Esselunga – esito incontro 05/07/2012

Roma, 11 luglio 2012

Oggetto: Esselunga/ Esito riunione strutture presentazione Piano di Lavoro 05.07.12

come sapete il giorno 5 c.m. si è tenuta una riunione dei compagni che seguono Esselunga alla quale ha partecipato il nostro Segr. Generale F. Martini.
La riunione è stata indetta per presentare la bozza di un Piano di Lavoro, di cui vi alleghiamo copia.
L’introduzione fatta da Lucia Anile che ha illustrato dettagliatamente le ragioni e le finalità del Piano di Lavoro, come lo si è pensato, impostandolo attraverso un Progetto, capace di coinvolgere tutto il gruppo dirigente ai vari livelli, in modo particolare i delegati e i lavoratori nella sua elaborazione e realizzazione, definendo un percorso che ci metta nella condizione di poter essere maggiormente strutturati e rappresentativi.
Il dibattito ha registrato l’intervento di tutte le strutture presenti.
Riassumendo sommariamente le cose dette dai vari interventi, possiamo dire che ognuno ha rimarcato le problematiche che si registrano nei loro territori.
Di fatto, alcuni hanno posto la difficoltà dei delegati nella gestione e applicazione del CIA, altri la scarsa partecipazione alle assemblee e quindi la necessita di trovare strumenti innovativi di comunicazione, così come, hanno rimarcato la difficoltà nel governare gli orari e come affrontare il lavoro domenicale, altri hanno posto la questione della sicurezza e salute; infine tutti hanno condiviso la necessità di coordinarci e strutturarci al meglio, ritenendo il Piano di Lavoro un Progetto importante e ambizioso da applicare e realizzare.
L’intervento conclusivo del Seg. Gen. F.Martini ha colto e ripreso tutte le problematiche emerse dalla discussione.
Ha rimarcato come questo Piano di Lavoro sia importante per la Categoria, che vede coinvolta tutta la Segreteria, sostenendo che bisogna passare all’operatività del Progetto, confermando innanzitutto la necessità di definire e applicare una struttura così pensata, soprattutto per le dimensioni che questa Azienda riveste nella G.D.O. e per il suo peso politico contrattuale.
Ha inoltre evidenziato l’importanza del tesseramento e proselitismo e come su questo tema si debba maggiormente investire.
In merito alla ripresa del negoziato per il rinnovo del CIA, ha ritenuto precisare che noi dobbiamo prepararci al confronto con questa Azienda, con proposte che partano dalle questioni lasciate in sospeso, cercando di passare dalle contrapposizioni alla ricerca di possibili punti di approdo.
Ha quindi evidenziato come sarebbe una notizia più che positiva se riuscissimo a rinnovare il CIA in una Azienda come questa.
Pertanto alla luce di quanto sopra si è deciso di dare avvio al Piano di Lavoro, così strutturato, fissando due appuntamenti mirati nel mese di settembre, in forma seminariale e formativa su tematiche specifiche, relative al Programma operativo.
Nei prossimi giorni definiremo con l’ufficio Formazione le date , che vi comunicheremo tempestivamente.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

