“EtMaintenant…” Gentiloni: no vendette, più mercato

24/04/2006
    luned� 24 aprile 2006

    Pagina 3- Primo Piano

      IL TECNICO DELL’UNIONE �NESSUNA PUNIZIONE, BISOGNA FAVORIRE L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA�

        Gentiloni: no vendette, pi� mercato

          intervista
          Maria Grazia Bruzzone

            ROMA
            Onorevole Gentiloni, ritiene che quella del segretario del Prc sia stata un’uscita opportuna?

              �Bertinotti � il leader di Rifondazione comunista e ha il diritto di esprimere le sue opinioni. Quando sar� presidente della Camera si comporter� come tale�.

              Per� finisce per dare corpo agli incubi di Fedele Confalonieri sulle future vendette del centrosinistra. O no?

                �Il centrosinistra non immagina nessuna vendetta. E non mi sembra neppure che questo sia il senso delle parole di Bertinotti, che non mi sembrano poi cos� eversive. L’Unione ha un programma semplice, chiaro e liberale. Se qualcuno dimagrir�, sar� il duopolio�.

                Significa che finiranno per dimagrire entrambi i soggetti, non solo Mediaset come lascia intendere Bertinotti?

                  �Assolutamente s�. Il sistema televisivo, aprendosi con un maggior grado di concorrenza, potr� riassestarsi, come tutti i mercati televisivi europei, in una situazione che veda almeno 3 o forse 4 protagonisti. Ma a ci� non si arriver� nel modo un po’ dirigista adottato in Spagna�.

                  Dove Zapatero ha praticamente dato una terza e una quarta concessione televisiva a dei gruppi privati. Voi invece?

                    �Noi pensiamo che si debbano stabilire delle regole generali all’interno delle quali sar� il mercato a individuare i protagonisti, superando gradualmente il duopolio. Certamente non possiamo lasciare inalterata una situazione in cui la tv analogica � dominata per oltre il 90% da due soli protagonisti�.

                    Quindi questo pluralismo di soggetti riguarder� anche la tv analogica?

                      �S�, perch� l’illusione (o la mistificazione) per la quale il rinnovamento tecnologico avrebbe portato o porter� automaticamente pi� concorrenza e pi� qualit� si � rivelata appunto illusoria. Oggi � chiarissimo che le posizioni dominanti nella tv analogica si ripropongono in quella digitale�.

                      C’� chi propone di intervenire solo sulla pubblicit�, chi sulle frequenze e quindi anche sulle reti. Ci sono pi� linee nell’ Unione a questo proposito?

                        �Non solo nell’Unione. Nel mondo la limitazione delle posizioni dominanti si pu� raggiungere in vari modi. Il pi� semplice e immediato � reintrodurre un limite antitrust nella raccolta pubblicitaria, che la legge Gasparri ha cancellato diluendolo nel Sic. Certo, un limite pi� sofisticato e in prospettiva pi� efficiente riguarda il possesso delle frequenze, che Rai e Mediaset hanno in numero molto ridondante. Ma, mentre il limite sulla pubblicit� si reintroduce facilmente, un intervento sulle frequenze (bisogna tener conto che � la stessa Ue a chiederci un riordino) comporta tempi pi� lunghi�.

                        La riforma della riforma Gasparri � o no una priorit�?

                          �Certo che lo �. Distiguerei dal punto di vista temporale il tema del conflitto di interessi che pu�, e a mio avviso andrebbe approvato, nel primo anno della legislatura. Anche per tagliare alla radice il sospetto che si voglia colpire qualcuno o avvantaggiare qualcun altro. Mentre il riassetto del sistema tv � un processo pi� complesso che, oltre a un’intesa nella maggioranza – gi� raggiunta nei pilastri fondamentali – comporter� un confronto parlamentare e con le forze produttive. In ogni caso serviranno molto meno dei tre anni impiegati da Berlusconi, perch� i tempi sono maturi ed � diffusa la consapevolezza che la legge Gasparri � ormai superata�.

                          Uscire dal duopolio non rischia di indebolire le due grandi aziende televisive che abbiamo?

                            �Si potrebbe sostenere che � perfino nell’interesse dei duopolisti che si crei un ambiente pi� competitivo perch� la Rai, invece di essere costretta a inseguire Mediaset, potrebbe riqualificare la sua offerta sul modello delle tv pubbliche europee. La stessa Mediaset al suo interno dice di volersi trasformare da tv commerciale in “media company”, e un mercato pi� aperto va in questa direzione�.