“EtMaintenant…” Il ritorno di Belzebù

24/04/2006
    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 3- Primo Piano

      L’INOSSIDABILE GIULIO SI COMPLETA LA SUA RIABILITAZIONE

        Il ritorno di Belzeb�
        �nonno della patria�

        personaggio
        MATTIA FELTRI

          ROMA
          Giulio Andreotti forse non lo ricorda ma ieri, giorno in cui Gianni Letta e Pier Ferdinando Casini gli hanno offerto la candidatura alla presidenza del Senato, era il tredicesimo anniversario dell’audizione nella Giunta che avrebbe poi dato parere positivo all’autorizzazione a procedere per mafia. Secondo le bizzarrie del tempo, Andreotti � ora abilitato e anzi caldeggiato per la guida dell’assemblea che tredici anni fa non prov� imbarazzo a consegnarlo ai magistrati palermitani, perch� i magistrati medesimi ne dimostrassero la mafiosaggine, e dimostrassero che parti dello Stato repubblicano appartenevano alla criminalit� organizzata.

          Lui, che � stato sette volte presidente del Consiglio e chiss� quante ministro, non ha mai ricoperto ruoli istituzionali. Gli sarebbe piaciuto il Quirinale, ma in altri tempi, quando era un concorrente credibile. E adesso si vede offerta la seconda carica dello Stato proprio quando sembrava relegato a manifestazioni di altissimo cazzeggio, come la presenza in qualit� di luminare a un convegno dell’Aquila sulla �maldicenza in politica�. La riabilitazione dopo la lunga vicenda giudiziaria pareva giusto sufficiente per riportarlo in tv e sui giornali a sentenziare, stavolta lui, sull’inopportunit� di un riconoscimento a Oriana Fallaci nella citt� di Giorgio La Pira, oppure sulla squallida campagna contro Antonio Fazio, oppure ancora sulla stravaganza di un premier che, a proposito della scalata di Unipol alla Bnl, va in procura a raccontare risvolti senza rilievi penali.

          Ecco, da padre a padrino della patria, e poi di nuovo padre, ma nobile, e quindi platealmente riverito, ma non pi� calcolato nei giochi delle poltrone. Uno buono per il rilancio dell’appeasement in Medio Oriente, per la critica ferma ma non feroce alle lentezze e alle guittezze della giustizia. Uno buono persino per il reality show. Si chiamava �Una giornata particolare� e andava in onda sulla Rai, Andreotti accett� di essere ripreso dalle telecamere mentre si impiegava in una libreria, e involontariamente diede la testimonianza definitiva sulla Prima Repubblica. Un cliente and� alla cassa con due libri e Andreotti fece subito un buco in bilancio di dieci euro: �Questo quindici, questo tredici, fa diciotto�. Insomma, testimonianze involontarie e volontarie. Testimone prediletto per le seconde serate sul Dopoguerra. Testimone nella causa di beatificazione di Karol Wojtyla davanti al Tribunale della Congregazione dei Santi. Il sacro e il profano, la proposta rifiutata di condurre il dopofestival al Sanremo di Paolo Bonolis, quella accettata di fare la pubblicit� ai telefonini con Claudio Amendola e Valeria Marini che, colpita dal fascino dell’immortalit�, avrebbe poi collocato l’uomo ideale nel punto di congiunzione fra Vittorio Cecchi Gori, Fidel Castro e, appunto, Andreotti. E lui che nel tempo libero riscopre la gioia della recitazione assaggiata anni fa nel �Tassinaro� con Alberto Sordi: ora lo spot e il teatro, a interpretare se stesso intervistato da un Giorgio Albertazzi nei panni di Montanelli.

          Dunque una redenzione se non a met�, a tre quarti. Certe volte buffa, per esempio sulle pagine dell’Unit� che in un’edizione del marzo 2003 lo intervist� alla pagina dieci perch� sostenesse l’illegittimit� della guerra in Iraq, e a pagina quindici, a firma Marco Travaglio, lo dichiarava mammasantissima anche se lo avevano assolto. E adesso che si pensa a lui, al padre nobile, o magari nonno nobile, visti gli ottantasette anni, per salvare la patria dalla rissa continua, perch� nessuno come lui padroneggia l’arte della mediazione, vengono in mente anche i giudizi di tredici anni fa. Per esempio quello di Achille Occhetto, allora segretario del Pds: �La Democrazia cristiana � stata colpita al cuore del dominio, e con Andreotti � stata colpita la grande mediazione di governo che ha dominato anche sulla base di accordi con la mafia e con la malavita organizzata�.

            Torna di moda Andreotti, torna di moda la mediazione, quella con la mafia � stata a tratti attribuita a Silvio Berlusconi per il tramite di Marcello Dell’Utri e del pacchetto-pentiti. Com’� lontano il Novantatr� con i suoi punching-ball a faccia andreottiana portati nei paesi per le feste di piazza. Come sono svaniti i brividi di Gianfranco Fini, che quando seppe dell’avviso di garanzia al diavolaccio democristiano disse: �E’ la fine del regime, e lo dimostra il boato che ha salutato la notizia da me data a migliaia di veronesi�. Come sono allo zerovirgola le rivendicazioni di Alessandra Mussolini che il medesimo giorno inform� della medesima notizia i napoletani, e mentre la folla ritmava �duce / duce� lei commentava: �Che bello che proprio un Mussolini possa leggere questa notizia�. Come sono preistorici i paragoni fra Andreotti e Ceausescu proposti da Leoluca Orlando quand’era sindaco di Palermo. E come � pi� formidabile l’annotazione di Paolo Rossi sui senatori a vita e quelli eletti all’estero: �E chi avrebbe mai immaginato che mi salvavano l’Argentina e Andreotti?�.