“EtMaintenant…” D’Alema, la destra si muove

05/05/2006
    venerd� 5 maggio 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    LA CDL E L’IPOTESI DEL �MENO PEGGIO� CALDEGGIATA DA ALCUNI GIORNALI D’AREA IN FORZA ITALIA QUALCUNO CI PENSA

      D’Alema, la destra si muove

        Segnali dalla Lega. E Schifani dice: �Nella Bicamerale � stato perfetto�

        retroscena
        MATTIA FELTRI

          ROMA
          �Ciampi non c’�, un altro Ciampi non c’�, dunque D’Alema�, scrive Giuliano Ferrara in un editoriale del �Foglio� in edicola stamane. Da qualche giorno, su spunto di un articolo di Lanfranco Pace (collaboratore anche di �Otto e mezzo� a La7), il quotidiano sostiene con un certo mordente la candidatura del presidente diessino alla presidenza della Repubblica. E’ un’idea che, a destra, sembra per ora piacere soprattutto ai giornalisti, visto che luned� 1 maggio il titolo in prima pagina di Libero era �D’Alema disgrazia accettabile�. Molti lettori se ne sono dispiaciuti, e hanno inviato righe di protesta. E proprio quelle lettere spiegano il motivo per cui il senatore di An, Gustavo Selva, ha replicato al direttore che l’elezione di D’Alema farebbe definitivamente pendere le istituzioni a sinistra.

            Fino a ieri, infatti, non un solo partito di centrodestra aveva preso in considerazione l’ipotesi del �Foglio� e di �Libero�, piuttosto difficile da spiegare agli elettori. Fino a ieri, quando la Lega Nord, gi� sospettatissima di intelligenza col centrosinistra, si � fatta avanti con Francesco Speroni: �D’Alema ha sempre avuto un rapporto personale con Bossi e anche con me�. Meglio lui di Giuliano Amato e di Franco Marini, ha continuato Speroni. Chi non conosce le dinamiche leghiste, potrebbe trascurare la dichiarazione per la caratura del dichiarante. Invece ci sono due cose da sottolineare. Primo, Speroni ha speso il nome di Bossi, e un leghista non lo farebbe mai senza tremila lasciapassare. Secondo, Speroni � suocero di Marco Reguzzoni, indicato da Bossi come suo delfino (insieme con Giancarlo Giorgetti). Insomma, le parole di Speroni ieri contavano pi� di quelle di Roberto Maroni e Roberto Calderoli, i quali non hanno comunque impegnato toni ostili. L’ex ministro del Lavoro ha soltanto detto: �Non voteremo Marini, altri nomi non ne faccio�.

              �L’Amor Nostro (Silvio Berlusconi, ndr) deve guardarsi dai giochini e casini fini (Amato, una ridicola uscita su Marini), ch� quelli s� perseguono l’obiettivo di condannarlo all’unica cosa che deve temere: l’irrilevanza politica. Non si vota domani, si � gi� votato, ragazzi�. Cos� si chiude l’editoriale di oggi di Ferrara. Se non stai con D’Alema, sei condannato all’irrilevanza politica, dice il direttore all’ex premier. Gli ricorda quando nel 1997 si intese sulla Bicamerale preparando la caduta di Romano Prodi e la vittoria del 2001. Sono passaggi di cui Berlusconi ha sicuramente buona memoria. Per cui contano fino a un certo punto le prevedibili geremiadi forzitaliane, i �no, no, no� di Sandro Bondi, gli �� un uomo di parte� di Renato Schifani. Conta piuttosto la concessione di Schifani stesso: �Massimo D’Alema � stato perfetto nella Bicamerale�. In questa riga qualcuno ha letto la possibilit� di smarcamento dai giochini e casini fini di cui parla Ferrara. N� si trascura un parallelo fra i propositi punitivi di Fausto Bertinotti e la visita conciliatoria e mai rinnegata di D’Alema a Mediaset nella primavera del 1996.

                Sostenere che a destra si faccia il tifo per D’Alema � troppo. Notare qualche movimento � legittimo. Della Lega e di Forza Italia si � detto. Si pu� aggiungere che in via Bellerio si fa spesso amarcord di una cena a base di sardine durante la quale Bossi si affratell� con l’ex comunista, il quale rimane una delle poche speranze leghiste di salvare almeno un angolino di devolution. E si pu� aggiungere che, comunque stiano le cose, ora a D’Alema niente farebbe peggio che un gesto di simpatia da parte di Berlusconi. Quanto agli altri, la lista Dc-Psi, attraverso il suo promotore, Gianfranco Rotondi, si � gi� messa a disposizione: �D’Alema, Letta, Marini, Pisanu, Casini, Amato: tutte espressioni di spessore�, ha detto ieri Rotondi. E del resto qualche giorno fa il suo sodale Paolo Cirino Pomicino aveva individuato nel presidente dei Ds �il simbolo dell’autonomia della politica�.

                  Rimangono l’Udc e An, per ora indiposti alla trattativa. Per conto dell’Udc, il capogruppo alla Camera, Luca Volont�, ha risposto al volo a Ferrara: �Si accontenta di poco�. E il segretario Lorenzo Cesa (�veto d’obbligo agli esponenti di sinistra�) non ha concesso ambiguit� fra le pieghe della sua opposizione. Ambiguit� che invece qualcuno potrebbe intravedere nelle garanzie offerte da Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato: �E’ una sciocchezza. Nessuno di noi ha preferenze per D’Alema�. E ai pi� bricconi � sembrata la solita, evidente excusatio non petita.