“EtMaintenant…” Gardner: era l’unico nel Pci col quale gli Usa parlavano

11/05/2006
    gioved� 11 maggio 2006

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    Gardner: era l’unico nel Pci
    col quale gli Usa parlavano

      intervista
      ANDREA DI ROBILANT

        ROMA
        �Poco dopo il mio arrivo a Roma capii che Giorgio Napolitano era l’uomo giusto per avviare un dialogo con il Pci ed ebbi con lui una serie di incontri segreti in casa di un comune amico. Certo non potevo sospettare che sarebbe diventato un giorno Presidente della Repubblica. Questa Italia � davvero piena di sorprese!�. Sono passati quasi trent’anni da quei primi colloqui e ieri l’ambasciatore Richard Gardner, che rappresent� gli Stati Uniti a Roma durante gli Anni di piombo (1977-80), ha brindato all’elezione del vecchio amico comunista. �Evidentemente la traiettoria di Napolitano conferma la giustezza della politica avviata dall’amministrazione Carter�.

          Ambasciatore Gardner, come matur� il desiderio di dialogo con il Pci?

            �Il Presidente Nixon e soprattutto Henry Kissinger erano stati assolutamente contrari a qualsiasi tipo di contatto con il Pci. Di conseguenza l’ostilit� nei confronti degli Usa era molto diffusa in Italia. L’impressione era che Washington fosse l’unico ostacolo al compromesso storico�.

              E a voi non preoccupava il Pci nel governo?

                �Certo che ci preoccupava. Zbigniew Brzezinski, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale, era visceralmente anti-comunista. Come lo ero io, del resto. L’avanzata del Pci in Italia era la questione pi� grave che ci trovavamo ad affrontare in Europa�.

                  E cosa consigliaste al Presidente Carter?

                    �Di rovesciare la premessa: non eravamo noi ad ostacolare il Pci, ma il Pci che si auto-escludeva dal governo perch� non riusciva a rompere con Mosca. Eravamo contrari all’entrata del Pci nel governo in quel momento, ma non l’escludevamo pi� nel futuro. Eravamo disposti al dialogo�.

                      Come fu avviato?

                        �Il Presidente Carter mi diede l’autorizzazione di prendere contatti riservati con esponenti del Pci. Non con Berlinguer perch� la cosa richiava di comprometterlo, ma con alti dirigenti del partito. Individuai tre esponenti di rilievo: Emanuele Macaluso, Ugo Pecchioli e Giorgio Napolitano�.

                          E come andarono?

                            �Macaluso continuava a ripetere che agenti della Cia erano dietro al rapimento Moro. Pecchioli mi parlava della Rivoluzione d’Ottobre. Capii che l’unico con cui aveva senso parlare era Napolitano�.

                              Perch�?

                                �Era un socialdemocratico. Condividevamo gli stessi valori, aveva una mente aperta, e non era dogmatico anche sulle cose che non condividevamo. Con discrezione, mi faceva capire di non essere d’accordo con molte decisioni del Pci e di auspicare un’evoluzione pi� rapida�.

                                  Quanti incontri ci furono?

                                    �Quattro. Ci vedevamo in casa del nostro amico Cesare Merlini, presidente dell’Istituto per gli affari internazionali�.

                                      Chi ne era al corrente a Washington?

                                        �Il Presidente Carter e Brzezinski. Nessun altro�.

                                          E a Botteghe Oscure?

                                            �Che io sappia, solo Berlinguer�.

                                              I colloqui portarono a un risultato concreto?

                                                �Gli feci avere un visto per un ciclo di conferenze�.

                                                  Napolitano le parlava dell’America?

                                                    �Trovava sempre il modo giusto per esprimermi la sua ammirazione per Roosevelt, Truman e Kennedy, nella cui amministrazione avevo lavorato. Diventammo amici�.

                                                      Lo siete rimasti?

                                                        �Quando due anni fa usc� il mio libro �Mission Italy: gli anni di piombo visti dall’ambasciata americana�, Napolitano ne volle fare la presentazione in Parlamento. Rimasi commosso�.