PIANO di LAVORO ESSELUNGA 05.07.12

PRESENTAZIONE

L’esigenza di definire un Programma, sulla base di “Piano di Lavoro”, è stata presa nella riunione delle Strutture che si è tenuta a Roma il 18-01-2012.
Lo scopo è quello di strutturarci al meglio per essere più rispondenti alle trasformazioni in atto, al fine di salvaguardare e possibilmente estendere i diritti a tutela dei lavoratori Esselunga.
Per questo, riteniamo che sia di fondamentale importanza stabilire con tutto il Gruppo dirigente, un rapporto strutturato e costante, che da un lato, diventi sempre più punto di riferimento chiaro per tutti i Dirigenti sindacali ai vari livelli, dall’altro, riesca a mantenere vivo il legame con i lavoratori, utilizzando anche nuove forme di comunicazione, applicando strumenti e metodi innovativi, creando punti di ascolto (rivolti in modo particolare ai giovani), per coglierne i loro problemi e approntare risposte.
Queste attività e gli interventi conseguenti, sono alla base di questo Piano di lavoro, precisando che, per realizzarlo, è necessario trovare un valido sostegno e contributo da parte di tutta la nostra Organizzazione.
Sappiamo bene che stiamo attraversando un periodo difficile e complesso, dovuto alla pesante crisi economica finanziaria, internazionale e nazionale e alle politiche pubbliche di riduzione delle spese e riequilibrio tra spese e prodotto interno lordo.
Questa situazione porta a modifiche nel suo sistema economico, produttivo e sociale e influenza pesantemente il nostro modello di vita e di lavoro.
Per affrontare i cambiamenti in atto, è necessario quindi, avere chiaro il quadro generale entro il quale analizzare, approfondire e valutare i temi e i continui mutamenti che avvengono nel nostro sistema produttivo e distributivo, per poi rapportarli alla realtà Esselunga.
Per raggiungere questo scopo, dobbiamo utilizzare maggiori e migliori strumenti di informazione e formazione, ed inoltre, intervenire sul piano organizzativo, per renderlo più funzionale allo scopo.
Ma soprattutto, non dobbiamo tralasciare di instaurare tra di noi, significativi momenti di discussione e confronto, che sappiano costruire un ampio consenso, sia nel merito delle nostre proposte strategiche, che in quelle più squisitamente rivendicative, stabilendo in questo modo delle priorità, sulle quali fare scelte capaci di rappresentare al meglio gli interessi e le istanze dei lavoratori.
Per realizzare questi obiettivi, proponiamo un percorso di lavoro intenso e articolato, dove tutte le strutture saranno direttamente coinvolte nella costruzione e applicazione del Piano di lavoro.
Coinvolgeremo in modo particolare i delegati, chiamati attivamente a partecipare, sicuri che sapranno cogliere le opportunità che intendiamo e vogliamo mettere in campo.
Questo Piano avrà però gambe su cui camminare solo se sapremo coinvolgere attivamente i lavoratori, chiamandoli ad esprimersi sui vari argomenti attraverso una loro vera partecipazione alle decisioni.
In definitiva, si tratta di predisporre un innovativo e ambizioso “laboratorio”, che non vuole essere solo teoria e analisi, ma un insieme di scelte motivate, argomentate e condivise, partendo dal basso e capace di guidare il nostro agire sindacale nel sviluppare e applicare una Contrattazione Aziendale moderna e avanzata, in una realtà difficile e complessa come Esselunga.

IL PROGETTO

Scopo

    ·Rispondere ai bisogni dei lavoratori, rendendoli compatibili con una organizzazione del lavoro che ne valorizzi la professionalità e il lavoro, coniugandoli agli obiettivi di produttività e in coerenza con le politiche di sviluppo aziendale.

Obiettivi

    ·Introdurre a tutti i livelli, maggiori criteri di partecipazione e condivisione di buone prassi nella costruzione di progetti finalizzati a ricercare soluzioni ai problemi ed alle tematiche poste.
    ·Sviluppare una metodologia di lavoro, che ci metta nella condizione di monitorare e applicare interventi mirati al raggiungimento degli obiettivi posti.
    ·Soddisfare l’esigenza di misurazione e valutazione dell’efficacia e dell’efficienza degli interventi che intendiamo applicare.

Programma operativo

    ·Istituzione e definizione dei Coordinamenti a livello Nazionale, Reg./Territoriale;
    ·individuazione e costituzione dei Gruppi di lavoro,
    · definizione dei ruoli e responsabilità di tutto il Gruppo dirigente.

Livello Nazionale

La Struttura Nazionale è formata dal membro di segreteria o di apparato nazionale a cui è assegnata la responsabilità delle politiche sindacali Esselunga e dai responsabili regionali e ha il compito di:

    ·promuovere, sviluppare, sostenere economicamente e organizzativamente il “Piano di lavoro” con particolare attenzione alla distribuzione delle risorse esistenti, (permessi sindacali previsti dal contratto aziendale) ed investimenti economici ed umani.
    ·costituire i Coordinamenti;
    ·valutare l’andamento dei lavori e quanto viene realizzato;
    ·valorizzare quanto prodotto, al fine di promuovere e consolidare una pratica e concreta strategia sindacale, capace di recuperare anche le difficoltà e le divisioni con Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil;
    ·stabilire corrette relazioni sindacali;

Tali compiti si realizzano attraverso la definizione delle responsabilità di direzione e gestione del “programma operativo” in tutte le sue fasi, vale a dire:

    ·dall’individuazione dei territori, punti vendita/sedi/depositi, nei quali sperimentare iniziative specifiche;
    ·dal monitorare e verificare i sistemi e metodi che intendiamo applicare;
    ·dalla definizione e presentazione del Programma di formazione e dei metodi di comunicazione e informazione;
    ·dalla costituzione e l’operatività dei Gruppi di lavoro;
    ·dal coordinare e coadiuvare i Coordinamenti mettendoli in correlazione con i Gruppi di lavoro e le R.S.A./R.S.U.

Coordinamenti

Coordinamento Nazionale

Compito del coordinamento nazionale è:

    ·La definizione della composizione e del rapporto tra ore di permessi e numero dei delegati del coordinamento regionale.

Tale rapporto deve garantire un numero di ore di permessi sindacali idoneo al raggiungimento degli obiettivi assegnati al coordinamento regionale.

    ·La definizione dei Gruppi di Lavoro per affrontare le tematiche riguardanti materie come.

