Ercolano. Gli operai: con il part time non si vive

19/01/2005

    martedì 18 gennaio 2005

      Gli operai: con il part time non si vive

      CLAUDIA PACELLA

        Ercolano. Sessanta ex Lsu occupano il Palazzo di città e chiedono di essere ricevuti dal sindaco. I lavoratori socialmente utili erano stati assunti nel dicembre 2001 dalla Cooperativa Scalfa di Bologna che gestiva alcuni servizi per conto del Comune vesuviano. Il tipo di contratto, part time al 75%, prevede una paga di 650 euro al mese per 6 ore di lavoro al giorno (dal lunedì al venerdì) in diversi settori: dalla pulizia degli uffici, alla manutenzione del verde pubblico, alle mansioni di necrofori nel cimitero. Un anno fa Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Ugl, avevano chiesto, senza risposta, un faccia a faccia con l’amministrazione Bossa, ma senza ottenere risultati. Ora scoppia la protesta.
        «Volevamo discutere – si legge nel documento, firmato dai sindacati – sulla possibilità di allargamento orario di lavoro e dell’affidamento di ulteriori convenzioni». «Abbiamo famiglia – spiega Paolo Ianniello Ugl – e con i soldi che guadagniamo, facciamo "acrobazie" per tirare avanti; perciò sollecitiamo il full-time». E Francesco Formicola Cisl aggiunge: «Siamo sotto il gradino della povertà e il Comune indice una gara per appaltare, ad altri, servizi che svolgiamo noi». Sotto accusa dunque il bando per le esumazioni straordinarie nel camposanto. «Se l’amministrazione si serve di altre società – afferma Domenico De Luca Cgil – nel 2006, quando scadrà il contratto con la Scalfa, saremo di nuovo disoccupati». Il segretario generale del Comune Gennaro Caliendo ribatte: «Si è trattato di una gara straordinaria, una problematica urgente, visto che alcuni dipendenti comunali si sono assentati per salute. Anzi la Scalfa è stata invitata a partecipare alla gara, ma non si è presentata». Alla fine, dopo una riunione Comune-delegazione di lavoratori, lo sciopero è rientrato. «La preoccupazione degli Lsu – ha dichiarato il primo cittadino Luisa Bossa – è legittima, perché riguarda il futuro occupazionale di questa gente; quindi la loro vita. L’amministrazione allora si impegna la prossima settimana a incontrare, la Scalfa, l’ente committente di questi lavoratori, per rivedere, entro i limiti, le convenzioni stipulate con questa società. E le eventuali future intenzioni saranno poi suggerite agli organi che poi si insedieranno», conclude il sindaco che ad aprile concluderà la sua esperienza alla guida del Comune.