“EtMaintenant…” La lotteria del Senato

18/04/2006
    domenica 16 aprile 2006

      Pagina 2 – Primo Piano

      I NUMERI PER GOVERNARE RIDDA DI CONGETTURE A PALAZZO MADAMA

        La lotteria del Senato tra voli transoceanici e campagna acquisti

          Fabio Martini

            ROMA
            Per ora nell’Unione circola una sola idea per tentare di salvare la pelle al Senato e l’ha suggerita Romano Prodi nel primo vertice dell’Unione dopo le elezioni: �Chi far� il ministro – ha detto il Professore la mattina del 12 aprile – dovr� dimettersi da senatore�. Punto e basta. Dalla esiguit� della proposta si deduce che sinora il centrosinistra non ha ancora studiato una strategia di sopravvivenza ma neppure una tattica per palazzo Madama, dove la maggioranza � strettissima: 158 senatori contro 156. Margine di fatto azzerato dalla concomitanza di fattori ineliminabili: il presidente del Senato non partecipa alle votazioni e dunque, se apparterr� alla maggioranza, la quota del centrosinistra � destinata ad abbassarsi di un voto. E quanto ai quattro decisivi senatori eletti all’estero, per almeno tre di loro � difficile immaginarli sempre presenti in aula: la signora Mirella Giai, leader storica degli italiani in Argentina, ha 76 anni e dice: �Vedremo come distribuir� il mio tempo�, un tempo nel quale campeggeranno le 15 ore necessarie per portarla tutte le settimane dalla sua Rosario a Roma e viceversa; Nino Randazzo, 73 anni, vive a Melbourne in Australia e dunque ad una distanza di ore dall’Italia quasi incommensurabile; Renato Turano, 64 anni, a Chicago � conosciuto come �il re della pasta� e guida un’impresa laggi� in piena attivit�.

              E dunque, immaginando una Cdl a ranghi compatti e senza poter contare sul voto del Presidente del Senato, baster� che uno soltanto dei senatori d’oltreoceano resti a casa perch� l’Unione sia condannata alla parit� e dunque all’impotenza: a palazzo Madama infatti per far passare un emendamento (e ovviamente anche una legge) non basta che i favorevoli siano pi� dei contrari, ma occorre che i �s� superino la somma dei �no� e degli astenuti. Con un quadro cos� precario, la scommessa sui 7 senatori a vita (Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro, Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Giorgio Napolitano, Francesco Cossiga, Pininfarina) � visto con prudenza da chi � uscito pi� di recente dalla politica attiva: �Il voto dei senatori a vita – dice Giorgio Napolitano – non sar� determinante per il voto di fiducia, saranno determinanti gli eletti, compresi i senatori eletti all’estero�. Ma in questo quadro tutto diventa difficile e talora paradossale: in quasi tutte le 13 commissioni i due schieramenti avranno lo stesso numero di membri e l’elezione del presidente si trasformer� in una gara a chi tirer� fuori dal cilindro il senatore pi� anziano.

                Con un margine cos� ristretto, in un Paese con la storia dell’Italia, tre sono le strade: la �campagna acquisti�, l’allargamento della maggioranza, l’ammorbidimento della minoranza. Ma nel nucleo pensante del mondo prodiano nessuno pensa di sporcarsi le mani e neppure l’anima: �Siamo realisti – dice Giulio Santagata, braccio destro di Prodi – l’arbitro non ha ancora potuto fischiare il fine partita a causa degli incidenti in curva provocati da alcuni facinorosi. Dopo il fischio finale penseremo al serio problema del Senato, ma partendo dai numeri che ci sono: negli Stati Uniti e nella vicina Germania si � governato con margini ristrettissimi�.

                  Dunque, no senza appello alla suggestione di poter allargare la maggioranza, magari rispondendo positivamente al lungo silenzio di Pier Ferdinando Casini, che – come ammettono i suoi – �sta facendo un pensierino al Quirinale�. Ma un fanta-scenario con Casini presidente della Repubblica eletto con i voti dell’Unione non regge e Romano Prodi sa benissimo perch�: se si apre da quella parte, �Rifondazione non ci sta�. Seconda strada: la campagna acquisti. Il tam-tam racconta di due senatori dell’Udc in transito verso l’Udeur di Clemente Mastella, che per� invita alla prudenza: �Attenzione perch� dall’altra parte non c’� un’opposizione allo sbando e anzi siamo noi che dovremo stare attenti, molto attenti a non perdere pezzi. E sar� problematico persino il primo passaggio, l’elezione del presidente del Senato. Se gli altri presentano un candidato forte e perdi, a quel punto non si fa il governo�. Certo, Mastella � risentito perch� Prodi gli ha chiesto di dimettersi da senatore nel caso in cui diventasse ministro (�Come se un ministro non potesse essere presente in Senato il marted� e il mercoled�!�), ma lo scenario della campagna acquisti � escluso anche da un esperto come il segretario della Dc Gianfranco Rotondi: �Chi � interessato a passare di l� non lo far� certo col governo Prodi, aspetter� il secondo giro�. E cos�, dovendo fare i conti con numeri strettissimi, l’unica proposta convincente � quella di una riforma dei lavori parlamentari: �Come nel Parlamento europeo – dice l’ex presidente dei deputati della Margherita Pierluigi Castagnetti – si potrebbero concentrare i lavori dell’aula a una o due settimane al mese, mentre nelle altre si lavora in commissione�.