    üPolitiche Aziendali
    üPolitiche contrattuali legate alla Contrattazione di 2° Livello Aziendale
    üMercato del lavoro
    üPolitiche degli orari
    üPolitiche sulla sicurezza e salute
    üPolitiche di genere (Coordinamento donne)
    üPolitica dei Quadri (Consulta)
    üFormazione
    üTesseramento
    üRapporti unitari

Coordinamenti Regionali / Territoriali

I Coordinamenti Regionali e Territoriali avranno ruolo di responsabilità nei vari Gruppi di Lavoro costituiti a livello Nazionali e il compito di pianificazione e gestione del progetto strategico nei vari territori.
A tale scopo, confermando quanto previsto dal vigente CIA relativamente ai Diritti sindacali, riguardante in modo particolare, l’attività del previsto “Coordinamento regionale unitario”, si dovrà ridefinirne meglio la sua costituzione e la sua composizione.

Le materie sulle quali si dovranno rapportare si possono individuare in:

    ·Rapporti con le istituzioni ai vari livelli (Regioni, Province e Comuni) sulle politiche di insediamento commerciale e sugli orari.
    ·Gestione delle politiche di sicurezza e salute
    ·Gestione delle politiche di genere
    ·Gestione dei piani di formazione
    ·Tesseramento e proselitismo
    ·Rapporti unitari

Ogni Coordinamento dovrà dotarsi di un proprio “Piano di lavoro”conseguente ai compiti assegnati e prevedere livelli di analisi e valutazione dei risultati raggiunti.

Rapporti azienda/ sindacato

La realtà sindacale in Esselunga è alquanto complessa e singolare.
Le criticità maggiori sono determinate essenzialmente dalla sua particolare specificità storica, caratterizzata prevalentemente dalla presenza del suo fondatore “Bernardo Caprotti”, il quale da sempre ha imposto una politica a “conduzione familiare”, marcatamente ideologica e personale, la cui conseguenza ha sempre condizionato negativamente i rapporti sindacali e in modo particolare la CGIL.
Questa situazione ha generato nel tempo diverse criticità, incomprensioni e forti contraddizioni, che sostanzialmente permangono e si manifestano attraverso una conflittualità difficile da governare, rendendo difficoltoso stabilire un reale rapporto sindacale, costruttivo e chiaro, sia con l’Azienda, che con i lavoratori.
Tutto ciò, pone una serie di problemi ineludibili, che per affrontarli e risolverli positivamente, necessita avere chiaro il quadro di riferimento con il quale ci dobbiamo misurare.
Per questo, necessita soprattutto realizzare un’indagine conoscitiva del Gruppo, che partendo dalla sua ricostruzione storica, sia possibile produrre una compiuta analisi della realtà attuale, per poi sviluppare una strategia sindacale credibile e praticabile, che ci metta nelle condizioni di sviluppare un’azione sindacale condivisa, capace di ristabilire corrette relazioni sindacali e di riavviare la trattativa per il rinnovo del CIA.
Questo processo di analisi e valutazione non parte dal nulla.
In Esselunga, di fatto, esiste un sistema di regole ed una Contrattazione di tutto rispetto, cosa che si è sviluppata nel tempo, attraverso una trentina di Accordi aziendali, risalenti agli inizi anni 70, fino all’attuale e tuttora vigente CIA di Gruppo, sottoscritto il 9 dicembre 2004, dove le parti hanno definitivamente armonizzato il sistema delle relazioni sindacali, riconducendo il rinnovo e l’applicazione del CIA a livello Nazionale.
Certamente la ricostruzione della Contrattazione, la sua analisi e valutazione, in tutta la sua articolazione, sarà materia di studio, in quanto elemento fondante sulla quale impostare la nostra strategia politica-organizzativa.

Relativamente alla situazione sindacale, a tutt’oggi gli iscritti alla Filcams-CGIL su circa 19.000 lavoratori in circa 143 punti vendita sono 1.730, dei quali:

    ·931 in Lombardia su 12600 dipendenti – pari al 7,39%
    ·488 in Toscana su 3150 dipendenti – pari al 15,49%
    ·160 in Emilia su 1230 dipendenti pari al 13,01%
    ·114 in Piemonte su 1660 dipendenti pari a 6,87%
    · 19 in Veneto su 170 dipendenti pari a 11,18%
    · 18 in Liguria su 150 dipendenti pari a 12,00%

Totale: 1730 iscritti pari al 9,12%

I delegati RSU sono 159
,, RSA ,, 47
,, RLS ,, 90

L’impostazione di questo piano di lavoro ha come obiettivo quello di utilizzare la storia sindacale realizzatasi in tutti questi anni, coniugarla con i cambiamenti avvenuti ed è base di elaborazione politico/organizzativa per affrontare le sfide del futuro.