Epifani vuol fare il congresso prima delle politiche

22/02/2005

    Lunedì 21 febbraio 2005



    Epifani vuol fare il congresso prima delle politiche
    Ma non tutti in Cgil condividono. Inps: il Civ di Lotito e gli altri comitati. Metalmeccanici: giovedì parte la trattativa
        Il congresso della Cgil è meglio farlo prima o dopo le elezioni politiche del 2006? La questione è all’ordine del giorno della segreteria guidata da Guglielmo Epifani , che si riunirà oggi, come ogni lunedì, a Corso Italia. Il leader della Cgil non ha dubbi: è meglio farlo prima. Se il percorso congressuale si comincia dopo, si finisce nel 2007, in ritardo di un anno rispetto alla scadenza normale. Inoltre, prima del voto si avrebbe una discussione non influenzata dal risultato elettorale. Alla fine, salvo sorprese, si deciderà per il 2006, ma non tutti, nella Cgil, sono convinti.

        Alcune strutture (Milano) e qualche segretario confederale ( Achille Passoni ), ritengono che un congresso vero si può fare solo sapendo con quale maggioranza ci si dovrà confrontare fino al 2011 mentre un congresso prima del voto rischia di ridursi a una vetrina per la campagna elettorale del centrosinistra. Certo, un congresso dopo le elezioni è esposto ad esiti più incerti (se il centrosinistra dovesse perdere ancora, questa sarebbe una sconfitta anche per il vertice Cgil), ma si eviterebbe di dover riposizionare la linea della confederazione secondo il risultato elettorale.


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        All’inizio degli anni Novanta l’allora segretario della Cgil,
        Bruno Trentin , davanti al rischio che il sindacato restasse implicato nell’inchiesta Mani pulite lanciò l’ordine di ritirata dalla gestione degli enti previdenziali, ma, a più di dieci anni di distanza, le organizzazioni dei lavoratori come quelle delle imprese sono più che mai presenti negli stessi enti (che del resto amministrano i contributi dei lavoratori e delle aziende), anche se non più con funzioni gestionali. Al punto che la commissione bicamerale di vigilanza sulla previdenza vuole vederci chiaro. È successo che l’organismo presieduto da Francesco Maria Amoruso (An), esaminando come ogni anno il bilancio dell’Inps, anziché dare subito parere favorevole, ha deciso di convocare in commissione i vertici dell’istituto, il presidente Gian Paolo Sassi e il direttore generale Vittorio Crecco , per avere una serie di chiarimenti sollevati dal relatore Valerio Carrara (Forza Italia). Tra questi, la necessità di «conoscere i comitati attivi all’interno dell’Inps sia a livello centrale che periferico, con indicazione delle funzioni, competenze, numero di membri e importo del gettone di presenza».

        Ad attirare l’attenzione della commissione c’è il fatto che nel pianeta Inps non solo c’è il Civ centrale, il consiglio di indirizzo e vigilanza, composto di 25 membri designati dai sindacati e dalle associazioni imprenditoriali, presieduto da
        Francesco Lotito (Uil), ma ci sono anche i vecchi comitati regionali e i comitati provinciali che oggi operano in regime di «governo condiviso» col Civ. In tutto circa 120 comitati in ognuno dei quali sono presenti quasi una ventina di rappresentanti dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali. Per tutti c’è un gettone di presenza. All’interno dei comitati provinciali ci sono poi una miriade di commissioni speciali. Infine ci sono i comitati amministratori delle singole gestioni pensionistiche. Il risultato finale è che tra consigli, comitati e commissioni centrali e periferiche ci sono più di 6.500 posti, in buona parte riservati a sindacati e associazioni datoriali, per una spesa totale di almeno 6,5 milioni di euro tra gettoni di presenza e costi di funzionamento.


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        Giovedì 24 parte la trattativa clou delle relazioni industriali, quella per il contratto dei metalmeccanici. Da una parte del tavolo
        Gianni Rinaldini (Fiom), Giorgio Caprioli (Fim) e Tonino Regazzi . Dall’altra Massimo Calearo e Roberto Biglieri , rispettivamente presidente e direttore generale della Federmeccanica. I sindacati chiedono 130 euro, le aziende offrono 59. E siamo solo all’inizio.