Età pensionabile, la spinta di Bruxelles

08/05/2003





      giovedì 8 maggio 2003

      La Commissione alla Francia: entro il 3 ottobre il piano di rientro dal deficit.
      In Germania disoccupazione record

      Età pensionabile, la spinta di Bruxelles

      L’Ecofin al lavoro sulla spesa previdenziale. Berlusconi: il Patto di stabilità sia flessibile

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          BRUXELLES – Pensioni, quote latte, risparmio. A Bruxelles le diplomazie dei Quindici cercano un accordo in vista del vertice Ecofin (ministri economici) in programma martedì 13 maggio.

          PARTONO LE PENSIONI – Nell’agenda dei ministri comparirà un riferimento alle pensioni. Per il momento, è bene chiarirlo, l’Unione si muove ancora su un terreno «esplorativo» e, dall’altra parte, va pure precisato che la competenza in materia previdenziale è strettamente nazionale. L’Ecofin, tuttavia, potrebbe entrare nel tema con un’altra angolazione: cioè verificare l’impatto della spesa previdenziale sull’equilibrio generale dei conti pubblici dell’Unione. Su queste basi, martedì prossimo i ministri daranno mandato al «Comitato per la politica economica» (organismo intergovernativo) di delineare una previsione più aggiornata sulle tendenze di spesa da qui ai prossimi quindici anni. Nello stesso tempo si chiederà agli esperti di considerare anche i conti dei 10 nuovi Paesi dell’Europa. Il «Comitato» dovrà presentare un rapporto entro il prossimo 4 novembre. Ma, in parallelo, alcuni Stati, tra i quali anche l’Italia, pensano di cominciare a discutere anche di possibili interventi concreti per alzare l’età media pensionabile, cioè dei cosiddetti incentivi e disincentivi.


          SCRIVE TREMONTI
          - Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha formalizzato la richiesta di discutere sul condono sulle quote latte nel vertice di martedì. Richiesta accolta. Tremonti vorrebbe ottenere il via libera sulla rateizzazione in trent’anni delle multe comminate da Bruxelles agli allevatori italiani. La trattativa è ancora in bilico. Secondo le indiscrezioni gli italiani potrebbero anche «chiudere» con una rateizzazione a 20-25 anni. Ma le resistenze dei nordici, Olanda in testa, sono ancora forti.

          RICHIAMO ALLA FRANCIA – La Commissione ha ufficializzato ieri il richiamo alla Francia per aver sforato il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e pil, il cardine del «Patto di stabilità». Entro il 3 ottobre Parigi dovrà annunciare misure per ridurre il disavanzo sotto il 3% nel 2004, se la «raccomandazione» della Commissione sarà approvata dall’Ecofin. Intanto il tasso di disoccupazione tedesco è salito al 10,7% in aprile, rispetto al 10,6% di marzo. Aumenta la pressione per una riduzione dei tassi della Banca centrale europea. E oggi si riunisce il Comitato dei governatori per decidere.

      Giuseppe Sarcina


      Economia