Epifani:«Nel referendum sull´art.18 non staremo dalla parte del no»

04/02/2003

 
MARTEDÌ, 04 FEBBRAIO 2003
 
Pagina 31 – Economia
 
IL SINDACATO
 
Il leader della Cgil schiera la confederazione. Proposta di legge: tutele anche agli atipici
 
Epifani:"Nel referendum sull´art.18 non staremo dalla parte del no"
 
 
 
Metalmeccanici: fissato il calendario della vertenza: il 10 si discute di part time
 

        ROMA – Una cosa è certa: nel referendum sull´estensione dell´articolo 18 ai lavoratori delle imprese sotto i 16 dipendenti, «la Cgil non starà certo con il no». Lo ha assicurato, ieri a Milano, il segretario generale Guglielmo Epifani, precisando che «sarà il direttivo a fare la scelta finale». La presa di posizione di Epifani, non scontata se si pensa a quanto sta accadendo nel centrosinistra, sorprende qualche dirigente sindacale, ma contribuisce indubbiamente alla tenuta del fronte costruito sull´articolo 18 e anche all´unità della confederazione: Fiom e minoranza Cgil sono infatti tra i sostenitori del referendum promosso da Rifondazione, Verdi e Socialismo 2000. «Le ragioni che stanno adducendo quelli favorevoli al no, non sono le nostre ragioni, non c´è bisogno di aggiungere altro», ha detto Epifani.
        Il quale ribadisce tuttavia la necessità di una riforma dell´impianto complessivo dei diritti, «che parli a tutti», a partire dai giovani parasubordinati, e che dia anche «una risposta di rafforzamento e di qualificazione dei diritti dei lavoratori nelle imprese più piccole». Di qui la proposta di legge per l´estensione dei diritti nel lavoro, varata in serata dalla segreteria Cgil. La proposta prevede, in particolare, la copertura dell´articolo 18 per i parasubordinati. Quanto alle piccole imprese, la Cgil chiede che sia elevato l´indennizzo per i lavoratori delle aziende sotto i 16 dipendenti licenziati senza giusta causa e non reintegrati dal datore di lavoro: oggi il risarcimento è di 2-6 mensilità, mentre la Cgil propone che sia quantificato «secondo il criterio dell´attualizzazione del danno futuro reale». La soglia resta quella dei 15 dipendenti, ma nel computo – dice la Cgil – vanno considerati anche i contratti di formazione lavoro, gli apprendisti e i parasubordinati.
        Nel suo intervento davanti ai delegati della Lombardia, Epifani ha toccato anche il tema dei contratti («vanno chiusi tutti, poi potremo discutere della verifica dell´accordo del 23 luglio»), ricordando agli industriali che i lavoratori si aspettano un sensibile recupero del potere d´acquisto. La Federmeccanica, però, precisa che il 4,3 per cento è «il tetto massimo per l´adeguamento». Nell´incontro di ieri, le parti hanno semplicemente stabilito il calendario degli incontri. Il prossimo è fissato previsto per il 10 febbraio: si discuterà di contratti atipici, di occupazione e di part-time. Anche se le distanze restano enormi, il segretario della Uilm, Antonino Regazzi, è convinto che «si può fare un buon contratto entro Pasqua», ovvero nei termini previsti per la sospensione degli scioperi. La Fiom, invece, sta studiando l´ipotesi di raddoppiare le ore di protesta contro il declino dell´industria proclamato per il 21 febbraio dalla Cgil.
        (r.d.g.)