Esplode la crísí dopo l`uscita dalla catena «Starwood»

31/01/2014

Un`altra storia di licenziamenti si consuma a Bari. Erano circa in 35, ieri mattina, a scioperare davanti al «fu glorioso» Hotel Sheraton. Da qualche giorno, infatti, la mastodontica struttura alberghiera di Poggiofranco (4 stelle) ha perso il prestigioso marchio mondiale, simbolo di alta accoglienza, professionalità e comfort. Basta cliccare sul sito di «Starwood» per avere conferma che nella città di san Nicola non esiste più una struttura alberghiera della famosa catena. A scagliarsi contro la società Alberghi Bari ,di proprietà della famiglia Degennaro, è la Filcams Cgil. Sono 17 le prime lettere di licenziamento inviate e altre 8 sono in arrivo, per un totale di 25 su 92 dipendenti. Inoltre, i lavoratori, lamentano il mancato pagamento del mese di dicembre e della tredicesima. Oltre ai lavoratori dello Sheraton, la scure si è abbattuta anche sull`Hilton Garden Inn. A seguito della procedura di mobilità avviata il 30 settembre 2013, l`azienda ha presentato un piano finanziario redatto dalla società di servizi e consulenza Kpmg con lo scopo di ridurre il costo del lavoro di circa 800mila euro euro annui. Successivamente la società Alberghi Bari ha presentato un piano di tagli: riduzione del 10% della retribuzione, congelamento degli scatti d`anzianità, eliminazione di alcune indennità economiche, riduzione orario da full-time a part-time, differimento della 14° mensilità, eliminazione riduzione orario di lavoro. Ma la proposta non ha trovato il consenso dei lavoratori ed è stata bocciata con un referendum. «La scelta dei lavoratori di bocciare l`ipotesi d`accordo non è stata solo di tipo economico – ha dichiarato Antonio Miccoli, della Segreteria Filcams Cgil – ma è stata anche l`espressione di un dissenso più profondo dei dipendenti nei confronti della proprietà e della gestione». Da oltre un anno gli stipendi dei lavoratori stanno subendo tagli attraverso il contratto di solidarietà, ma ora i dipendenti si sentono vittime di un costante ricatto occupazionale. Dopo il sit-in di ieri mattina, la proprietà ha fatto sapere che pagherà gli stipendi di dicembre e le tredicesime. Ma sul resto, è silenzio totale.
La Filcams-Cgil chiede la revoca immediata dei licenziamenti, la riapertura del tavolo di confronto per capire se il contratto di solidarietà può esser ancora utilizzato, il recupero del costo del lavoro attraverso la riduzione delle indennità di straordinario forfetizzato e di indennità varie, e l`intervento del Comune di Bari così come fece per l`Hotel Palace. «Non si può utilizzare l`ammortizzatore sociale e contemporaneamente licenziare i dipendenti – continua Antonio Miccoli -. Infatti stiamo informando l`Ispettorato e il Ministero del Lavoro. E poi, tagliassero gli stipendi dei dirigenti che ammontano ad oltre 10mila euro mensili, e lasciassero vivere coloro che ne guadagnano solo mille, padri di famiglia che, per anzianità, avrebbero grandi difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro». Ma quello di ieri è stato solo il primo dei sit-in. Ne sono stati previsti ogni volta che à Nicolaus Hotel ci saranno grandi eventi e congressi. Anzi, è stato previsto un gazebo permanente dei lavoratori davanti all`ingresso. Un altro triste gazebo di gente che ha perso il lavoro in questa città.