“EtMaintenant…” Fassino: non si cambia il cavallo migliore

08/05/2006
    domenica 7 maggio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    VIGILIA BOLLENTE DOMANI PRIMA DEL VOTO VERTICE PRODI-BERLUSCONI

      Fassino: non si cambia il cavallo migliore

        Rutelli: rischiamo di romperci l’osso del collo

          retroscena
          AMEDEO LA MATTINA

            ROMA
            Romano Prodi e Silvio Berlusconi dovrebbero incontrarsi domani mattina, prima che i 1.010 elettori comincino a votare per il presidente della Repubblica. Sar� forse l’ultimo tentativo di trovare un’intesa sul nome di Massimo D’Alema, la cui candidatura rimane in campo nonostante i timori, i mal di pancia e perfino la contrariet� di alcune forze politiche dell’Unione come la Rosa nel pugno. Una candidatura che non si � arenata dopo il no opposto dalla Cdl e comunicato da Gianni Letta a Ricky Levi, il consigliere di Prodi che � stato incaricato di esplorare le intenzioni del centrodestra.

              Il cilindro
              Anche se Rutelli � molto preoccupato: �Rischiamo di romperci l’osso del collo� ha detto a chi gli ha parlato ieri sera al termine di una giornata convulsa. Dunque, un ulteriore tentativo di coinvolgere l’opposizione e centrare cos� l’obiettivo di un largo consenso verr� fatto direttamente dal premier in pectore: se Berlusconi dovesse ribadire il suo veto al presidente dei Ds, allora il centrosinistra punter� a eleggerlo alla quarta votazione con i soli voti della maggioranza.

                Ma nella maggioranza si � materializzato un �incubo�: che il Cavaliere, magari gi� domani oppure dopo le prime tre votazioni, tiri fuori dal cilindro il nome di Giuliano Amato, sparigliando i giochi come ha proposto ieri Fini al vertice del centrodestra. I Ds sono convinti che Berlusconi non far� questa mossa perch� gli conviene avere D’Alema al Quirinale. Non pu� dirlo apertamente dopo averlo indicato al ludibrio dell’elettorato che ha premiato Forza Italia e che dovr� tornare a votare a fine maggio per eleggere i sindaci di Milano, Torino, Roma e Napoli. Insomma, nella Quercia, e non solo, la convinzione � che alla fine, a scrutinio segreto, arriveranno un bel po’ di voti da parte della Cdl. Pi� scettico Francesco Rutelli preoccupato sulla tenuta della stessa Unione, mentre per Franco Marini e Dario Franceschini non ci sono subordinate a D’Alema. �E se ci sono mal di pancia – sostiene un autorevole esponente della Margherita – abbiamo pronti i flaconi di Malox�. In ogni caso, dopo il no della Cdl, la parola torna alla Quercia. Almeno su questo tutta la Margherita, e il resto della coalizione, � unita. Nel vortice di telefonate con Prodi, Rutelli e gli altri leader, ieri Fassino non ha fatto altri nomi, n� quello di Amato n� quello di Giorgio Napolitano: ha tenuto la barra ferma sul nome del presidente del suo partito.

                  Nessun dubbio
                  �Noi non abbiamo dubbi – ha detto – che quella di Massimo � la candidatura che pi� di altre unisce il centrosinistra e che potenzialmente va oltre la nostra maggioranza�.

                    Per Rutelli il rischio tuttavia rimane. �Dobbiamo eleggere un Presidente della Repubblica che abbia un largo consenso e abbiamo candidati autorevoli nel nostro campo�, ha precisato uscendo dalla fondazione Italianieuropei dove ha incontrato D’Alema. Se alla prime tre votazioni questo largo consenso non ci sar�, ha aggiunto, l’Unione voter� il proprio candidato, quello �pi� autorevole�. Negli ambienti vicini all’ex sindaco di Roma si fa presente che per� se anche alla quarta votazione D’Alema non dovesse passare, allora si apriranno tutti i giochi. E si passerebbe ad altri candidati, questa volta veramente concordati con il centrodestra.

                      �Bisogna fare ogni sforzo per sbloccare il veto dell’opposizione su D’Alema�, spiega il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Rifondazione comunista e il Pdci puntano dritti a eleggere il presidente della Repubblica a maggioranza semplice. Chi ha parlato con Fausto Bertinotti ha registrato questa convinzione: l’Unione dovrebbe prendere �un’iniziativa forte� a sostegno di D’Alema affinch� ottenga il pi� largo consenso nel Parlamento. E nel Prc sono sicuri che �se questo non avverr�, alla quarta votazione il centrosinista ce la far� da solo�. Negli ambienti dei partiti della sinistra guardano con un certo sospetto le mosse di Rutelli: in molti pensano che il presidente dei Dl voglia assicurazioni sul governo, di non essere schiacciato da un asse Prodi, D’Alema, Bertinotti, soprattutto se Fassino alla fine andr� ad occupare la casella di ministro degli Esteri. Ovviamente nel giro stretto di Rutelli queste considerazioni vengono commentate come �illazioni�, sottovalutando invece il rischio di finire a gambe all’aria anche alla quarta votazione: �E poi che succede? Non si mette a repentaglio anche la nascita del governo?�.

                        Imprevedibile
                        Insomma, la via crucis di D’Alema inizier� domani: la sua salita al Quirinale � irta di imprevisti e colpi di scena, essendo questa un’elezione assolutamente imprevedibile. Una cosa � certa: i Ds che hanno l’ultima parola sul candidato non arretrano di un millimetro dal loro presidente. �Non c’� alcun dubbio�, afferma Gavino Angius. Alle prime tre votazioni il centrosinistra voter� scheda bianca, tranne l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che scriver� nella scheda il nome della neo senatrice Franca Rame. Ma dopo si comincer� a fare sul serio. E sar� un terno al lotto.