“EtMaintenant…” La Cdl candida Andreotti

24/04/2006
    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 3- Primo Piano

      LA MOSSA PER SPIAZZARE PRODI IL CENTRODESTRA INSISTE ANCHE PER UN CIAMPI-BIS AL QUIRINALE

        La Cdl candida Andreotti
        e al Senato Marini rischia

          Da Letta e Casini offerta ufficiale all’anziano leader dc

            Ugo Magri

              ROMA
              Non � uno scherzo: a 87 anni, Giulio Andreotti potrebbe ritornare davvero al centro della scena politica. La Casa delle libert� � pronta a candidarlo venerd� prossimo per la presidenza del Senato che, nella gerarchia repubblicana, � la seconda carica dietro quella del Presidente. Gianni Letta e Pier Ferdinando Casini hanno sondato per conto della coalizione gli umori del senatore a vita, trovandolo cautamente disponibile. Se Andreotti dovesse realmente accettare, la sua discesa in campo costituirebbe per l’Unione, e per Romano Prodi in particolare, una serissima insidia. Potenzialmente capace di sconvolgere i piani del Professore e, secondo i pi� pessimisti, di mettere addirittura in crisi il governo che vorrebbe formare.

              Fino a questo momento, il candidato dell’Unione per Palazzo Madama � stato indicato in Franco Marini, personaggio di prima fila della Margherita. La maggioranza su cui pu� contare sulla carta � di due voti (158 a 156), pi� quanti tra i sette senatori a vita decideranno di appoggiarlo. La speranza di Silvio Berlusconi � che, nel segreto dell’urna, Andreotti-Belzeb� possa raccogliere pi� consensi di Marini, dimostrando che la maggioranza dell’Unione si sfalda al primo appuntamento importante (figurarsi dunque se potr� governare). Spiegano a via del Plebiscito che, se mai verranno atteggiamenti costruttivi da parte del Cavaliere, questi potranno solo seguire, e mai precedere, la sconfitta della linea-Prodi. Col quale Berlusconi, ha confermato ieri da Trieste, non intende neppure colloquiare al telefono. �Semmai dovr� essere lui a chiamarmi per scusarsi di tutti gli insulti che mi ha mandato�, � la chiusura netta del Cavaliere. Proprio nel giorno in cui l’amico della Casa Bianca, George Bush, s’� congratulato col vincitore.

              Il dubbio che va diffondendosi nel centrosinistra � se, effettivamente, Andreotti non rappresenti una mina in virt� dei suoi infiniti agganci. In questi giorni l’ex presidente del Consiglio � particolarmente attivo. Ha appena dato una mano a costituire un gruppo autonomistico che comprende, tra gli altri, i senatori di Clemente Mastella e la Svp. Tutto un mondo ex-Dc continua a gravitare intorno a lui. Senza contare i mille maldipancia del centrosinistra che, nella votazione a scrutinio segreto, potrebbero trovare facile sfogo. Farne l’elenco equivale a passare in rassegna gli scontri di queste ore: dall’insofferenza dell’Udeur, che chiede un ministero di serie A per il suo leader, al braccio di ferro tra Ds e Prc culminato nel ritiro di Massimo D’Alema dalla corsa per la presidenza della Camera.

              Non generi equivoci il fair-play mostrato dai Ds: l’umiliazione subita per mano di Fausto Bertinotti, al quale Prodi non ha saputo dire no, � una ferita che pu� �infettare� anche il voto per Palazzo Madama. Cosicch� nell’Unione qualcuno comincia a interrogarsi se non sia il caso di studiare qualche contromossa. Ad esempio, rinunciando a Marini e proponendo ufficialmente Andreotti prima che lo faccia la Cdl. Servirebbe a prevenire il rischio di una possibile sconfitta.

              Stesso discorso vale per il Quirinale. Anche in questo caso il centro-destra sta preparando la ricandidatura a sorpresa di Carlo Azeglio Ciampi. Berlusconi non vuole che sul Colle pi� alto possa salire una personalit� in sintonia coi progetti del Professore. E dunque riscopre in extremis le doti di rigore ed equilibrio del Presidente con cui spesso in questi anni si � scontrato.

                Ancora ieri, Ciampi ha esaltato i �principi di leale collaborazione, di coesione e di reciproco rispetto tra le istituzioni�. Soggiungendo un’annotazione quasi autobiografica: �Il Quirinale�, sottolinea certo non a caso il Presidente, �ha una precisa vocazione, che � codificata espressamente dalla Costituzione: rappresentare e operare per il consolidamento dell’unit� nazionale�. A Rocco Buttiglione, il quale � andato a trovarlo, Ciampi ha confermato di essere indisponibile per un altro mandato. Ma � opinione di molti che cambierebbe idea se il Parlamento unanime lo invitasse a restare. E certo non potrebbe essere l’Unione a negargli la permanenza.