“EtMaintenant…” Altolà cattolico al presidente ds

08/05/2006
    domenica 7 maggio 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    FUOCO DI SBARRAMENTO – L’�OSSERVATORE ROMANO� IN CAMPO, MENTRE �AVVENIRE� INVITA LA MARGHERITA A NON SUBIRE DIKTAT

      Altol� cattolico al presidente ds

        �Troppe perplessit� sul suo nome. Serve un candidato che unisca�

          Giacomo Galeazzi

            CITTA’ DEL VATICANO
            Altol� cattolico a Massimo D’Alema sul colle pi� alto: il Vaticano si schiera compatto contro il presidente della Quercia e lancia un messaggio ai moderati dell’Unione: �Proponete candidati che uniscano e non dividano ulteriormente un Paese gi� spaccato in due dal risultato elettorale�. Al no del quotidiano della Cei �Avvenire�, si unisce quello dell’Osservatore romano che boccia D’Alema, notando come crescano �le divergenze sulla scelta del candidato� al Quirinale e rimarcando �l’esistenza anche all’interno del centrosinistra delle �evidenti perplessit� sul suo nome�. Il giornale vaticano segnala le �molte difficolt� che l’Unione sta incontrando e incontrer� nei prossimi giorni sulla sua strada. �Il centrosinistra – scrive l’Osservatore- pur non formalizzando la scelta del candidato, si � accordato per una formula interlocutoria, ideata per non andare allo scontro con il centrodestra. Una formula che, dietro le parole, cerca di ridimensionare le sempre pi� evidenti perplessit�, anche all’interno del centrosinistra, sul nome di D’Alema�. Intanto Avvenire, organo della Cei, torna ad esortare la Margherita a non accettare il diktat diessino. E le nette prese di posizione della Curia contro la candidadura del presidente Ds producono certo dei contraccolpi nell’ala pi� moderata del centrosinistra. Non a caso ieri il leader della Margherita Francesco Rutelli ha parlato di un impegno dell’Unione a favore di �candidati autorevoli nel nostro campo� su cui verificare le massime convergenze con l’opposizione. Le indiscrezioni che giungono da Oltretevere fanno pensare a figure meno di constrasto, come Giuliano Amato e Giorgio Napolitano. L’attenzione particolare ai destini del Colle � dovuta pure al fatto che per lo Stato del Vaticano mantenere il tradizionale filo diretto con la presidenza della Repubblica � ancora pi� importante che avere buoni rapporti con Palazzo Chigi.

              �Il problema non � la provenienza di D’Alema dal partito comunista, bens� il suo carattere difficile e il modo di concepire l’esercizio del potere trattando con gli avversari e intimidendo gli alleati – spiega un autorevole esponente del Sacro Collegio -. Da premier ha alternato segnali di aperture sulle scuole cattoliche a impennate laiciste�. Il timore � di trovarsi di fronte qualcuno che �nella prassi trasformi il Quirinale in una presidenza della Repubblica sul modello francese�. Meglio, dunque, una personalit� che �rappresenti l’intero Paese�, come richiesto a gran voce dai responsabili dei movimenti e delle associazioni cattoliche. Piuttosto che proporre esclusivamente D’Alema per poi eleggerlo anche con i soli voti dell’Unione, la Chiesa ha da giorni consigliato ai moderati dell’Unione di avanzare pi� nomi avviare sui quali un vero negoziato con il centrodestra. Dalle Acli all’Azione Cattolica, dalla Fuci ai ciellini, D’Alema ha fatto il pieno di no. Andrea Olivero, leader delle Acli, propone di individuare chi sappia unire, non solo la politica ma l’intero Paese. Gli fa eco Luigi Alici, presidente nazionale dell’Azione Cattolica: �Abbiamo un Paese spaccato in due non tanto a livello di rappresentanza politica, ma sul piano socio-economico tra Nord e Sud. Occorre quindi un presidente che sappia unire�. E pure Giorgio Vittadini, presidente della �Fondazione per la solidariet� vicina a Cl invoca un capo dello Stato che sia fuori dai giochi di Palazzo, abbia anche competenze economiche e sia capace di garantire lo sviluppo del Paese, nella direzione della sussidiariet�. Un identikit che si attaglia alla perfezione, per esempio, a Giuliano Amato e Mario Monti. Davide Paris, presidente della Fuci, reclama per il Quirinale una personalit� che abbia il riconoscimento pi� ampio possibile. Tutti, quindi, contrari a un D’Alema presidente a colpi di maggioranza. �Non ha senso che si arrivi ad una elezione risicata. Che poi verrebbe delegittimata sul campo di fronte alle grandi scelte�, sintetizza l’associazione degli studenti cattolici. Ci� che conta � il metodo, fanno quadrato la Curia e i movimenti della galassia bianca. �Bisogna trovare una persona in grado di raccogliere un consenso ampio, il pi� ampio possibile – precisano Oltretevere -. D’Alema non va bene perch� divide invece di unire�. E, infatti, il giornale della Cei, gi� venerd� aveva auspicato in un editoriale che la scelta del presidente avvenga secondo il �metodo Ciampi� e aveva lanciato la candidatura di Mario Monti o di qualche intellettuale di area cattolica. Anche se non mancano realt� cattoliche meno ostili all’ipotesi D’Alema come Sant’Egidio, la Compagnia delle opere e il mondo delle cooperazione bianca.