Epifani: vertice Confindustria? Con Montezemolo aria nuova

20/10/2003





sabato 18 ottobre 2003

SINDACATI

Epifani: vertice Confindustria?
Con Montezemolo aria nuova

«Anche le imprese dovrebbero alzare la voce contro il governo»

      DAL NOSTRO INVIATO
      FIRENZE – «Non si commentano le candidature, ma le elezioni. Certo, in Confindustria ci vorrebbe un segno di novità. L’importante è che ci siano aria nuova e un presidente rappresentativo. Montezemolo certamente ha un profilo importante». Guglielmo Epifani risponde così alla richiesta di commentare la possibile candidatura del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, alla guida della Confindustria. Dopo il leader della Cisl, Savino Pezzotta, anche quello della Cgil guarda quindi con interesse all’ipotesi di Montezemolo come successore di Antonio D’Amato. Epifani arriva a Firenze, per intervenire all’Assemblea annuale dell’Anci (associazione dei comuni) molto preoccupato per il montare della questione salariale. «I lavoratori non ce la fanno più ad arrivare a fine mese. La differenza tra l’inflazione programmata e l’andamento reale dei prezzi è troppo forte. Non solo i salari contrattuali, ma anche quelli di fatto perdono potere d’acquisto». Ecco perché quando si chiede al segretario della Cgil se questo sarà il primo problema che il prossimo presidente della Confindustria si troverà d’avanti, Epifani sorride e inarca le sopracciglia come a dire: «È inevitabile». Del resto, Epifani invita già ora la Confindustria ad «alzare la voce» nei confronti del governo, perché se non si trova un modo per bloccare la corsa dei prezzi «il conflitto non potrà che scaricarsi nei luoghi di lavoro». Il leader della Cgil precisa che «non è interesse del sindacato» disdettare l’accordo del luglio ’93 (quello che appunto regola il rinnovo dei contratti di lavoro) «perché noi siamo per il mantenimento della politica dei redditi e dei due livelli di contrattazione», nazionale e integrativo. Ma aggiunge anche che, «come stiamo già facendo, continueremo a chiedere aumenti di retribuzione superiori all’inflazione programmata». E questo, alla lunga, creerà un problema alle imprese, che, giocano la competitività anche (Epifani direbbe «esclusivamente») sui costi. Il problema del rinnovo del modello di contrattazione, a dieci anni dall’accordo del ’93, finirà quindi per aprirsi, «perché noi forzeremo la mano». Ma a quel punto, avverte il segretario della Cgil, «noi chiederemo modifiche al rialzo, non certo al ribasso», cioè il rafforzamento di entrambi i livelli di contrattazione. La questione salariale, insomma, è destinata ad esplodere. Adesso tiene banco lo scontro sulle pensioni, ma all’orizzonte già si prepara il prossimo conflitto. E potrebbe essere il primo appuntamento per il nuovo presidente della Confindustria, che verrà eletto a maggio.
      Il governo ha aperto un tavolo con i sindacati sull’inflazione. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha proposto un Osservatorio sui prezzi. Ma non basta, secondo Epifani. «Ci vogliono politiche fiscali a favore dei lavoratori e dei pensionati a basso reddito, i più penalizzati dall’aumento dei prezzi». Di questo, però, «non c’è traccia nella Finanziaria». Una Finanziaria che non piace neppure ai sindaci, che lamentano il taglio dei trasferimenti dal bilancio dello Stato. A loro Epifani ha chiesto di fare «fronte comune» e contrastare la politica economica. In lotta contro la Finanziaria e le pensioni. In attesa che in Confindustria arrivi «aria nuova».
Enrico Marro


Economia