“EtMaintenant…” Bertinotti: «La Grande Coalizione manderebbe ko l’Unione»

18/04/2006
    domenica 16 aprile 2006

      Pagina 3 – Primo Piano

      IL LEADER DI RIFONDAZIONE �QUESTE ELEZIONI AVEVANO IL VALORE DI UN REFERENDUM SUL PREMIER. ABBIAMO VINTO NOI E DOBBIAMO ASSUMERE LA GUIDA DEL PAESE�

        Bertinotti
        �La Grande Coalizione manderebbe ko l’Unione�
        �Io fuori dal governo, ma � il solo no detto a Prodi�

          intervista
          Riccardo Barenghi

            Roma
            Fausto Bertinotti � convinto che �queste elezioni avevano il valore di un s� o un no a Berlusconi e alla sua politica. E ha vinto il no. Di poco? S� di poco, ma anche se avesse vinto per un solo voto avrebbe comunque vinto. Ecco perch� il risultato segna la fine dell’era berlusconiana, che per riprodursi avrebbe dovuto vincere. Invece ha perso�.

              Tuttavia l’esiguit� della vittoria autorizza a pensare a una vita non facile per il governo Prodi, tant’� che si parla di larghe intese.

                �Mi pare che nell’Unione tutti, ma proprio tutti, le escludano. E giustamente perch� l’idea della Grosse Koalition � esattamente opposta a quella dell’alternanza, politica e programmatica che abbiamo proposto in campagna elettorale. La Grande coalizione non � uno sbocco possibile, sarebbe la sconfitta dell’Unione�.

                  Si discute per� di dialogo istituzionale, di rapporti pi� sereni tra maggioranza e opposizione, non � che si comincia da qui per arrivare un domani a qualche genere di inciucio?

                    �A volte si confondono le acque, si vedono inciuci dove magari ci sono solo proposte ragionevoli. A me basta la risposta netta e univoca di Prodi: le presidenze di Camera e Senato spettano alla maggioranza. E questo perch� la radicalit� dello scontro rende impossibile ci� che in via di principio impossibile non sarebbe; e poi perch� le cariche istituzionali servono a presidiare il governo Prodi. Dopo di che anche noi della sinistra radicale consideriamo giusto tenere un atteggiamento rispettoso e di dialogo con l’opposizione, non ci piace la demonizzazione dell’avversario, la categoria del nemico, la personalizzazione dello scontro. Non � una concessione a nessuno, � un elemento che giova alla politica�.

                      Un elemento che potrebbe essere utile per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica?

                        �Tutti dicono che il Quirinale deve essere oggetto di un confronto tra i due schieramenti. Ma � ovvio, � sempre stato cos�, anche negli anni duri della Guerra fredda. Poi per� qualcuno vinceva e qualcuno perdeva. Voglio dire che non dobbiamo confondere il giusto confronto fisiologico con l’idea che sia necessaria una soluzione unanime. Per dirla tutta: non va attribuito all’opposizione un diritto di veto�.

                          Quindi lei come procederebbe?

                            �L’Unione avanzi il nome di un candidato e lo sottoponga al confronto con la minoranza. Pronta all’ascolto ma senza rinunciare alle proprie ragioni�.

                              Lei voterebbe per un Ciampi bis?

                                �Non dico una cosa n� a favore n� contro Ciampi. Se la dicessi pregiudicherei quello che ho appena spiegato, ossia che deve essere tutta l’Unione ad avanzare una candidatura�.

                                  A proposito di candidature, Prodi insiste perch� anche lei entri al governo insieme a Fassino e Rutelli, magari come vice premier.

                                    �Ho detto che non entrer� al governo in nessun ruolo. Lo ripeto oggi, del resto Prodi lo sa benissimo�.

                                      Invece come Presidente della Camera?

                                        �Stiamo a vedere. Ho detto di no al governo ma di no se ne dice uno solo�.

                                          Lei all’inizio spiegava che le elezioni sono state sostanzialmente un referendum contro Berlusconi e questo referendum voi l’avete vinto. Ma avete una maggioranza esigua al Senato e soprattutto rappresentate solo la met� degli italiani. Come riuscirete a governare un Paese cos� spaccato?

                                            �Si pu� governare con il 51 per cento nelle istituzioni a patto che si riesca a conquistare almeno il 60 per cento del Paese. E’ il nostro compito, qui si misura se il governo Prodi regger�.

                                              Ma le sembra facile conquistare elettori che non hanno mollato Berlusconi nemmeno dopo cinque anni di fallimenti e disastri sociali, cos� almeno ha sempre detto l’opposizione?

                                                �Certo che non � facile, ma l’unico modo per riuscirci � mettere in campo da subito la Grande Riforma, che poi significa cambiare radicalmente la Controriforma del Paese avviata dal centrodestra. Ecco perch� � per noi fondamentale abrogare o cambiare radicalmente le sue leggi, la Bossi-Fini, quella sulla droga, la legge 30, quella sulla scuola, la Gasparri. Che poi non sono altro che la traduzione legislativa dell’impianto culturale e politico di chi ha governato finora. Ecco, noi dobbiamo proporre agli italiani un impianto totalmente alternativo ma che ovviamente affronti e risolva i nodi fondamentali della nostra societ�. A cominciare dalla precariet� del lavoro, anzi della vita, la questione delle questioni�.

                                                  Come mai la sinistra non � riuscita a capire cosa pensava, cosa avrebbe votato e perch�, mezzo paese, anche larghissimi strati popolari che hanno scelto il centrodestra?

                                                    �E’ stato sicuramente il nostro limite pi� grosso, pi� grave degli errori di comunicazione che possiamo aver commesso sul fisco. La fotografia delle elezioni ci dice che c’� una parte del Paese alla quale noi non solo non parliamo ma proprio non conosciamo. Si tratta di quella parte pi� emarginata, spogliata, sostanzialmente negata. Ricordo che nell’immediato dopoguerra Aldo Natoli, dirigente del Pci romano, si accorse di un fenomeno analogo e riusc� a mettere in contatto il Partito con strati di popolazione marginali, prostitute, sbandati, piccoli criminali. Allarg� insomma il campo, conquist� persone alla politica togliendole dalla strada. Penso che dovremmo fare un’operazione simile�.

                                                      Chiudiamo col suo partito che � andato bene in Senato (7,5 per cento), ma meno alla Camera, dove si � fermato al 5,8. I giovani non votano Rifondazione?

                                                        �Invece ci votano, tra i giovani siamo al 9 per cento. In realt� il discorso � un altro, e cio� che se la competizione � tra noi e i Ds, noi guadagniamo voti; se invece � tra noi e l’Ulivo, li perdiamo. Significa che c’� un’indubbia attrazione per i progetti unitari. Un segnale incoraggiante per chi pensa al partito democratico ma altrettanto incoraggiante per chi pensa a qualcosa di nuovo e pi� largo anche nella sinistra radicale�.