Esselunga vale 3,8 miliardi

13/10/2006
    gioved� 12 ottobre 2006

    Pagina 18 – Economia e imprese

    Grande distribuzione - Il verbale dell’assemblea che ha trasferito le attivit� commerciali in Fudfina

      Esselunga vale 3,8 miliardi

        La cifra in una perizia commissionata da Bernardo Caprotti

          Vincenzo Chierchia

          MILANO

          Il futuro di Esselunga passa da Fudfina, la neocostituita finanziaria che risulta – 400 milioni di capitale – il perno della riorganizzazione del gruppo, in vista della probabile cessione delle attivit� commerciali. L’operazione � stimata in 2,7 miliardi circa.

          Il ruolo di Fuffina

            Il 29 settembre, presso il notaio Giovanni Ripamonti di Milano, si svolge l’assemblea di Fudfina. Il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti (81 anni), in qualit� di amministratore unico della Fudfina e Carlo Giuseppe Salza (rappresentante della capogruppo Supermarkets italiani) danno il via al cambiamento dello statuto (oggetto sociale) e ad un aumento di capitale da 10mila e 400milioni di euro. Caprotti presiede l’assemblea, e spiega che l’oggetto sociale di Fudfina va �riformulato – si legge nel verbale – al fine di esplicitare le possibilit� per la societ� di trasferire, cedere e conferire in qualsiasi forma e a qualsiasi titolo partecipazioni in altre societ� costituiteo costituende�. Il 27 settembre era stato analogamente cambiato anche l’oggetto sociale della Supermarkets.

            L’aumento di capitale

            Caprotti poi spiega che il capitale Fudfina va aumentato da 10mila a 400 milioni di euro con un sovraprezzo unitario di due miliardi e 260 milioni di euro da coprire mediante il conferimento da parte di Supermarkets italiani – attuale holding del gruppo – di una partecipazione pari al 70% di Esselunga. Salza, per la Supermarkets, � d’accordo e sottoscrive l’aumento di capitale.

            Il valore di Esselunga

              Per stabilire il valore di Esselunga, la Supermarkets ha conferito al commercialista milanese Stefano Merli una perizia giurata. Il valore complessivo di Esselunga � stato indicato in 3 miliardi e 804 milioni di euro. Il valore del conferimento del 71% � dunque stato di 2 miliardi, 662 milioni e 800mila euro.

              Dallaperizia di evince anche che nell’ambito del processo di riorganizzazione del gruppo la Supermarkets italiani conferisce alla Fudfina il 70% della Esselunga e che il 30% sar� ceduto sempre a Fudfina a titolo oneroso. Quindi il punto d’arrivo � trasferire nella neocpstituita Fudfina tutte le attivit� Esselunga.

              L’esercizio 2005 si � chiuso con 4,3 miliardi di fatturato (+4,7%), tra gennaio e marzo 2006 le vendite Esselunga sono state pari a 1 miliardo e 137 milioni di euro; l’ebitda � stato di 76 milioni (+6,7%). Il patrimonio netto risulta pari a 580 milioni.

              L’operazione Villata

                Alla Villata nel 2005 � stata conferita buona parte degli immobili del gruppo, un’altra parte risulta nella Orofin. Esselunga ha fatto una cura dimagrante: la scissione – si legge nella perizia – ha comportato una riduzione delle immobilizzazioni per 469,8 milioni e un decremento del patrimonio netto di 497 milioni. Villata ed Esselunga decidono (ossia Caprotti e Alfonso Pellegatta) l’accordo quadro a lungo termine sugli affitti dei magazzini. Un vincolo non da poco se qualcuno si far�avanti per rilevare le attivit� commerciali.

                Il business plan

                  Il management – scrive merli – ha previsto nel piano 2000-2011 un aumento dei ricavi a un tasso medio del 10,4% (la media 1998-2005 � stata pari al 9%; tra 2004 e 2005 l’incremento � stato del 4,7%). Per il 2006 si prevede un fatturato di 4 miliardi e 861 milioni, che dovrebbe salire a quota 7 miliardi e 990 milioni nel 2011. L’utile netto � stato di 118milioni, l’ebitdain 317,5 milioni. Previsti 33 nuovi magazzini.

                  Il management ha anche previsto dipagare delle royalities per i marchi Esselunga alla controllante Supermarkets italiani fino al 2007. Dal 2008 Esselunga acquister� i marchi.

                  I partner

                    Con una lettera a dipendenti e fornitori Caprotti ha affermato di non avere contatti con tesco, �azienda incompatibile con Esselunga�. Non ha smentito per� l’intenzione di vendere. E i rumors, intanto, continuano.