Epy & Coffy, il nuovo Ulivo si chiama Cgil

26/03/2003

                25 Marzo 2003

                MOVIMENTI. IL SEGRETARIO SFILA CON BERNOCCHI E L’EX (FORSE) RITIRA LA CANDIDATURA AL PROGRAMMA

                Epy & Coffy, il nuovo Ulivo si chiama Cgil

                Cgil e movimenti, uniti nella lotta. Dopo che sabato scorso il sindacato di Guglielmo Epifani ha sfilato con Bertinotti e i disobbedienti lasciando Fassino e Rutelli soli a piazza del Popolo (e al Botteghino non si danno ancora pace: «A Epifani abbiamo offerto di tutto pur di arrivare a una sola manifestazione: togliere il simbolo dell’Ulivo e le bandiere di partito, non far parlare i leader, ma non c’è stato nulla da fare…»), anche le manifestazioni sulla scuola di ieri, per il rinnovo del contratto di categoria, hanno confermato la svolta spartachista della Cgil. Le mobilitazioni hanno seguito lo schema delle lotte no war: sit-in, cortei, minioccupazioni, manifestazioni separate e a macchia di leopardo che, a differenza di quelle per la pace, spesso si sono fuse come a Roma, dove il corteo dei professori si è unito a quello degli studenti.

                Di fronte ai nuovi comitati di lotta studenti-operai-insegnanti («La riuscita delle manifestazioni è dipesa anche dai temi generali della pace e contro la riforma Moratti, realizzando una saldatura tra insegnanti e studenti come raramente si registra nel mondo scolastico», dice il "laburista" Gian Paolo Patta) passa in secondo piano anche la ritrovata unità con Cisl e Uil. Adesso è l’ora dell’alleanza coi movimenti, anche quelli duri e puri, come i Cobas di Piero Bernocchi, che dopo una vita passata a insultare la Trimurti sindacale, oggi sfila con Epifani un giorno sì e l’altro pure. Bernocchi quasi non ci crede: «Davvero esaltante – dice – l’unità che si è realizzata nel corteo di Roma (circa 30 mila presenze, ndr) tra i lavoratori in lotta e migliaia di studenti che, insieme, nonostante l’opposizione anche violenta della polizia hanno travolto pacificamente ogni ostacolo e sono giunti in corteo sotto il Parlamento per denunciarne l’illegale e anticostituzionale decisione di appoggiare la guerra Usa fornendo basi e diritto di sorvolo». Presto si replica: Epifani, annunciando una nuova mobilitazione generale per il 12 aprile a Roma, specifica che è promossa insieme a un vasto arco di «associazioni, gruppi e movimenti». Non solo, fra un mese circa, ai tanti fattori che spingono la Cgil a muoversi da braccio politico del movimento , potrebbe aggiungersene un altro. L’esecutivo riunito ieri ha infatti rinviato a dopo il primo maggio la decisione sul referendum estensivo dell’articolo 18 promosso da Rifondazione e Fiom, fissato al 15 giugno prossimo. Si tratta di uno slittamento significativo: la decisione della Cgil era attesa infatti entro la fine di marzo. Logica dice che più la Cgil attende a pronunciarsi, più è probabile che la scelta finale sia di appoggiare apertamente il sì, magari facendosi scudo col sicuro fallimento delle varie "soluzioni legislative" ancora in campo, tra cui quelle dello stesso sindacato. Seguendo lo stesso percorso, anche il correntone ds approderà al sì.

                Se la Cgil temporeggia, il Cinese, che le ha lasciato in eredità dote e vocazione movimentiste, tende invece ad accelerare. Tutte le voci concordano: Cofferati si è reso conto che rimanere nel limbo ancora a lungo, senza trovare una collocazione precisa dentro l’Ulivo, non può che disperdere il suo potere di contrattazione e nuocere ai suoi sogni di gloria. Ieri a Bologna l’ex leader sindacale ha discusso di nuovo Ulivo insieme al vicepresidente della Margherita Arturo Parisi e ai movimenti più sensibili al tema dell’assemblea cosituente dell’Ulivo, come Opposizione civile (Paolo Sylos Labini, Enzo Marzo, Elio Veltri). Obiettivo: la forte riaffermazione del proprio profilo iperulivista, un passaggio obbligato, tanto più dopo che i comitati di base dell’Ulivo hanno deciso di marcare una netta differenza dai girotondi, dichiarando tutta la propria disponibilità a partecipare al percorso . I "Cittadini per l’Ulivo" hanno infatti chiesto ai partiti di confermare la convocazione dell’assemblea del 13 aprile per avviare la fase costituente dell’Ulivo 2, cui «intendono partecipare a pieno titolo e con pari dignità», e fanno sapere «di essere parte, insieme ad altre associazioni che lo vogliano sostenere, in modo autonomo, fin dal momento iniziale della preparazione, delle iniziative e degli organismi direttivi a garanzia e a guida del buon esito finale». Può Cofferati continuare a tirarsi indietro, a dispetto di una parte importante della propria "base"? No, ma può ripensare la propria collocazione. Una voce circola con sempre maggiore insistenza: Cofferati starebbe seriamente pensando di ritirare la propria autocandidatura a capo dell’ufficio di programma. E questo qualunque sia il criterio di nomina del nuovo organismo. Presto sapremo.