Esselunga, esito incontro 05/03/2015

TESTO UNITARIO

in data 5 marzo è ripreso il confronto con Esselunga avente come oggetto la regolamentazione del lavoro domenicale. In apertura l’ azienda ha fornito alcuni aggiornamenti e presentato i dati che erano stati richiesti dalle OOSS. durante l’incontro del 22 dicembre 2014. La rete è composta da 149 negozi: 78 aprono tutte le domeniche per l’intera giornata, 50 tutte le domeniche fino alle 14, 21 osservano chiusura. Ciò escludendo il mese di dicembre. Il negozio di Sassuolo, attualmente in ristrutturazione, quando riaprirà, resterà aperto anch’esso tutte le domeniche dalle 9 alle 20. Se si tiene conto che i "sempre aperti" coincidono in larga parte con i negozi grandi e che quelli attualmente chiusi, essendo tra i più datati, verranno ristrutturati e ampliati, si evince come la politica commerciale di Esselunga sia volta a investire sempre più sulle aperture domenicali, confortata da importanti riscontri di vendite e da un quadro normativo favorevole che non pare destinato in tempi brevi a mutare.

L’organico complessivo si compone per il 75% di full time (di cui solo 250 con la previsione del lavoro domenicale in ordinario) e per il 25% di part time ( di cui circa la metà con l’obbligo della prestazione).Prendendo come campione di riferimento i 78 negozi aperti per tutta la giornata e tutte le domeniche, 18 domeniche in media (sempre escludendo le "dicembrine") vengono lavorate dal personale full time che vi opera. Non mancano però importanti differenziazioni. Il 23% presta servizio due domeniche al mese. Il 40% da una a due domeniche al mese. Il 37% meno di una domenica al mese.I capi reparto e gli allievi capi reparto ne lavorano in media tre su quattro. A queste sperequazioni (che ovviamente cambiano da negozio a negozio) l’azienda ha fatto fronte sino ad ora con il reperimento di volontari da altre unità operative, oltre che con l’apporto degli addetti "obbligati".

A tendere, questa modalità di gestione delle problematiche legate alla garanzia di presidio rischiano di non bastare. Da qui l’intenzione di perseguire una intesa quadro nazionale che continui a prevedere come criterio prioritario la volontarietà, ma che offra anche, in caso di necessità una garanzia di presidio pari a: 24 domeniche su 44 lavorabili per casse e DroGem, e 31 su 44 per i reparti non a libero servizio.
La richiesta aziendale ci è parsa subito estremamente alta, l’abbiamo evidenziato, ma come OOSS Nazionali abbiamo anche unitariamente avanzato proposte nell’ottica di continuare un negoziato delicato e complesso ma divenuto nel contempo irrimandabile, indipendentemente dal fatto che conduca o meno a soluzioni condivise.
L’eventuale accordo dovrà avere carattere sperimentale per poter monitorarne gli effetti sull’occupazione. Sarà opportuno ragionare di tutta l’organizzazione del lavoro riferita ai turni e agli orari ricercando soluzioni innovative e compensazioni quali doppio riposo e w end liberi, che vedano la RSU/RSA e le OOSS Territoriali esercitare a livello decentrato un ruolo attivo di interlocuzione e proposta.
Ripartizione equa dei carichi di lavoro, programmazione su più mesi, possibilità per i lavoratori part time e full time (con lavoro domenicale inserito nel contratto individuale) di avere anche loro qualche domenica libera, sistemi di autogestione degli orari, sono state le ulteriori richieste e i temi che abbiamo avanzato e posto sul tavolo, senza tralasciare gli aspetti economici.

Abbiamo infatti rivendicato un miglioramento della scaletta delle maggiorazioni attualmente in vigore, che per i lavoratori obbligati si possa aprire una discussione sulla applicazione (totale? parziale?) della scaletta medesima, la possibilità di introdurre un premio di risultato legato alla presenza. Esselunga ha espresso forti perplessità sulla possibilità di aumentare ulteriormente il costo del lavoro (il CiA costa complessivamente 90 ml di euro l’anno), in un contesto generale dove la crisi dei consumi sta spingendo le imprese a comprimerlo, ed ha proposto di rivedere l’attuale sistema di pagamento delle maggiorazioni superando il 130% per le domeniche di Natale, creando cioè una nuova scaletta a costi complessivi invariati.

Maggiori aperture (ancora da esplorare nel dettaglio) sono state offerte sul fronte normativo, anche se sul numero delle domeniche potenzialmente obbligabili l’azienda è rimasta ferma sulla sua posizione iniziale. Si è condiviso quindi di aprire una fase di ascolto e di riflessione che riguarderà sia le organizzazioni sindacali che l’impresa, con l’intento comune di verificare l’esistenza di mediazioni che ci permettano di superare le criticità e le distanze registrate in data odierna.

                      p. la Segreteria Filcams Nazionale

Cristian Sesena