Esselunga Dal Nord alla marcia su Roma

24/05/2010

Per il gruppo di Caprotti fatturato in crescita a 6,1 miliardi
Due o tre punti vendita nel Lazio. I concorrenti? Si concentrano

I ricavi e i margini sono cresciuti anche nel 2009 ma la svolta, per Esselunga, avverrà con l’ingresso in Lazio, regione mai toccata prima dalla rete di Bernardo Caprotti. E’ un momento difficile per tutti nella grande distribuzione e intorno al gruppo della grande esse lo scenario sta mutando rapidamente: i principali competitor approfittano della concentrazione per allargarsi mentre nuovi protagonisti crescono. Una discesa al Sud dell’Esselunga potrebbe costare molto all’imprenditore 84enne, ma avrebbe effetti profondi sul teatro competitivo.
Intanto la scorsa settimana il consiglio di amministrazione presieduto da Caprotti ha approvato i conti del 2009 che registrano un’ulteriore crescita dei ricavi a quota 6 miliardi (contro i 5,7 dell’anno precedente), e margini in miglioramento (dai 421 milioni del 2008). Sono numeri che confermano il primato di Esselunga tra i gruppi privati della grande distribuzione ma che lo stesso Caprotti ha confessato di aver raggiunto con fatica. «Siamo riusciti a chiudere il 2009 con un fatturato in crescita — spiegava il mese scorso — ma abbiamo dovuto fare i salti mortali, puntando sull’incremento dei volumi di vendita, a fronte di prezzi in calo. Il prezzo resta la leva fondamentale per non perdere clienti, sempre più attenti alla spesa».
Crescita
Senza ampliare la rete è difficile crescere. «Non c’è un canale di vendita che non sia in calo — spiega il presidente della catena Sisa, Sergio Cassingena —. A parità di rete la flessione media è stata del 6% nel 2009 anno e del 2-3% nel primo quadrimestre 2010. Alcune piccole catene hanno chiuso, altri hanno ceduto punti vendita».
La classifica 2009 rispecchia i riposizionamenti in corso: Coop e Conad hanno confermato i primi due posti guadagnando quasi un punto di quota di mercato a testa ( con il 15,2% e 9,7%), il gruppo Selex è riuscito a scavalcare Carrefour e Auchan, salendo al terzo posto con una quota dell’8,3%. Esselunga si conferma al sesto posto con una quota del 7,3%.
Caprotti da anni non ha più cercato di comperare punti vendita, li ha costruiti intorno ai suoi tre centri distributivi. Lo scorso anno ha aperto 6 nuovi punti vendita portando a quota 141 una rete di supermercati concentrata in Lombardia, con presidi in Toscana ed Emilia Romagna. Ma il quasi-monopolio a Milano e provincia, ammirato e invidiato dai rivali, non presenta più spazi di ampliamento e, secondo gli addetti ai lavori, la stessa saturazione c’è in tutto il Nord.
Ecco perché l’ingresso in Lazio potrebbe rappresentare una svolta. Il veicolo societario c’è da tempo: si chiama Alba Mediterranea immobiliare ed è passata al 100% nelle mani di Caprotti lo scorso anno. Per ora Esselunga ha ripianato le perdite, senza ottenere licenze di costruzione ma forse qualche cosa è cambiato. «Tra un anno dovrebbero aprire un paio di cantieri — ha precisato l’imprenditore — con l’obbiettivo di partire con due-tre superstore».
L’ingresso a Roma della catena privata che vanta i prezzi più bassi d’Italia, secondo Altroconsumo, e la migliore resa per metroquadro espositivo cambierà le prospettive dei progetti dei concorrenti. «E’ un po’ come se arrivasse il Real Madrid della grande distribuzione —commenta il presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini — per i competitor sarà un grande stimolo. Dopo anni di sviluppo a tutti i costi la tendenza si è ribaltata. Prima c’è stata una corsa all’efficienza, poi si è passati alla razionalizzazione della rete, e quindi alla concentrazione».