“EtMaintenant…” È muro contro muro

13/04/2006
    gioved� 13 aprile 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    ANCHE A SINISTRA C’� CHI CREDE INEVITABILE IL DIALOGO CON LA CDL

      E’ muro contro muro
      ma nell’ombra lavorano le colombe

        retroscena
        Augusto Minzolini

          ROMA
          Lui, Romano Prodi, non ha dubbi sul fatto che potr� governare per cinque anni, fare cinque Finanziarie e quant’altro anche se ha due soli voti di margine al Senato e l’Unione non pu� garantirgli la maggioranza neppure in tutte le commissioni. �L’importante – � il suo motto – � essere decisi e compatti�. E la �durezza� non � certo una qualit� che manca al leader del centrosinistra: ieri prima ha dichiarato che se Berlusconi �lasciasse la politica non sarebbe un male�, e poi gli ha chiesto un incontro. Ma c’� chi dentro l’Unione, sia pure scherzando, non si nasconde che il compito � arduo: �Dato che in queste condizioni dovremo anche pernottare nell’aula di Palazzo Madama per garantire la maggioranza – osserva il neo-senatore Roberto Barbieri – varrebbe la pena di dotare i nostri seggi di un bagno per soddisfare i bisogni primari�.

            L’altro, Silvio Berlusconi, anche se disserta sulla �Grosse Koalition�, continua a fare il muso duro. A pensare che la strada maestra per sfondare il muro di Prodi � quella di verificare le schede elettorali una ad una. Ieri al suo alleato Gianfranco Rotondi che gli chiedeva come si potesse avviare una verifica sulle schede nulle, il Cavaliere ha risposto: �Io non posso predisporlo, dovrei fare un decreto che deve essere controfirmato da Ciampi. Questa sera glielo chieder�. Detto fatto. Dieci ore dopo il premier � uscito dal Quirinale usando per la prima volta l’espressione �brogli elettorali� e lasciandosi andare ad una previsione: �Il risultato cambier�. E alla proposta di incontro di Prodi ha dedicato solo una battuta regalata ad un collaboratore: �Prima si augura che lasci la politica e poi mi chiede un incontro. Lo vedr� solo quando sar� reso noto il risultato delle urne. E non ho dubbi che cambier�.

              Muro contro muro. A muso duro. Una polemica senza fine con Prodi che ingiunge a Berlusconi �te ne devi andare da casa� e l’altro che risponde �non vi libererete facilmente di me�. Solo che, a ben guardare, i pi� realisti comprendono che con un Paese diviso a met�, con un risultato elettorale contestato e con una maggioranza esigua (semprech� sia confermata) in un ramo del Parlamento, non si va da nessuna parte. Anzi si rischia da un momento all’altro il �patatrac�. La proposta di �Grosse Koalition� che pure Berlusconi ha fatto dimostra che quest’esigenza non la nega neppure lui. Cos� sia pure in un clima di guerra, con i proiettili che sibilano nell’aria, le colombe dei due schieramenti, sia pure timidamente, hanno ricominciato a volare. Tentando di individuare una via d’uscita.

                Certo nell’Unione la tesi ufficiale � un’altra, � quella che era legata a una stravittoria che non c’� mai stata, a un film che non si � mai visto; ed � quella che ieri mattina dopo un colloquio a due prima del vertice del centrosinistra Romano Prodi ha sbandierato ai quattro venti e che Fausto Bertinotti ha scandito. Un colloquio che a molti ha ricordato gli incontri del luned� di Arcore, quelli in cui Berlusconi e Bossi decidevano la linea del centrodestra facendo impazzire Casini e Fini. La linea strategica della coppia Prodi-Bertinotti � semplice: con tre voti di maggioranza al Senato, contando anche gli eletti che risiedono a Sydney o a Buenos Aires, si pu� governare questo Paese, magari facendo uno-due acquisti tra gli eletti a Palazzo Madama del centrodestra, per cui l’Unione deve andare avanti per la sua strada scartando non solo la �Grosse Koalition�, ma anche ipotesi pi� modeste come quella di offrire la presidenza di una delle due Camere agli avversari.

                  Ma, accanto a questa tesi, ce n’� un’altra che lo scontro probabilmente per ora ha fatto riporre nel cassetto, ma che la forza delle cose domani, tra un mese o tra due, rimetter� in campo. Nessuno dei leader dell’Unione la sposa in prima persona ma serpeggia qua e l� in alcuni ragionamenti insieme a un’analisi preoccupata del risultato elettorale. Il caposcuola dell’opzione realistica come sempre � Massimo D’Alema e prevede l’apertura di un dialogo con il centrodestra su queste basi: c’� l’offerta della presidenza di una delle due Camere all’opposizione, cio� il Senato, e di un confronto sulla scelta del nuovo Capo dello Stato, in cambio, ovviamente, si chiede a Berlusconi qualche apertura, a cominciare dalla presa d’atto che il vincitore delle elezioni � Prodi. Ovviamente, specie nell’area riformista che � uscita penalizzata dalle elezioni c’� chi, ben sapendo che con una maggioranza di uno o due senatori non si governa, pensa che da cosa pu� nascere cosa: magari si conferma Ciampi al Quirinale, come Presidente di garanzia, e si trasforma il governo Prodi in un governo a termine che deve risanare i conti pubblici, trovare un’intesa sulle riforme costituzionali e elettorali eppoi nel giro di qualche anno riportare il Paese alle elezioni.

                    Si vedr�. Di certo c’� un centrosinistra diviso, che neppure sulle cariche istituzionali riesce a trovare un’intesa. E il rebus delle poltrone rischia di essere devastante. Lo schema Prodi � estremamente fragile: prevede Franco Marini al Senato, Bertinotti alla presidenza della Camera e Napolitano o Amato al Quirinale. In poche parole nella testa del Professore le cariche istituzionali dovrebbero servire a compattare la maggioranza dell’Unione. Solo che contro questo equilibrio lavoreranno gli esclusi e i �realisti� che sono sostenitori del dialogo. C’� chi punta, ad esempio, ad offrire il Senato al centrodestra e in quel caso il candidato pi� probabile potrebbe essere Pisanu, magari riaprendo la strada ad una �opzione� che sembrava tramontata, come l’approdo di Massimo D’Alema a Montecitorio.

                      �Vedremo – osserva Fabrizio Cicchitto -. Finora da loro non � venuta nessuna proposta concreta tant’� che siamo in guerra�.