“EtMaintenant…” Il centrodestra ha pronta una rosa

08/05/2006
    sabato 6 maggio 2006

    Pagina 7 – Politica

    IL GIUDIZIO DEL GOVERNATORE DI BANKITALIA DRAGHI: MONTI � UN BUON NOME, MA D’ALEMA CI TIENE TANTO

      Il centrodestra ha pronta una rosa
      Oltre a Letta c’� anche Veronesi

        retroscena
        AUGUSTO MINZOLINI

          ROMA
          Sono le 24 di gioved� e il governatore di Bankitalia, Draghi, sta uscendo dal ristorante cinese pi� trendy della capitale, Green Tea, dove ha cenato con la moglie e una coppia di amici. Sulla porta dedica due parole al gioco del momento, il TotoQuirinale, interessandosi dei nomi che circolano. Si tratta solo di una battuta che, per�, va interpretata. Osserva l’inquilino di Palazzo Koch: �Quello di Monti � un buon nome, ma, da quanto ne so, D’Alema ci tiene molto a ricoprire quel ruolo�.

            Draghi propone, quindi, un’aspirazione (Monti) e un’analisi dei dati di fatto (D’Alema). Ma in questa girandola di colpi scena �i dati di fatto� sono i primi a cambiare. Davanti al ristorante dove spesso si sono ritrovate le consorti dei due consoli della Quercia, D’Alema e Fassino (fino a quando i due andavano a braccetto), passa proprio in quel momento Castagnetti, democristiano doc finito alla Margherita e fresco vicepresidente vicario della Camera. Osserva: �Non penso che D’Alema ce la far�. Lui vuole andare avanti, dice che molti nel centro-destra lo voteranno. Ma non credo�. Appunto, la candidatura D’Alema vacilla nel centro-sinistra e sull’ipotesi che prenda voti nel centro-destra (il presunto �inciucio� col Cavaliere), proprio in quelle ore mette la pietra tombale Cesare Previti, che la sera prima di costituirsi affida questo testamento politico ad un estimatore del presidente dei Ds, Dell’Utri: �Berlusconi non dar� alcun aiuto a D’Alema: n� ufficiale, n� sottobanco. Altrimenti finisce che perdiamo met� del consenso�.

              A ben vedere il �metodo schiaccianoci� che sta utilizzando il presidente Ds rischia di non funzionare. Un vertice istituzionale che potrebbe mettere insieme lui e Bertinotti non piace a banche, grandi imprese, e neppure ai moderati del suo schieramento. Inoltre c’� da pensare all’impatto sull’opinione pubblica che pu� avere una scelta del genere: l’attuale maggioranza nei sondaggi sarebbe sotto del 3,2%. Insomma, la �luna di miele� che caratterizza il rapporto tra una nuova maggioranza e opinione pubblica nei primi 100 giorni, nei fatti, non ci sarebbe.

                Ed � proprio su questi elementi che vuole giocare il Cavaliere per sbarrare al presidente Ds la strada verso il Colle. Nella giornata napoletana Berlusconi � stato addirittura perentorio. In pubblico ha detto un �no� schietto al personaggio, sia pure senza nominarlo: �Il presidente della Repubblica � il garante della Costituzione e di tutti i cittadini. Non credo che chi viene da una storia per la quale, come ha dichiarato lui stesso, falce e martello sono nel cuore, cio� un simbolo di terrore e di morte, possa essere in grado di garantirla�. E ancora: �Chi ha fatto la campagna elettorale scatenata contro il premier, non pu� pretendere di occupare una potrona che deve essere una garanzia per tutti�. In privato � stato ancora pi� chiaro: �D’Alema – ha detto bevendo un aperitivo con i candidati alle comunali – � il pi� bravo, il pi� intelligente, ma rimane un comunista. Io non dir� mai e poi mai s� a D’Alema. Se il centro-sinistra andr� avanti da solo con arroganza su quel nome, la pagher�. In linea di massima sono contrario all’Aventino perch� � una scelta che non paga, ma se qualcuno vuole possiamo anche ragionare sull’idea di uscire dall’aula. Comunque, se formalizzeranno la candidatura di D’Alema noi proporremo una “rosa” con figure istituzionali come Letta, Monti o Veronesi che � persona per bene e sopra le parti�.

                  E quei nomi il Cavaliere non li ha gettati nella mischia a caso e probabilmente saranno ufficializzati dopo un vertice della coalizione che forse si terr� domani a Milano: sono nomi che si sposano col �metodo Ciampi�: persone super partes, mai candidati alle elezioni, sulla linea di frontiera fra i due schieramenti. Inoltre sono nomi studiati apposta per colpire l’immaginazione di quei settori del centro-sinistra a cui non piace la candidatura D’Alema: Monti sul versante della Margherita e dei liberal; Veronesi su quello dei socialisti e dei radicali. Nella “rosa” ci sar� quasi sicuramente Giuliano Amato, anche se il dottor sottile non corrisponde del tutto al �metodo Ciampi� e, comunque, dentro il centro-destra c’� chi gli rinfaccia una �furbizia� di troppo e un’eccessiva �ingratitudine�. Non per nulla nella corte berlusconiania c’� chi lo eleggerebbe solo in cambio di una garanzia: la presenza al Quirinale di Frattini come segretario generale. Ma alla fine quel nome ci sar� anche perch� Fini lo pretende. Fin qui i nomi sul tappeto. Poi sullo sfondo rimangono altre due candidature che, se sar� scelta la strada di un’elezione condivisa, potrebbero tornare in voga: Ciampi, sponsorizzato ancora da Andreotti, e Franco Marini.

                    I giochi per il Quirinale sono di nuovo tutti da rifare. �La partita � aperta� � l’opinione del Cavaliere, mentre uno dei suoi strateghi, Cicchitto, gi� elenca i danni che la candidatura D’Alema ha provocato tra il centro-sinistra e i suoi mondi di riferimento in queste elezioni: �La verit� � che l’ala delle banche e della Confindustria che ha appoggiato il centro-sinistra in queste elezioni � piena di apprendisti stregoni. Volevano una maggioranza formata sul modello della Margherita e ora sono alle prese con una maggioranza egemonizzata dalla sinistra estrema, che arriva ad ipotizzare un vertice istituzionale con D’Alema e Bertinotti�.