Ericsson, l’azienda annuncia 385 esuberi

15/06/2016


I lavoratori in stato di agitazione.

La Multinazionale delle Telecomunicazioni Ericsson ha dichiarato per l’anno 2016, 332 esuberi, a loro parere strutturali, di cui 30 dirigenti a cui si assommano, entro il primo semestre del 2017 altre 53 risorse, per un totale dunque di 385 lavoratrici e lavoratori nei prossimi dodici mesi.

Ericssion aveva presentato il Piano Industriale e la necessità di adottare un nuovo modello organizzativo, visto lo scenario competitivo del settore delle Telecomunicazioni che vede i soliti concetti di economia debole in Italia, mancanza di investimenti , scenari piatti di business, consolidamento degli operatori di telecomunicazioni, con il calo della redditività dei servizi offerti dall’azienda.

Conseguenza di tali esuberi, la dichiarazione di apertura di una procedura di licenziamento collettivo che l’azienda ha formalizzato il 13 giugno, nonostante la ferma richiesta delle Organizzazioni Sindacali  Nazionali a non procedere, invitando Ericsson a porre in essere altre riflessioni, congiuntamente col tavolo sindacale.
Una decisione unilaterale che evidenzia delle riflessioni molto preoccupanti sul futuro di questa multinazionale: Quale modello di responsabilità sociale e di etica aziendale intende adottare l’impresa?
Le risorse umane sono “risorse” o costi su cui intervenire in maniera lineare?

Tali argomenti saranno sollevati, unitamente alla ricerca di ogni soluzione alternativa utile, nell’ambito del prossimo incontro in sede sindacale previsto dalla normativa vigente.

Le Organizzazioni Sindacali  nazionali del commercio e del comparto metalmeccanico Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm esprimono la propria solidarietà ai lavoratori e lavoratrici e alle loro famiglie e, per tutto quanto espresso in premessa, dichiarano lo stato di agitazione a livello nazionale, accompagnato da ogni azione di lotta si rendesse necessaria per la tutela dei diritti dei lavoratori e lavoratrici.