“EtMaintenant…” Bertinotti rilancia e prende il piatto

24/04/2006
    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 2- Primo Piano

      LA BATTAGLIA PER LA PRESIDENZA DELLA CAMERA: IL LEADER DELLA QUERCIA RINUNCIA. IL CANDIDATO PREMIER: �ATTO DI GRANDE RESPONSABILITA’�

        Bertinotti rilancia e prende il piatto

          L’ultima offerta: �Rinuncio solo in cambio di Economia o Esteri�. Prodi e i Ds non ci stanno

            Il futuro
            Per il presidente
            diessino
            sarebbe pronta
            la Farnesina
            sempre che lui accetti
            Un fedelissimo
            �Non si tratta
            cos� un uomo
            del suo livello�

              Fabio Martini

              ROMA
              Da due giorni Massimo D’Alema aveva capito che Fausto Bertinotti se l’era giocata con pi� spregiudicatezza. Aveva capito che Romano Prodi non lo avrebbe favorito. In parole povere aveva capito di non avere pi� chances. Ha resistito e combattuto per 48 ore, poi alle otto della sera, D’Alema ha riletto per l’ultima volta il comunicato col quale annunciava di rinunciare: �Vi � una contrapposizione che potrebbe portare dolorose lacerazioni e indebolire il governo�, �ringazio i ds�, ma �appartiene alle responsabilit� del maggior partito assicurare la tenuta della maggioranza�. E con parole meno formali in un comizio a Ravenna, D’Alema ha spiegato cos� il beau geste: �Non � mia abitudine fare i capricci per le poltrone�. Da Romano Prodi un ringraziamento doveroso: �Ancora una volta i ds hanno dimostrato spirito di sacrificio e lealt�.

              Il forfeit di D’Alema � arrivato quando mancavano pochi minuti alle 21, ma ovviamente � stato il frutto di una lunga trattativa a distanza. Anche se il colpo di grazia � arrivato nel colloquio serale tra Prodi e Bertinotti. Il segretario di Rifondazione avrebbe detto che lui era �pronto a tirarsi indietro�, ma che il suo partito �a quel punto era interessato a postazioni importanti come gli Esteri e l’Economia�. Conosciuto il prezzo della rinuncia, D’Alema tra s� e s� ha commentato quel rilancio alla stregua di �una provocazione� e ha gettato la spugna.

              Cosa far� ora colui che � stato il primo presidente del Consiglio nella storia italiana ad aver militato nel Pci? Nei colloqui informali delle ultime ore solidi ponti sul futuro non sono stati lanciati, ma Prodi ha fatto sapere che se D’Alema accettasse, sar� proprio lui il ministro degli Esteri del governo in via di formazione. Un amico di D’Alema, di quelli veri, non ha dubbi: �Massimo rester� presidente del partito, magari con un altro segretario. Questa vicenda � stata gestita in modo immorale: non si tiene per mesi e mesi un ex presidente del Consiglio a galleggiare cos�…�. Uno dei personaggi pi� influenti del mondo dalemiano, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, abbozza uno scenario diverso: �Poich� non ci sono motivi per escludere i ds dalle cariche istituzionali, credo che per quanto riguarda la presidenza della Repubblica sia opportuno pensare ad una personalit� della sinistra italiana. Penso a Ciampi, se sar� disponibile, penso a Massimo D’Alema, a Giuliano Amato�. Ma per “Baffino” la scalata al Colle si profila accidentatissima, perch� Silvio Berlusconi – imprescindibile per il Quirinale – � pronto a votare per Ciampi, anche se, per dirla con Francesco Cossiga, il �candidato preferito del Cavaliere � Giuliano Amato�.

                Per il presidente ds � stata una rinuncia faticosa, costata giornate amare, segnate anche da qualche sprazzo del “vecchio” D’Alema, quello brusco con i cronisti: �Ma lei � de’ coccio?�, aveva detto due sere fa ad un giornalista di una tv privata. E ad una domanda pacifica di una cronista di “Radio Popolare” aveva risposto: �Lo vada a chiedere a Prodi, lass� al piano di sopra…�, indicando con il dito l’ufficio del Professore. E certamente Prodi ha giocato un ruolo nella rinuncia di D’Alema, anche se il forfeit dalemiano si � prodotto per effetto di una mossa a tenaglia: da una parte il Professore non lo ha favorito, dall’altra Bertinotti ha alzato il prezzo, con la capacit� negoziale di un sindacalista interessato non soltanto a scioperare ma anche ad incassare. Da mesi Prodi aveva sempre preferito la soluzione Bertinotti perch� gli sembrava potesse blindare meglio la maggioranza. Ma poi nel convulso dopo-elezioni il Professore ha lasciato correre le due candidature contrapposte con l’effetto che il dualismo D’Alema-Bertinotti nelle ultime 48 ore era diventata una mina esplosiva come dimostano le telefonate e le e-mail piovute nelle sedi dei partiti: �Gi� vi dividete?�. Il consiglio di Arturo Parisi, interpellato a vicenda oramai avanzata, ha consentito a Prodi di produrre un’argomentazione persuasiva con Fassino e D’Alema: �Ma vi sembra giusto che l’Ulivo abbia entrambe le presidenze delle Camere?�. Pi� pesante l’argomento calato da Bertinotti nel colloquio con Prodi a Pasquetta: �Senza la presidenza della Camera, Rifondazione potrebbe limitarsi ad un appoggio esterno al governo�. Ipotesi da brivido per Prodi ma anche per i Ds che di fatto ha chiuso la trattativa.