Esselunga, la promozione taglia l’utile

05/10/2004

          del lunedì

            lunedì 4 ottobre 2004


            sezione: ECONOMIA – pag: 12
            DISTRIBUZIONE • Nel 2003 profitti dimezzati da 128 a 6• milioni, nonostante i 252 milioni destinati dai fornitori ai servizi pubblicitari
            Esselunga, la promozione taglia l’utile
            Nel mirino costi operativi e spese di marketing ma la crescita della rete non viene meno

            EMANUELE SCARCI

            Vendite promozionali e contenimento dei prezzi dimezzano gli utili di Esselunga che chiude il bilancio 2003 con un calo dei profitti di circa 67 milioni a quota 61. Anche il risultato operativo è calato di 4• milioni a 254 e neanche i 252 milioni (+50%) introitati dai fornitori per le campagne e le pubblicazioni promozionali sono riusciti a puntellare i margini aziendali.

            Nonostante lo scivolone degli utili dal 3,4 all’1,5% dei ricavi, Esselunga rimane uno dei gioielli della distribuzione italiana con una redditività operativa (3,95%) in linea con il settore. Di segno opposto invece il trend delle vendite, salite del 7,8% a 3.965 milioni, anche per l’apertura di tre nuovi punti vendita (uno è un rinnovo). Ai ricavi si sono aggiunti i contributi commerciali dei fornitori per i servizi promozionali e ciò ha proiettato il valore della produzione di Esselunga a 4.246 milioni.

            Finanza ok. Rimane eccellente la gestione finanziaria, anche se le partecipazioni finanziarie sono state svalutate per circa 37 milioni. La posizione finanziaria netta è risultata positiva per 240,2 milioni, in crescita di 51,5 milioni sull’anno prima. Solido il patrimonio aziendale: la società di Bernardo Caprotti vanta un patrimonio netto di 821 milioni, a fronte di debiti verso banche per 200 milioni (+51 milioni).

            In bilancio l’azienda scrive che «la diminuzione dei margini commerciali è dipesa dal contenimento/riduzione dei prezzi di vendita e dall’accresciuto peso delle promozioni sul fatturato, in particolare quelle di fine anno. Nonché dall’espansione delle spese di pubblicità e marketing (+10,7 milioni a 54,3 milioni) e dalle perdite dell’e-commerce».

            Lo scivolone di Esselunga potrebbe rafforzare la convinzione che la pressione competitiva finirà per marginalizzare i distributori interregionali a favore di giganti del calibro di Coop, Carrefour, Auchan ed, eventualmente, di Wal Mart. Da molti anni i rumors danno Esselunga in vendita, ma finora la proprietà dell’insegna lombarda è rimasta saldamente in mano alla famiglia Caprotti: Esselunga Spa è controllata da Supermarkets Italiani che, a sua volta, è intestata fiduciariamente all’Unione fiduciaria delle banche popolari italiane.

            Caprotti compirà 79 anni giovedì prossimo ma la pensione è ancora lontana poiché il fondatore mantiene la presidenza del Cda di Esselunga. E anche per il futuro la continuità aziendale sarebbe garantita dal figlio Giuseppe, a.d. di Esselunga, appena 44enne e dalle figlie Violetta e Marina Sylvia, consiglieri delle società, ancora più giovani.

            La rete commerciale di Esselunga è presente in Italia con 120 tra supermercati e superstore, localizzati in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, e impiega 13mila addetti. Iri Infoscan assegna al distributore milanese una quota di mercato dell’8,3% (7,7% tre anni fa) mentre secondo Strategic Vision, Esselunga è la seconda catena europea quanto a vendite per metro quadrato. Due anni fa da una ricerca di Cfi&Gpf emerse che i consumatori di Esselunga erano i più soddisfatti.

            La ripartenza. Dopo un 2003 magro, la società è ripartita alla riscossa e puntualizza che «fin da gennaio sono stati adottati provvedimenti finalizzati al taglio dei costi operativi e di marketing, alla semplificazione delle procedure, alla valorizzazione di quelle professionalità di cui è ricca» e «al ripristino di quei valori etici e di comportamento sui quali da sempre si è basata». Il taglio dei costi non ha interrotto il processo di crescita della rete di vendita: all’inizio dell’anno Caprotti ha tagliato il nastro in tre nuovi supermercati, ad Asti, Broni (Pavia) e Porcari (Lucca). Contestualmente è stato riconsiderato il piano di crescita dell’e-commerce ridimensionando e cessando l’attività in alcune aree geografiche.

            Su queste basi il management di Esselunga ritiene che alla fine di quest’anno i «livelli di redditività operativa saranno superiori a quelli conseguiti nello scorso esercizio».