Esselunga: Secondo round di una sfida

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 23 – Economia e imprese

      Secondo round di una sfida

        Andrea Carli

          «Nell’autunno 2006, dopo due anni di attacchi da parte di Coop all’Esselunga e alla mia persona, io, anzi noi, decidiamo di fare chiarezza, a mezzo stampa, dicendo le nostre ragioni». Riprende la sua battaglia Bernardo Caprotti, erede di una dinastia imprenditoriale di ben sei generazioni, cognome legato a quelli che una volta erano i Supermarkets italiani e oggi sono la catena distributiva Esselunga.

          L’incipit di «Falce e carrelo» (sottotitolo: Le mani sulla spesa degli italiani), il libro che ha scritto per conto di Marsilio Editori con la prefazione di geminello Alvi .- sarà presentato domani mattina al Fur Season di Milano – è un po’ il secondo tempo di una sfida che l’81enne imprenditore brianzolo ha lanciato lo scorso ottobre quando, dopo «due anni di indecente gazzarra sulla nostra azienda e sul suo buon nome», aveva finanziato una campagna pubblicitaria su bel 32 quotidiani. Nemico dichiarato: il gruppo distributivo Coop, il cui «disegno di acquistare Esselunga – recitava il messagio destinato ai lettori – mascherato dietro una strumentale difesa dell’italianità, argomento del tutto privo di fondamento, è in realtà quello di eliminare il concorrente più temibile, la catena di supermercati che ha i prezzi più bassi d’Italia».

          Nel libro l’imprenditore raccolta il suo rapporto con le Coop rosse. È un j’accuse sui «tanti soprusi subiti».

          Fa nomi e cognomi dei concorrenti con cui ha combattuto battaglie campali: da Mario Zucchelli, presidente della Coop Estense, a Pierluigi Stefanini, dalla fine degli anni Ottanta al vertice di Coop Adriatica a Turiddo Campani, numero uno di Unicoop Firenze, a Bruno Cordazzo, presidente di Coop Liguria, ad Aldo Soldi, capo dell’Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative consumatori.