“Esselunga 1″ Allo studio la vendita o la Borsa

04/03/2005

    venerdì 54 marzo 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

      Caprotti smentisce trattative in corso ma non esclude la cessione delle attività
      Esselunga corre verso il mercato
      Allo studio la vendita o la Borsa

      V.CH.

      MILANO • Esselunga è ormai ufficialmente sul mercato. Bernardo Caprotti, presidente della catena di supermercati tra i leader in Italia, in risposta ai ricorrenti rumors su una eventuale vendita ha negato ieri « di avere trattative in corso per la vendita dell’Esselunga » . Ma ha anche aggiunto ( in un’intervista a « Panorama » in edicola oggi): « Non posso escludere che prima o poi io venda la mia società, come non escludo l’ipotesi di scorporare la parte immobiliare e di quotare in Borsa la società operativa » .

      Caprotti, ottuagenario, lascia dunque intendere che non si è ancora perfezionato nessun accordo, ma che l’azienda è di fatto sul mercato e che si sta preparando uno spin off immobiliare ( valore oltre 2 miliardi) al fine di portare sul mercato la sola parte commerciale. Un modo che punta probabilmente a precostituire un nocciolo duro patrimoniale in mano alla famiglia Caprotti. Bernardo ha tre figli — Giuseppe, Marina e Violetta — tutti nel Cda ma fuori dalla gestione dell’azienda.

      A chi andrà la parte commerciale di Esselunga? I pretendenti sono diversi. Dal gruppo Coop ( che avrebbe problemi di antitrust in alcune aree) agli inglesi di Tesco ( che hanno visitato intensamente l’azienda italiana negli ultimi tempi, con ripetute missioni di manager) ai belgi di Delhaize con i quali Esselunga ha uno storico rapporto di fratellanza.
      Restano sempre insistenti i rumors su Wal Mart ( Caprotti smentisce). I fondi private equity ( Clessidra e Pai in pole position) sono da tempo alla finestra e con la prospettiva di una quotazione saranno in prima linea per entrare nell’operazione. Del resto la cessione di Rinascente Upim e Coin sta rimescolando il business della gdo italiana. I big del private equity, impegnati in queste ultime due partite, non staranno certo fuori dal settore supermercati.

      Senza la parte immobiliare, e senza la guida di un Caprotti ( il figlio di Bernardo, Giuseppe, è stato l’artefice delle strategie di sviluppo dell’azienda negli ultimi anni, ma poi ha lasciato la gestione), per Esselunga sarebbero tempi certo molto più difficili di oggi.

      Nel 2004 il fatturato Esselunga ( che è controllata da Supermarkets italiani) si è attestato sui 4,2 miliardi ( 4 miliardi i ricavi consolidati 2003 del gruppo Supermarkets italiani) — ricorda lo stesso Bernardo Caprotti— con un margine operativo di 380 milioni pari al 9% dei ricavi. Le attività online, fonti di massicce perdite nei mesi scorsi, sono state drasticamente ridimensionate. Prosegue lo sviluppo. I punti vendita ( 124) dovrebbero attestarsi a quota 145 entro pochi mesi, tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, mentre è pronto lo sbarco a Roma.

      A Esselunga l’Iri Infoscan attribuisce una quota di mercato in Italia dell’ 8,4% ( ma grazie all’alleanza con Selex nella centrale acquisti Esd la quota sale al 17% circa).