“EtMaintenant” La metamorfosi di Silvio

12/04/2006
    mercoled� 12 aprile 2006

    Pagina 3 – LE ELEZIONI

    IL CAMBIO DI STRATEGIA PER SCOMPAGINARE I GIOCHI

      La metamorfosi di Silvio
      Prudenza dopo la rabbia

      Il primo messaggio ai suoi �Si va alla guerra�

        retroscena
        Augusto Minzolini

          ROMA
          Metamorfosi di un leader. L’altra notte, quella di marted�, mentre per un pugno di voti l’Unione soffiava al centrodestra la maggioranza della Camera, una delle inviate del Tg1 ha chiamato al telefono il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti, per chiedergli lumi. E mentre parlava ha sentito all’altro capo un Silvio Berlusconi furente che inveiva contro il destino cinico e baro: �Ho vinto io. Quelli hanno rubato i miei voti. Con che faccia Fassino � andato in Tv a dire che ha vinto senza parlare per nulla della sconfitta che hanno subito al Senato�.

            Ieri un altro giorno. Al termine di una lunga giornata fatta di riunioni e di trattative il Cavaliere ha chiesto in una conferenza stampa affollata la verifica dei voti contestati che potrebbe mutare l’esito del voto, ma ha anche fatto ai suoi avversari una proposta strabiliante: �Noi pensiamo – ha spiegato – che un Paese diviso a met� non possa essere governato solo da una parte che al Senato ha due voti di maggioranza. Per cui ancora prima di sapere come andr� il riconteggio di un voto che ha troppi lati oscuri, siamo pronti a dialogare e a trovare un’intesa per una grande coalizione. Io non ho ambizioni personali, per cui posso anche non guidare un governo del genere. Se, invece, i nostri interlocutori non dimostreranno senso di responsabilit� e risulteranno vincenti anche dopo la verifica del voto, si dovranno assumere “in toto” la responsabilit� di governare: da noi non avranno sconti�.

              Un cambio di strategia a trecentosessanta gradi che lo stesso interessato ha trovato il bisogno di spiegare ai suoi: �Forse – ha confidato dopo la conferenza stampa – mi sono fatto prendere troppo dall’istinto�.

                Allora, il secondo Berlusconi � contraddittorio con il primo? No, il Cavaliere � un personaggio pragmatico e sa che ogni situazione richiede un atteggiamento appropriato. Eppoi � un personaggio a cui piace scompaginare i giochi degli altri. Sente tutti e poi propone quello che gli pare pi� opportuno. Ieri ha ascoltato le riflessioni di Gianni Letta e di Giulio Tremonti e ha tirato fuori il nuovo coniglio dal cilindro. La proposta della �grosse koalition� da una parte gli d� la possibilit� di rientrare nel gioco e rende meno �polemica� la sua richiesta di una verifica del voto. Dall’altra di fronte ad un �no� dell’Unione gli offre il motivo per esercitare un’opposizione dura nei confronti del governo Prodi e non offre alibi a chi nel centro-destra potrebbe chiedere un atteggiamento pi� responsabile. Inoltre con questa opzione il Cavaliere si rimette in sintonia con la Confindustria e si ritaglia un ruolo nelle grandi manovre per il Quirinale e qualche �chance� in proprio se dopo la verifica del voto una delle due Camere finisse nella mani della Cdl. Senza contare che il Cavaliere versione �responsabile�, risalta nei confronti di un Prodi che pur avendo vinto le elezioni per una manciata di voti punta a dividere il Paese, addirittura, non vuole offrire al centro-destra neanche la presidenza di uno dei due rami del Parlamento. A ben vedere non � poco per una proposta che all’interessato non costa niente.

                  Ora a Berlusconi non resta che attendere gli eventi e aspettare l’esito della verifica sulle schede contestate. Anzi, ha deciso di mandare osservatori di Forza Italia nelle sedi delle Corti d’Appello. �Io – si � sfogato ieri – non capisco come Prodi e Fassino possano autoproclamarsi vincitori in queste condizioni. Non capisco come Ciampi possa certificare il tutto. Nelle urne � successo l’incredibile. Oggi hanno scoperto che uno sbaglio di comunicazione da un seggio alla prefettura ci ha fatto perdere mille voti. Il voto degli italiani all’estero � stato costellato di irregolarit�, un terzo delle schede non � arrivato ai destinatari. Poi non so cosa � successo nell’ultima ora e mezza dello spoglio, stavamo per superarli e alla fine ci siamo bloccati. E’ successo qualcosa di strano visto che alla Camera ci sono 49 mila schede contestate e 631 mila nulle. Nel 2001 un semplice riconteggio dopo le scrutinio assegn� alla Margherita 36 mila voti in pi�. A noi ne basterebbero ventimila. Chiunque in queste condizioni, anche il Capo dello Stato, dovrebbe aspettare un minuto prima di dire chi ha vinto.�.

                    Inoltre il Cavaliere pu� godersi la ritrovata leadership sugli alleati. �Nessuno – ha spiegato ai suoi ieri – pu� contestare il nostro successo elettorale. Abbiamo quasi vinto avendo di fronte una coalizione che ha arruolato rispetto al 2001 anche Rifondazione, Di Pietro e i radicali. Forza Italia � di gran lunga il primo partito del Paese. Se gli alleati non mi avessero messo il bastone fra le ruote sulla “par condicio” – come oggi loro stessi riconoscono – avremmo vinto. Quel coglione di Tremaglia e le sue fisime sulle liste per gli italiani all’estero ci hanno fatto perdere il Senato. Non parliamo di Follini o di chi non ha voluto l’alleanza con i radicali. Non basta: se poi penso che abbiamo perso la Camera per quel genio che non ha voluto allearsi in Veneto con Panto, quello delle finestre, che ha preso quasi 90 mila voti, rimango di stucco. Si pu� dire che siamo alla pantomima�.

                      Insomma, se il Cavaliere dovesse fare le recriminazioni che ha in corpo sui suoi alleati potrebbe riempire l’enciclopedia Treccani. Ma il Berlusconi ultima edizione, quello �responsabile�, ieri ha preferito soprassedere. Nei vertici di coalizione ha ascoltato tutti e si � anche laciato convincere da chi, come Gianfranco Fini o Gianni Letta, gli ha raccomandato prudenza sulla verifica delle schede elettorali. �Non possiamo usare la parola brogli – gli ha fatto presente il vicepremier – se non abbiamo le prove. Dobbiamo attendere i risultati della verifica�.

                      E dato che il Cavaliere � sempre abituato a strafare, ieri pomeriggio, alle 18 e 30, ha tradotto tutte quelle raccomandazioni alla prudenza e alla responsabilit� con la proposta della �grosse koalition�. E pensare che appena dieci ore prima, avendo ancora in testa le immagini televisive della festa dell’Unione a Piazza Santi Apostoli, aveva svegliato uno dei suoi consiglieri con questa espressione: �Oggi si va alla guerra