ETLC Documento su: “La sostenibilità nella filiera turistica”, Lussemburgo 21 ottobre 2002 (Italiano)

ETLC Documento su: "La sostenibilità nella filiera turistica"

Luxembourg, 21 ottobre 2002

Bozza

Premessa
Il Turismo, nato come attività di lusso è diventato fenomeno di massa; e negli ultimi anni, in Europa e nel mondo, è stato uno dei settori economici a maggiore tasso di sviluppo.

Il WTO (World Tourism Organization) valuta in 693 milioni gli arrivi, e con una stima prudente, nonostante i tragici avvenimenti seguiti all’11 settembre 2001, calcola in 1 miliardo gli arrivi nell’anno 2020.

Il Turismo è una filiera economica e sociale complessa; oltre a quanto legato all’organizzazione del viaggio, all’accoglienza, alla ristorazione e alle attrezzature dedicate ai turisti – quali ad es. gli stabilimenti balneari e le stazioni sciistiche-; ne fanno parte direttamente i trasporti, il commercio, ma anche: i musei, i parchi, gli eventi culturali, la musica … ; ed indirettamente tutte quelle attività che producono beni e servizi destinati al turismo.

Nel Terzo mondo il turismo è la seconda risorsa dopo il petrolio, con una differenza: che il petrolio è diviso malamente, il turismo potrebbe essere presente un po’ ovunque.

Specialmente nel Terzo Mondo la filiera del turismo è allargata a tutte piccole attività, crea molta occupazione giovane, femminile, autoctona. Il Turismo è una risorsa immediatamente "esportabile", spesso é libera dalle barriere imposte da chi domina il commercio internazionale; e nella gran parte dei paesi del Terzo mondo divenuti mete turistiche, una importante quota delle entrate del turismo va direttamente alle popolazione locali.

I Paesi dell’Unione Europea rappresentano complessivamente la prima destinazione turistica mondiale (in-coming) e sono un importantissimo bacino di turismo out-going. In appoggio al programma dell’OMT "Il turismo per alleviare la povertà" il sindacato ritiene che la sostenibilità dello sviluppo del turismo, europeo e mondiale, passi, oltre che per una spalmatura delle presenze turistiche sul lasso di tempo più lungo possibile durante l’anno abbassando le punte stagionali che congestionano mete, servizi, infrastrutture; anche attraverso una diversa e più equilibrata distribuzione degli arrivi turistici, con particolare riferimento alla quota di incremento prevista; ciò in coerenza con l’impostazione europea sancita nel 1977 a Stoccolma, ribadita a Rio nel 1992 e dai 190 Paesi riuniti a Johannesburg nel 2002, che lo sviluppo sostenibile va individuato nella continua ricerca di un corretto equilibrio tra dimensione sociale, dimensione economica e dimensione ambientale dello sviluppo. Valori che nel turismo, proprio per la sua dipendenza dalla pace e dalla sicurezza, dalla capacità di carico delle destinazioni, dalla qualità dell’ambiente, dalla diversità culturale e di usanze, dalla qualità del lavoro e quindi dalla qalità del servizio che viene offerto, assumono una importanza ancora maggiore.

La dimensione sostenibile dello sviluppo turistico va quindi valutata in base a quanta parte del reddito prodotto dal turismo stesso rimane nel luogo di destinazione; e come lo stesso viene ripartito all’interno della comunità locale.

La dimensione sociale dello sviluppo sostenibile nella filiera del turismo

Lo sviluppo sostenibile della filiera turistica europea e mondiale può essere garantito solamente quando – unitamente agli aspetti economici e di protezione dell’ambiente e delle diversità culturali – verrà resa prioritaria la creazione di lavoro sostenibile nel settore.

La qualità del servizio, che nella filiera turistica dipende in larga misura dai livelli di formazione degli addetti e dalla loro motivazione, oggi è a rischio perché le condizioni di lavoro nel settore sembrano sempre meno attraenti.

