«Esternalizzazioni Servono garanzie»

26/01/2011

TRENTO — Sindacati sul piede di guerra sull’esternalizzazione di alcuni dipendenti del museo tridentino di scienze naturali e sulla mancata rassicurazione da parte della cooperativa subentrante, «Le impronte» , di assumere il personale ora impiegato nell’appalto dei servizi del museo (receptionist, biglietteria e gestione bookshop della sede di via Calepina). Nonostante sia «riuscito il presidio sciopero dei dipendenti esternalizzati» , dice Roland Caramelle della Filcams Cgil, nell’incontro di lunedì mattina, «abbiamo appreso dai responsabili della cooperativa vincitrice che non ci sarà alcuna assunzione dei lavorati lì impiegati perché non conviene economicamente» . Una scelta non rispettosa delle normative in vigore, prosegue Caramelle, che determinano l’obbligatorietà di assunzione. Poi rivolto ai responsabili del Museo, dice: «Alla nostra richiesta di intervento per il rispetto delle regole fondamentali a tutela dell’occupazione, non si sono assunti alcuna responsabilità» . Da parte loro, i vertici del Museo in una nota fanno sapere che «dopo l’incontro con le parti sindacali e la cooperativa “ Le Impronte”, subentrante dal 1 di febbraio alla gestione di reception, biglietteria e bookshop museali, il Museo si è attivato per comprendere le determinazioni della società relativamente all’assunzione del personale oggetto di passaggio» . Una volta ottenuto rassicurazioni in questo senso dalla cooperativa, «il Museo si sente così sollevato da ogni responsabilità e attende, non essendo scaduti i termini, di osservare il rispetto della normativa. Sempre lunedì la Filcams-Cgil ha chiesto anche l’intervento del Comune di Trento e dell’assessorato provinciale alla cultura «per far rispettare le regole, considerando che nel consiglio d’amministrazione del Museo il presidente e un altro componente sono di nomina pubblica. La politica e le parti sociali si riempiono quotidianamente la bocca con esternazioni contro la contrarietà ad appalti pubblici basati unicamente sul risparmio, sostenendo una concorrenza che debba puntare alla qualità e non alla compressione di diritti e sfruttamento. Bene, passiamo dalle parole ai fatti» . E Caramelle annuncia «iniziative pubbliche anche eclatanti se non ci saranno atti formali che porteranno al rispetto delle regole e all’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro: quindi all’assunzione dei dipendenti.