch� della Farnesina non se ne parla, soprattutto ora che sembrerebbe un ripiego. Potrebbe rimanere al partito come presidente e qualcuno gi� si spinge a dire, �con un segretario che sar� diverso da Fassino�.

          �D’Alema ha avuto una condotta saggia per evitare figuracce a tutti�, taglia corto Fabio Mussi. �Riflessi sugli equilibri interni? Vedremo, certo la gestione della vicenda non � stata eccellente…�.

          I massimi dirigenti Ds provano a smorzare i toni, ma nessuno nasconde che ora Prodi dovr� rimediare in qualche modo: �Bisogna avere responsabilit� istituzionale e ne abbiamo avuta in dosi massicce�, fa notare Luciano Violante. �Non c’� nessuna analisi critica da fare e nessun braccio di ferro con gli alleati. Certo questa soluzione alla Camera prefigura un giusto peso dei Ds nell’esecutivo…�.

          �E’ troppo presto per prevedere gli effetti di questa vicenda�, risponde Gianni Cuperlo. �Vedremo. Questa scelta � la conferma dello stile con cui si � sempre mosso. Per il resto ragioneremo, ma senza drammi�.

          Ma un altro dalemiano, Gavino Angius, prefigura scenari cupi: �Una roba avvilente, stiamo parlando della personalit� politica pi� autorevole del centrosinistra�. E quali potrebbero essere le conseguenze sul voto al Senato per Marini? Qualche diessino si spinge fino a dire: �Lo scrutinio � segreto e abbiamo un solo voto di maggioranza: volete che tra i nostri non ce ne sia uno che voti contro?�

          E anche la Turco non fa mistero che �questa vicenda ha il suo peso e meritava di essere discussa pi� attentamente�. A chi si riferisce? �A tutti, anche a Bertinotti che non pu� fare ricatti minacciando l’appoggio esterno al governo�.

          Una giornata nera per i Ds, cominciata con una riunione della direzione per l’analisi del voto, in un clima, per dirla con un fassiniano come Fabrizio Morri, �di triste allegria, o se preferite di allegra tristezza�. Con un partito che certo si aspettava molto di pi� dal voto dopo cinque anni di governo Berlusconi e dopo l’ein plein alle regionali. E a spazzare via il senso di stordimento sui volti dei compagni non bastavano le parole rassicuranti del segretario, �abbiamo vinto, abbiamo conquistato 19 milioni di voti nel paese, il clima � positivo�. N� i tentativi di dimostrare come non sia andata cos� male: �Possiamo considerarci soddisfatti perch� una proiezione sulla Camera del voto Ds al Senato (dove la base di votanti � pi� bassa) indica un risultato del 19% e non del 17,4%�. Forse perch�, come si sa, � il tono quello che conta, �e l’entusiasmo e la passione invece mancano proprio quando ci si accinge a governare la settima nazione del mondo�, per dirla con Fabio Mussi. E’ lui a denunciare �un risultato risicato dei Ds che non giustifica trionfalismi�.

            Ma al di l� del bon ton diffuso che impone una blindatura del partito, �abbiamo vinto e si deve dar vita ad un governo�, anche in mattinata si udiva un tintinnar di sciabole, sul nodo della Camera, tra il segretario e il presidente del partito, quando D’Alema lasciava cadere questa stilettata conversando con i cronisti: �Questa vicenda evidentemente � nata anche da equivoci. Il fatto che ci presentiamo con due candidati dimostra che qualcosa non ha funzionato…Io non ho mai discusso con nessuno di nulla. Sono stato chiamato�. E i dalemiani dietro le quinte affilavano le armi. �Se alla prima difficolt�, invece di puntare sull’espansione del soggetto riformista, viene privilegiato un asse con Bertinotti ne prenderemo atto. Non si governa con i fantasmi del passato…�.