Nello stesso settore dei Trasporti, le liberalizzazioni in atto, gli errori gestionali delle grandi compagnie aeree e delle società di gestione dei grandi aeroporti, la scarsa programmazione, il mancato coordinamento delle risorse e delle attività che ha provocato una enorme maggiorazione dei costi … anziché essere affrontati in maniera strutturale, sono stati scaricati su: riduzione delle manutenzioni, minore sicurezza, aumento dei rischi per la salute dei lavoratori e dei viaggiatori, diminuzione del costo del lavoro e della professionalità degli addetti, compressione ulteriore delle condizioni imposte alla catena dei fornitori locali, specie dei paesi del Sud del mondo, moltiplicazione delle compagnie a "basso costo" , ecc. con conseguente ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza e di qualità del lavoro per gli addetti.
Aspetti che nel settore aereo sono solamente più evidenti, ma sempre più presenti anche nei trasporti di terra, sia urbani che extraurbani, ed in quelli marittimi.

Nel turismo, per esempio:
-i salari sono mediamente più bassi rispetto agli altri settori di almeno il 20 %
-é impressionante la presenza di "lavoro nero" e di ‘lavoro povero’, specie nell’industria dell’ospitalità

Nella filiera turistica:
-vi è un’alta percentuale di lavoro precario (stagionale o semplicemente a termine), magari accoppiato con orari di lavoro disagiati – spesso si lavora la notte e nei giorni di festa – che tolgono la possibilità di una normale vita sociale;
-sono scarse le possibilità di carriera;
-in particolare nel settore dell’ospitalità è sempre più difficile trovare personale qualificato ed é ancora più difficile riuscire a mantenere tale personale nel settore.

I principali obiettivi per un turismo che in Europa sia socialmente sostenibile sono :

-un lavoro di qualità
-una retribuzione equa e rapportata alla qualità della prestazione
-condizioni di lavoro accettabili e non inferiori a quelle degli altri settori
-uguali opportunità
-possibilità di formazione professionale e di carriera
-libertà di associazione, riconoscimento delle organizzazioni sindacali e dei contratti collettivi

In questo contesto:
-il settore del Turismo va sempre più inteso nel suo ambito di filiera produttiva (avvicinando i diversi produttori all’utente finale) e di sistema turistico locale che eroga beni e servizi in maniera integrata
-va rivendicato un maggiore ruolo dei poteri pubblici, a partire dall’Unione Europea e dai poteri nazionali e regionali, a partire dall’applicazione rapida e generalizzata di Agenda 21
-il dialogo sociale va promosso in ogni ambito della filiera, vanno sviluppati più ampi rapporti negoziali che, coinvolgendo la filiera, superino per i loro effetti i confini dell’Unione Europea avendo conseguenze positive anche nelle destinazioni turistiche, specie quelle del terzo mondo, avendo quale obiettivo, oltre al rispetto delle Convenzioni e delle Raccomandazioni dell’ILO, il riconoscimento di diritti umani fondamentali quali: la non discriminazione, la clausola sociale, la libertà di associazione e di contrattazione collettiva
-va promossa la rendicontazione e la responsabilità sociale delle imprese, a partire da quelle multinazionali, vanno create reti di controllo internazionali delle quali il sindacato – anche unitamente ad ONG impegnate nella difesa dei diritti umani, del turismo consapevole e responsabile, dei consumatori – svolga la funzione di coordinamento
-vanno incentivate le forme di certificazione di qualità che favoriscono la partecipazione collettiva dei lavoratori alla definizione e alla gestione dei sistemi di controllo, privilegiando le forme di certificazione che, oltre agli indicatori utili al controllo del prodotto e del processo, prevedano indici di tutela ambientale e sociale.

Concentrazioni nel mercato del turismo europeo

Lo sviluppo sostenibile di turismo europeo è minacciato anche dal veloce avanzamento del processo di concentrazione da parte di poche imprese multinazionali, organizzate e integrate sia in senso orizzontale che verticale. Tali imprese gestiscono l’intero processo, dalla programmazione, alla vendita del viaggio, al trasporto, alla sistemazione alberghiera … sfruttando la loro posizione dominante per abbattere i prezzi, spostare e "inventare" destinazioni, con le prevedibili conseguenze sui fornitori e sulle comunità locali di destinazione dei flussi turistici. La conseguenza immediata di questa politica si è trasformata in una caduta dei prezzi.

