“EtMaintenant…” Casini si riprende l’Udc

24/04/2006
    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 7- Primo Piano

      AL CONSIGLIO NAZIONALE OVAZIONE PER IL LEADER: �GRAZIE A LUI IL NOSTRO GRANDE RISULTATO�

        Casini si riprende l’Udc
        Isolato lo strappo di Follini

          Cesa: �Se vuole, attraversi con noi il deserto all’opposizione�

            ROMA
            Non parlava pubblicamente dal 7 aprile, dal giorno della manifestazione unitaria della Cdl a Napoli. E tanti retropensieri erano stati costruiti sul silenzio prolungato di Pier Ferdinando Casini. Ieri finalmente ha parlato per bocciare le larghe intese e stringersi a Berlusconi nella battaglia contro il governo Prodi. Si intesta totalmente il buon risultato elettorale ottenuto dall’Udc e liquida il suo ex amico Marco Follini. Non lo nomina mai nel suo intervento al Consiglio nazionale, ma sono rivolte all’ex segretario certe parole: �A bordo della nostra nave c’� spazio per tutti coloro che hanno la seriet� e la serenit� necessarie per una lunga marcia. Le scorciatoie non ci possono interessare. Tutti siamo necessari, ma nessuno, a partire da me, � indispensabile�. Per cui se Follini vuole rimanere nel partito, si metta a remare per fare l’attraversata nel deserto all’opposizione, con il Cavaliere.

            Il parlamentino Udc applaude il leader, gli conferisce il merito di quel quasi 7% conquistato nelle urne. �Siamo la forza politica – spiega il segretario Lorenzo Cesa – che � cresciuta di pi�. Ma questo successo ha un nome ed un cognome: Pier Ferdinando Casini�. La platea si spella le mani in un’ovazione. I dirigenti dell’Udc vogliono cancellare in fretta Follini dall’album di famiglia; nessuno gli riconosce di avere fatto crescere il partito. Ci pensa per� l’interessato a ricordarlo in alcune interviste televisive rilasciate proprio mentre era in corso la riunione del suo partito, alla quale non ha partecipato per protesta. L’ex segretario ricorda di aver ereditato l’Udc al 3,2% e di averlo portata al 5,9%. �In tutti questi anni sono stato un elemento di pungolo e di disturbo, ma lealmente, dentro il perimetro del centrodestra. Non c’� stato attraversamento di confine n� ci sar�. E infatti assicura che si atterr� alle indicazioni della Cdl sull’elezione del presidente del Senato. Se ci sar� da votare Andreotti, lo voter�. �Io sono iscritto d’ufficio al partito della pacificazione – spiega Follini – ma occorre ripristinare un altro clima�. E continua a criticare la gestione �furbesca e settaria� del partito, il �giochino ino-ino� delle opzioni ancora aperte. Non risparmia bordate contro quelli che definisce i �furbetti del partitino�. Il suo obiettivo � Casini, ma nel mirino c’� anche Cesa, �un segretario che decide di azzerare tutti i dirigenti che hanno collaborato con lui fino al giorno prima e che hanno contribuito, forse pi� di lui, al risultato elettorale. Una decisione come fosse Napoleone dopo la battaglia di Austerlitz�.

            Per Cesa le affermazioni di Follini sono �sopra le righe�. �Provo dispiacere e amarezza per le sue parole che giungono in un momento in cui tutti festeggiamo la nostra vittoria, ma non posso pensare che le sue accuse siano state motivate da qualche opzione, tema su cui ho gi� espresso la massima disponibilit�. Solo Tassone cerca una mediazione, chiedendo di riconoscere i meriti di Follini, invocando l’�agibilit� politica per tutti�. Ma gli altri dirigenti fanno a gara per far notare che i cosiddetti �folliniani�, dallo stesso Tassone a Michele Vietti, erano alla Domus Mariae ad applaudire Casini. Mancava solo Tabacci. �Marco – afferma Buttiglione – pensava che Berlusconi fosse cotto, ma le elezioni hanno dimostrato che era semicrudo. Se avessimo provato a mangiarlo saremmo stati tutti male per dissenteria …�. Giovanardi ricorda che Follini ha logorato la Cdl nel passato e ora vuole logorarla all’opposizione. Baccini sottolinea che Follini ha lasciato la nave quando stava affondando. Anche Casini in campagna elettorale andava dicendo che Marco si aspetta la sconfitta della Cdl �per poterci fare la lezione e dire “hai visto che avevo ragione io?” Si � accorto che la sua analisi era sbaglia�.

              Casini ha tirato dritto. Afferma che l’Udc � chiamata a un’�opposizione nazionale�, inflessibile e senza sconti. Esclude le larghe intese perch� �solo un eccesso di disinvoltura pu� farci ritenere possibile, nel giro di 24 ore, un passaggio dalla pi� aspra competizione del dopoguerra alle ipotesi improbabile di congestione governativa�. E poi, �quale governo di unit� nazionale � ipotizzabile quando non c’� un riconoscimento tra i due poli e non si riesce ad ipotizzare un percorso condiviso sui temi della lotta alla criminalit� e perfino il tema mafia-antimafia viene agitata come arma della lotta politica?�.