“EtMaintenant…” Allarme referendum nella Cdl

19/04/2006
    mercoled� 19 aprile 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    TRATTATIVE E SCADENZE ELETTORALI CICCHITTO REPLICA: �ABBIAMO TUTTO L’INTERESSE A RESTARE UNITI�

      Allarme referendum nella Cdl

        Il centrosinistra attacca: vi spaccherete se la devolution sar� cancellata

          retroscena
          Amedeo La Mattina

            ROMA
            Chi si divide prima: l’Unione o la Cdl? Sar� il referendum sulla riforma costituzionale a far saltare gli equilibri del centrodestra? Oppure gli eventuali accordi separati dell’Udc con il centrosinistra per l’elezione delle cariche istituzionali? �Macch� – chiarisce Lorenzo Cesa – pensino piuttosto alle loro profondissime divisioni interne e alla sottile maggioranza che hanno al Senato: alla prima votazione prenderanno gi� un mazzata�. Il segretario dell’Udc �consiglia� gli avversari a non fare affidamento sul suo partito per mettere zizzania nel centrodestra. E non sar� nemmeno la consultazione referendaria a creare problemi.

              Il problema � che proprio ieri il Consiglio federale della Lega ha discusso su cosa fare in caso di bocciatura della devolution. Roberto Calderoli ha spiegato che tutte le forze della Cdl hanno dato garanzia sul loro appoggio, ma la verit� � che all’interno del Carroccio si fronteggiano due posizioni: tra chi vuole avere le mani libere nel caso dovesse prevalere il no e chi intende rimanere comunque al fianco di Berlusconi. Il Consiglio federale ha rinviato qualsiasi decisione a dopo il mese di giugno, a dopo il voto referendario. Ma Calderoli ha pure sottolineato che il suo partito � contrario a ogni forma di �inciucio�. Il perch� � presto detto: le intese bipartisan, delle quali al momento non si intravede l’ombra, avrebbero come effetto immediato l’emarginazione del Carroccio. E questo non avverr�, assicura Fabrizio Cicchitto. Semmai, afferma il vicecoordinatore di Forza Italia, � l’Unione che non sar� in grado di stare in piedi con le sue forze parlamentari. Il centrodestra invece �ha tutto l’interesse a rimanere unita�. Ma dopo il referendum? �Vedremo, non ho la sfera di cristallo – risponde Cicchitto – ogni giorno ha il suo affanno. Ma nel breve e medio periodo la Cdl non si divider�. Il dubbio sulle future mosse di Umberto Bossi, in effetti rimane in casa Berlusconi.

                Alla compattezza attorno al Cavaliere nell’Unione credono poco, dove si scommette e si auspica che la Lega far� saltare il tavolo quando verr� bocciata la devolution. �Tutto dipende dal risultato – sostiene Luciano Violante, capogruppo uscente dei Ds alla Camera – e siccome io credo che prevarr� il no, il giorno dopo Bossi riterr� di avere le mani libere�. Per l’Unione si tratta di serrare i ranghi e superare tutti i passaggi istituzionali che ha di fronte. �Poi – aggiunge Violante – avremo i numeri per governare anche al Senato, dove il regolamento prevede che i gruppi con meno di 13 senatori, e noi ne abbiamo alcuni, possono far parte di tutte le commissioni: la maggioranza verr� sempre garantita�.

                  Il gioco a chi si spacca prima � un gioco pericoloso, ad alto rischio per entrambi gli schieramenti: ognuno pensa a resistere il pi� a lungo possibile, nella speranza che l’altro vada a sbattere alla prima curva. �Ma questa curva non sar� il referendum�, dice Luca Volont�, convinto che una certa fibrillazione semmai potr� esserci se Forza Italia insister� per fare i gruppi unici e forzer� per il partito dei moderati. Per il resto, osserva il presidente uscente dei deputati dell’Udc, �noi saremo impegnati a sostenere le ragioni dei s� alla riforma costituzionale�: �Non siamo entusiasti per alcune sue parti. Ma quando l’Udc minacci� di uscire dal governo, sono stati accolti tutti i nostri emendamenti. Ora non possiamo sottrarci ad un impegno comune nella campagna referendaria. Se poi dovesse prevalere il no, la Lega non potrebbe farci carico di alcunch�. Io sono convinto – aggiunge Volont� – che si spaccher� l’Unione: il loro vero banco di prova � la Finanziaria�.

                    Chi rompe le fila per prima? Quale sar� il casus belli? Ritornano sempre gli stessi quesiti. Per Bruno Tabacci sono domande mal poste perch� il problema � �rompere la testa a entrambi le coalizioni: questo � un bipolarismo ridicolo�. Il bastian contrario dell’Udc ha dato vita ai comitati per il no al referendum: �Ma non � lo stesso comitato di Scalfaro. Lui vuole difendere la Costituzione cos� come era, io invece punto a una Assemblea costituente�. Insomma, il punto non � scommettere sulla rottura del fronte avverso. �Questo � un obiettivo irrilevante�, osserva Tabacci secondo il quale la priorit� � �aprire un dialogo e superare la logica di una maggioranza onnipotente che combatte contro un’opposizione altrettanto onnipotente�.