Nel turismo, settore labour-intensive, questo ribasso dei prezzi ha avuto un impatto drammatico sulle condizioni di lavoro, mettendo spesso in discussione l’autonomia della contrattazione collettiva.

Il turismo sostenibile, che oltre ad essere economicamente praticabile, è anche ambientalmente compatibile e socialmente responsabile, non può avere scappatoie legate al semplice minor costo; e su questi principi vanno misurati gli atteggiamenti delle imprese, specie quelle multinazionali, a partire dai Tour Operators ai quali si chiede di aumentare i processi, in atto da parte di ancora poche imprese, di "rendicontazione" e "responsabilità sociale" arrivando anche a ulteriori momenti di negoziazione con i sindacati dei lavoratori.

La responsabilità sociale delle imprese

Le imprese possono contribuire allo sviluppo sostenibile solo quando i sistemi di corretta gestione ambientale e le corrette prassi sociali sono parte integrante dei loro obiettivi di gestione e c’è un pieno e corretto coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

In questo quadro vanno praticate le certificazioni, le rendicontazioni e gli impegni di responsabilità sociale quali ad es. EMAS, ISO (International Organization for Standardization); GRI (Global Reporting Iniziative) ed il conseguente Tour Operators Iniziative Project; The OECD Guidelines on Multinationals, ecc.

Le responsabilità dell’Unione Europea per un turismo socialmente sostenibile

L’Europa ha una responsabilità globale in materia di sviluppo sostenibile del turismo, sia perché è il principale mercato turistico mondiale, sia perché è la sede di molte delle multinazionali del settore; anche se occorre rilevare che l’Unione Europea continua a negare alla filiera turistica il rango di settore cui destinare linee di finanziamento.

Le sovvenzioni pubbliche a progetti di imprese anche della filiera turistica vanno concesse solo ad iniziative che fanno esplicito riferimento al rispetto della clausola sociale, che si impegnano a sviluppare forme di occupazione qualificata, ad applicare la contrattazione collettiva e ad operare privilegiando la partecipazione dei lavoratori e delle loro libere rappresentanze sindacali.

In particolare vanno evitate iniziative della Commissione tese a distorcere il mercato turistico e la competizione fra le diverse Regioni in una logica di peggioramento delle condizioni di lavoro; privilegiando invece quelle iniziative che spostano la competizione sulla qualità del servizio; essendo la filiera turistica "labour intensive" ciò si tradurrebbe anche nel miglioramento della qualità professionale e di lavoro degli addetti.

Come, prima di ogni eventuale provvedimento di liberalizzazione del mercato che interesserebbe la filiera del turismo che la Commissione intendesse sostenere (per esempio nel contesto delle negoziazioni del GATS) andrà svolta un’analisi approfondita degli effetti che l’eventuale liberalizzazione avrebbe sull’intera filiera turistica, ed in particolare sulle condizioni di lavoro.

Quali iniziative sindacali

Lo sviluppo sostenibile non può essere realizzato senza il coinvolgimento dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali sia nel quadro del dialogo sociale settoriale, sia al livello di singola impresa, che sul piano della negoziazione di accordi collettivi sia nazionali che territoriali..
In particolare con le società multinazionali della filiera turistica, a partire da quelle europee, vanno sviluppate negoziazioni sullo sviluppo sostenibile anche prevedendo che tali negoziati potranno produrre risultati positivi anche oltre i confini dell’Unione Europea, in particolare verso le popolazioni delle località destinatarie dei flussi turistici out-going, che sempre più spesso si trovano in paesi del Sud del mondo.

All’interno delle organizzazioni sindacali transnazionali, e fra le organizzazioni sindacali dei diversi paesi, anche con il coinvolgimento delle Organizzazioni non Governative impegnate nella difesa dei diritti umani, del turismo consapevole e responsabile, delle Associazioni dei consumatori vanno sviluppate e gestite reti di controllo sulla rendicontazione e responsabilità sociale delle imprese.

Lo sviluppo sostenibile dovrà essere oggetto di informazione e confronto all’interno dei Comitati Aziendali Europei.

S:\NEW EFFAT STRUCTURE\Sectors\Tourism\ETLC\Speeches,Declas\ETLC declaration on sustainability and tourism IT.doc