“EtMaintenant…” Berlusconi ondeggia ma i suoi lo convincono

09/05/2006
    marted� 9 maggio 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    Berlusconi ondeggia
    ma i suoi lo convincono

      Ultime mediazioni, oggi il probabile via libera

        retroscena
        AUGUSTO MINZOLINI

          ROMA
          Ancora sono in corso le votazioni a Montecitorio e Massimo D’Alema � ormai consapevole che il meccanismo progettato da lui stesso per arrivare al Quirinale si � inceppato e nell’aula il presidente dei ds sfoga il suo rammarico con alcuni parlamentari di Forza Italia, Osvaldo Napoli e Isabella Bertolini. �Quando dite no a me – gli spiega ispirato – dite no alla politica. Fini e Casini stanno facendo un grosso errore politico anche perch� Napolitano non � diverso da me�.

            Gi�, a quell’ora l’�ipotesi D’Alema� era ormai in via d’archiviazione. Un po’ perch� dentro i ds stava succedendo il finimondo: il candidato ufficiale dell’Unione, Giorgio Napolitano, appoggiato dalla Margherita, non aveva nessuna intenzione di fare un passo indietro neppure se la sua candidatura fosse stata bocciata dal centro-destra. �Io non sono un candidato usa e getta – spiegava nelle stesse ore a Piero Fassino -. Voi mi votate in aula�. E, intanto, sull’altro versante Fini e Casini hanno cominciato a fare un �pressing� su Berlusconi spingendolo a valutare pi� attentamente la possibilit� di dire �s� a Napolitano.

              In un vertice prima della riunione dei parlamentari del centro-destra i due hanno cominciato a porre in termini pi� chiari la questione e non hanno trovato un Berlusconi chiuso ma, pi� che altro, altalenante nelle valutazioni. In pi� anche qualche stratega dell’ex premier ha cominciato ad essere pi� aperto gi� nella mattinata e nel pomeriggio di ieri verso questo tipo di operazione. Sandro Bondi, che in giovent� aveva militato nel pci nella stessa corrente di Napolitano, quella dei �miglioristi�, ha spiegato al Cavaliere, per usare un giro di parole, che nel passato ci sono state tante sottospecie di comunisti e �i miglioristi� sicuramente erano meno comunisti degli altri. Fabrizio Cicchitto, invece, ha fatto una valutazione pi� realistica: �Noi – ha spiegato – abbiamo vinto una battaglia su D’Alema. Non credo che in politica se ne possano vincere due. Per cui sarebbe meglio non rischiare altrimenti ci ritroviamo di nuovo di fronte D’Alema�. Infine Loris Verdini, altro frequentatore delle stanze alte di palazzo Grazioli � arrivato a dire: �Napolitano � un’occasione che non ci dobbiamo lasciare sfuggire�.

                E il Cavaliere? Il suo umore e il suo giudizio sono stati variabili per ore. Da una parte il realismo lo spingeva a chiudere, dall’altra al personaggio, come si sa, piace osare. Per cui in lui c’� stata la tentazione di andare avanti per individuare un candidato pi� affine al centro-destra, magari Franco Marini, che non avesse mai avuto in tasca la tessera del pci. Alle 18 era su queste posizioni: �Napolitano? Non credo che si possa fare. Marini? Su quel nome si potrebbe discutere�. Un’ora e mezza dopo, invece, il leader del centro-destra, un attimo prima di andare al secondo vertice della giornata della Cdl, comunicava al telefono al direttore del Tg5, Carlo Rossella, che si preparava un’intesa su Napolitano.

                  I motivi? Diversi. Per capirli intanto bisogna partire da una constatazione: la �vulgata� che il Cavaliere fosse tentato dall’�inciucio� nascosto con D’Alema si � retta sempre su un lungo elenco di sensazioni �irrazionali� legate all’immaginario collettivo sui due personaggi; sulle prese di posizione della parte pi� aziendalista della sua corte, la stessa che lo spingeva a fare un passo indietro e lanciare alle politiche la candidatura di Gianni Letta; e, infine, su una lista della spesa piena di stupidaggini.

                    In sintesi: Berlusconi i suoi voti a D’Alema non li avrebbe mai dati, n� avrebbe potuto darli anche se avesse voluto. Basta ascoltare la gente che gli � accanto per rendersene conto. �Gente come Amato e Napolitano – era il ragionamento che faceva ieri pomeriggio, Stefania Craxi – se i poliziotti ti vengono a prendere a casa fanno finta di niente. D’Alema �, invece, uno che te li manda�. �Se un personaggio come D’Alema arriva al Colle – osservava Maurizio Sacconi – non ci sta 7 ma 14 anni. E noi il giorno dopo abbiamo l’elettorato dimezzato�. �Ho detto al capo – confidava Raffaele Fitto – che non ci si pu� fidare di D’Alema. Io che ho cambattuto con lui in Puglia lo conosco bene: se gli serve qualcosa ti fa i sorrisi; altrimenti se ne frega. Quelli che credono nei suoi favori sono solo gli aziendalisti, ma Berlusconi ormai � un politico a tutto tondo, sa che le sue garanzie sono quel 24% di voti che ha raccolto�.

                      E Napolitano cosa potrebbe dare a Berlusconi che non pu� dare D’Alema? E’ vero il ragionamento fatto dal presidente dei ds ai parlamentari di Forza Italia: �Napolitano non � diverso da me�. Di diverso c’� che Napolitano ha gi� ricoperto incarichi istituzionali, non � eletto nelle liste dei ds visto che � un senatore a vita e, soprattutto, ha quasi 81 anni. �Abbiamo fatto riflettere Berlusconi – ha confidato ieri sera Gianfranco Fini – sul dato anagrafico�. E il ragionamento deve avere avuto effetto se il Cavaliere nelle ore successive lo ha inserito in tutti i colloqui che ha avuto tra gli elementi che potevano portare il centro-destra ad accettare la candidatura del senatore a vita, o, alameno, a farla passare.

                        Gi�, con D’Alema ci sarebbe stato un salto generazionale e Berlusconi avrebbe dovuto dire addio per sempre al Quirinale. Con Napolitano il Cavaliere pu� sempre sperare. �Mettetevi nella testa di Berlusconi – � il suggerimento che Guido Crosetto, coordinatore nazionale del Piemonte ha dato ieri sera a tutti i dubbiosi -, D’Alema ha 57 anni, Napolitano 24 anni di pi�. Vi pare una cosa di poco conto?�. �Le qualit� di Napolitano sono due – � stata l’ironia a cui si � lasciato andare, invece, l’ex presidente della Bnl Giampiero Cantoni – la veneranda et� e il fatto di essere il figlio di Re Umberto�.

                          Per cui l’intenzione di dare il via libera � cresciuta per tutta la serata. Ma come spesso avviene nel centro-destra, il rallentamento � avvenuto intorno alle 21, perch� la Lega si � messa ancora una volta di traverso. Ora le ipotesi sono due: o il centro-destra voter� Napolitano alla terza votazione, rivendicando l’intesa politica; o lo lascer� passare alla quarta, quando si abbasser� il quorum. Semprech� Berlusconi calmi la Lega. Un compito arduo o facile, a seconda dei casi. tant’� che Berlusconi ha chiuso l’ultimo vertice di ieri sera con la pi� classica delle frasi: �Voglio rifletterci�.