Estate affondata dal caro-vacanze

08/09/2003



      Domenica 07 Settembre 2003

      Turismo


      Estate affondata dal caro-vacanze

      Bilancio dell’Enit – Il calo dell’1,5% degli arrivi da oltrefrontiera si spiega con i prezzi alti e molto variabili sul territorio

      VINCENZO CHIERCHIA


      MILANO – L’Enit lancia l’allarme sulla competitività del sistema turistico italiano, sui prezzi troppo alti per i turisti e sulla paralisi delle attività promozionali. I primi consuntivi di quest’estate sono infatti già negativi dopo un 2002 difficile (si veda «Il Sole-24 Ore» del 31 agosto), conclusosi con una flessione complessiva intorno all’1,2% delle presenze e dello 0,8% degli arrivi. I primi dati negativi dopo otto anni di crescita continua. Per gli stranieri sono state registrate nel 2002 flessioni dell’1,9% degli arrivi e dell’1,4% delle presenze. E, per quest’anno, le avvisaglie non sono confortanti. Il consuntivo da inizio anno degli introiti valutari segna un -7,8% complessivo rispetto al 2002. I tedeschi fanno segnare una flessione intorno al 4-5% (a marzo era stato addirittura rilevato un -30% degli arrivi), per i giapponesi la flessione è intorno al 6-7 per cento. L’Enit peraltro stima una flessione complessiva dell’1,5%-2% per le presenze estere quest’anno e i primi consuntivi non sono positivi e fanno temere il peggio. Ad agosto, un’area chiave come quella toscana ha accusato un calo del 2,78% degli arrivi, secondo il Centro studi turistici di Firenze, che prevede anche un settembre di segno negativo, con una flessione pari al 2,56%; nei tre mesi estivi l’affluenza di turisti in Toscana è scesa, complessivamente, del 3,12% rispetto allo stesso periodo del 2002. Meno turisti, soprattutto stranieri, a Rimini a luglio: i dati dell’ufficio statistica della Provincia hanno registrato un calo degli arrivi pari al 3,9%, più accentuato per gli stranieri (-8,4%) e più contenuto per gli italiani (-2%). «Il problema è che i prezzi sono troppo alti e c’è troppa confusione – commenta Amedeo Ottaviani, presidente dell’Ente italiano turismo -. Non possiamo andare avanti così. Ci vuole una mobilitazione generale per cambiare rotta. Non c’è omogeneità di offerta, c’è troppa varietà dei prezzi, dei costi reali per chi vuole trascorrere le vacanze in Italia, e spesso poca trasparenza. Il turista che arriva da noi non ha sicurezza su quello che paga, soprattutto per i servizi al di fuori del pacchetto acquistato, proprio nel momento in cui tutti sono molto più attenti al prezzo e puntano sulle offerte last minute per risparmiare». L’Enit punta l’indice sul fatto che mentre è stato fatto un lavoro anche imponente per contenere i contraccolpi dell’emergenza terrorismo seguita all’11 settembre, i vivistatori che arrivano in Italia finiscono poi per pagare dei costi eccessivi nel momento in cui accedono ai servizi di ristorazione o di intrattenimento, ad esempio. «Il vistoso calo turistico nelle città d’arte è un altro punto dolente – aggiunge Ottaviani -. Ma abbiamo le mani legate. Occorre rilanciare gli investimenti per fare promozione. Invece non si spende più nulla. Tutti i Governi promettono, ma poi nessuno mantiene». «Le città d’arte giocano un ruolo chiave – sottolinea Ottaviani – con almeno 10 miliardi di euro di ricavi dovuti ai turisti che prediligono poli storici e centri minori, itinerari archeologici, eventi storici e manifestazioni culturali». Un nodo intricato da sciogliere è rappresentato dalle iniziative promozionali per incentivare e sviluppare i flussi turistici. La ricetta dell’Enit consiste nel rilancio delle intese di programma con le Regioni, per realizzare accordi che mettano insieme risorse nazionali e disponibilità a livello locale, raddoppiando così le risorse a disposizione per promuovere le vacanze in Italia. Stimato al riguardo un fabbisogno pari almeno all’1% dei ricavi valutari (circa 28 miliardi di euro) l’anno. «Abbiamo siglato una decina di accordi – spiega Ottaviani – con le Regioni, per coodinare la promozione turistica e sviluppare iniziative mirate sui mercati esteri. Ma oggi è tutto bloccato, la spinta promozionale si è esaurita e se non ci saranno risorse adeguate si potrà fare ben poco».