Epifani: violata la Costituzione

09/07/2002


MARTEDÌ, 09 LUGLIO 2002
 
Pagina 3 – Interni
 
Il prossimo leader della Cgil scrive a Berlusconi e conferma: a ottobre grande sciopero generale
 
Epifani: violata la Costituzione
 
 
 
                        Preoccupazione per il nuovo tavolo sul lavoro sommerso, convocato per oggi
                        Riunione tesa del direttivo della confederazione, ormai "sotto assedio"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – La Cgil scriverà una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per contestargli che l´esclusione della confederazione dai tavoli di confronto tra governo e parti sociali significherebbe una violazione della Costituzione «negli articoli che riconoscono la funzione e il ruolo della rappresentanza sindacale». Un messaggio analogo verrà inviato anche alle associazioni degli imprenditori, in primo luogo alla Confindustria.
Lo ha annunciato ieri il vicesegretario generale, Guglielmo Epifani, il quale ha anticipato che, nella lettera, la Cgil inviterà Berlusconi a un «comportamento corretto» in materia di relazioni sociali. Epifani ha parlato durante una pausa del direttivo che avrebbe dovuto eleggerlo segretario generale, ma che – dopo la decisione di Sergio Cofferati di rinviare l´addio di due mesi e mezzo – ha fissato ora al 20 settembre la data della sua elezione alla guida della confederazione (i «saggi» hanno raccolto sul suo nome, proposto dallo stesso Cofferati, il consenso di 154 aventi diritto di voto su 155 interpellati). Pochi giorni dopo il suo insediamento, Epifani dovrà tra l´altro affrontare un banco di prova non indifferente: la gestione dello sciopero generale, che – come egli stesso ha precisato – cadrà presumibilmente nei primi giorni di ottobre.
La Cgil, dunque, anche attraverso la raccolta di cinque milioni di firme per i referendum abrogativi delle leggi delega sul mercato del lavoro e per le due leggi di iniziativa popolare (estensione ai precari dell´art.18 e riforma degli ammortizzatori sociali collegata alla formazione), non intende farsi chiudere in un angolo. Sul «Patto per l´Italia», anzi, va nuovamente al contrattacco: «È un accordo – osserva Epifani – nettamente differente da quelli di concertazione del ’92, del ’93 e del ’98: si tratta piuttosto di un patto dal sapore neocorporativo, che tende a escludere tutti quei soggetti che non lo firmano e che si basa su un principio di scarsa rappresentatività di chi lo firma». A dispetto delle dichiarazioni del ministro Roberto Maroni, tuttavia, anche la Cgil è stata convocata alla ripresa del tavolo sul sommerso, in programma domani al Tesoro.
Contro l´accordo separato si sono registrati ieri altri scioperi spontanei in varie regioni d´Italia, in particolare in molte fabbriche metalmeccaniche del Piemonte, in Liguria, in Friuli (a Monfalcone sono scesi in piazza anche i lavoratori di Fim e Uilm) e in Emilia Romagna: qui giovedì prossimo si concluderà la serie di scioperi articolati per regione della sola Cgil. La Cgil Campania ha intanto proclamato un altro sciopero dell´industria per venerdì prossimo.
I segretari generali di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, difendono intanto l´intesa firmata venerdì scorso a Palazzo Chigi: «Non abbiamo ceduto per un piatto di lenticchie – hanno detto ai microfoni di Radio24 – tutt´altro: l´art.18, poi, non è stato modificato strutturalmente». Angeletti è disponibile a sottoporre l´accordo a referendum tra i lavoratori, come proposto da Cofferati, mentre Pezzotta – che ieri ha incassato il sì unanime dell´esecutivo – è favorevole soltanto a consultare i suoi iscritti.