“EtMaintenant…” La Lega: nessun accordo o la CdL si spacca

09/05/2006
    marted� 9 maggio 2006

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    LA PROTESTA MARONI: MI SEMBRA PROPRIO CHE IL CENTRODESTRA STIA PER FRANARE

      La Lega: nessun accordo o la CdL si spacca

        Nel Polo resiste la fazione pro D’Alema. Anche in Alleanza Nazionale c’� chi contesta

          Giancarlo Dotto

            []DAL Quirinale al Delle Alpi, che sia il cellulare di Moggi o quello di Fassino, il dopo Ciampi o il dopo Collina, il tema del giorno � l’arbitro. Si discute sulla scelta e sul metodo. Che carattestiche deve avere un signore chiamato a mediare tra due desideri che si contrappongono? Anime pericolosamente belle continuano a evocare quel grandioso nonsenso che � l’arbitro imparziale, ovvero un arbitro che non esiste e per questo da condividere. Un arbitro senza storia, senza memoria e senza emozione, preferibilmente lobotomizzato. Che, se pure ha un cuore, non � a sinistra, non � a destra ma nemmeno al centro.

              Pi� verosimile l’arbitro pilatesco, razza in via d’estinzione. L’arbitro che se ne lava le mani, affetta in due il bambino e sospende il giudizio, sapendo che un giudizio sospeso � pi� equo di qualunque giudizio equo. Per la serie, gli arbitri migliori sono quelli che non si vedono e non si sentono e se si sentono non fanno rumore. Un arbitro che non arbitra. Pi� un notaio che un arbitro. Un Monorchio al Quirinale, una moviola in campo.

                Un’alternativa � il sorteggio. �Rigore c’� quando arbitro fischia�. La genialata di Vujadin Boskov, filosofo per vocazione e allenatore per la pagnotta, restituisce il concetto di equit� e di imparzialit� al dogma divino, per non dire al caso. L’arbitro quando � supremo fa presto a diventare arbitrio, per definizione libero. Questo s�, davvero, al di sopra delle parti. Capita di essere puniti senza essere colpevoli.

                  L’arbitro come destino molto kafkiano, ma anche come incidente di percorso. Il rigore sbagliato equivale all’escremento di un piccione. Capita, puoi bestemmiare, ma te lo scrolli di dosso e finisce l�. L’arbitro, pi� � infondato pi� � autoritario. Sandro Pertini o Concetto Lo Bello, che � il concetto stesso di arbitro.

                    Rare e pi� raffinate perfidie individuano nel nemico l’arbitro ideale. Un pisano che candida un arbitro livornese. Candidare da destra uno come D’Alema. Un nemico con un suo sentimento tragico dell’esistenza e dunque dell’onore. Andrebbe di lusso anche un nemico con un’anima da eroina mel�, che si strugge per tutto ci� che � sconfitto e derelitto. Fausto Bertinotti. Non fosse gi� reclutato come arbitro amico alla Camera, sarebbe stato uno straordinario arbitro nemico al Quirinale.

                      All’opposto � il metodo Moggi. Da sconsigliare vivamente. E’ un metodo che abolisce l’arbitro con la scusa di farlo amico. Dispensa Rolex e Maserati. Nei suoi casi patologici il metodo Moggi si estende agli ex arbitri che devono giudicare gli arbitri. All’apice del suo delirio, il metodo Moggi elargisce regali e promesse a chi non � arbitro ma un giorno, non si sa mai, potrebbe diventarlo. S�, vinci qualche scudetto in pi�, ma ti fai troppi amici, che � molto peggio di farsi troppo nemici. Per la verit�, va anche detto che � grazie al metodo Moggi se l’arbitro � passato dalla condizione di cornuto a quella di venduto, decisamente meno infamante.

                        Soluzione estrema ma suggestiva, l’arbitro donna. Pi� umorale che amorale, sarebbe certamente un arbitro iniquo. Ma una iniquit� di cui fidarsi. Non sapremo mai cosa ne pensa Carraro.