Esuberi alla Telecom Interviene il governo

12/07/2010

Nel weekend c’è stata una drammatica accelerazione dei licenziamenti in Telecom Italia. Che prima o poi dovessero arrivare si sapeva, ma si sperava che l’azienda ci ripensasse. Invece da oggi partiranno le lettere del primo lotto di 3.700 lavoratori da tagliare entro la metà del 2011 (e nel 2012 il totale salirà a 6.800). I sindacati hanno chiesto al governo di intervenire e ieri il viceministro delle Comunicazioni Paolo Romani, e quello del Lavoro Maurizio Sacconi, hanno annunciato che convocare i vertici della Telecom la prossima settimana, per vederci chiaro sulle strategie industriali del gruppo.
Romani vuol verificare il piano industriale. Una sua nota spiega che «mai come in questa fase è necessario procedere con la massima cautela rispetto agli snodi che riguardano l’industria delle telecomunicazioni italiana, settore strategico per il Paese». A testimoniare l’interesse del governo, Romani sottolinea che per il 19 luglio aveva già fissato un incontro sulle reti di nuova generazione con gli amministratori delegati di tutte le compagnie, mentre per domani è in programma una riunione tecnica.
A nome della Slc-Cgil il segretario nazionale Alessandro Genovesi osservava ieri che «tutto ciò che permette di discutere del futuro industriale di Telecom, e quindi della capacità di un’azienda strategica per il Paese, è utile» ma aggiungeva: «Ci auguriamo che il governo voglia coinvolgere anche i sindacati».
L’opposizione, con Vincenzo Vita del Pd, parla di «vicenda gravissima» perché «l’azienda fa utili. In una fase di crisi del Paese, se neppure un settore che regge riesce a salvare l’occupazione, vuol dire che siamo a un punto drammatico. È augurabile che l’amministratore delegato Franco Bernabè ci ripensi».