Epifani: una proposta inspiegabile

19/01/2004


  Sindacale


17.01.2004
Epifani: una proposta inspiegabile
La Cgil stronca l’idea di Rutelli: pensavamo che la Margherita fosse all’opposizione..


MILANO «Inspiegabile». È un commento secco quello di Guglielmo
Epifani alla proposta presentata dalla Margherita sulle pensioni. Un
giudizio lapidario, rilasciato dal numero uno della Cgil a Perugia, prima di partecipare ai lavori del comitato regionale che doveva eleggere il nuovo segretario umbro.
La replica della Cgil è venuta dalla segretaria confederale Morena
Piccinini, che in questi giorni ha partecipato agli incontri con il governo sul tema della previdenza. «Avevamo capito che i partiti dell’
opposizione, compresa la Margherita, – ha detto Piccinini – si collocassero in una posizione di contrasto alla proposta di legge-delega del governo in materia previdenziale, soprattutto all’emendamento in materia di pensioni di anzianità; evidentemente avevamo capito male».
«Ci sembrava fosse chiaro che questa materia non può essere affrontata con la logica della riduzione del danno, soprattutto parlando di istituti, come la pensione di anzianità, già cambiati in modo significativo con le riforme degli anni 90 e per i quali i lavoratori hanno già visto modificati i loro diritti in termini consistenti- spiega la segretaria confederale della cgil-. La proposta sulle quote non è accettabile per la Cgil perchè contribuisce a irrigidire ulteriormente le possibilità di accesso alla pensione, smettendo lo
spirito dei provvedimenti precedenti che agivano sul piano della flessibilità, anche se condizionati da una soglia di età minima di 57 anni. Conseguenza di tutto ciò è un netto peggioramento delle condizioni di tutti i futuri pensionati: significa innalzamento dell’età legale da 65 a 67 anni e significa che nel sistema contributivo a regime, con 35 anni di anzianità, si otterrà solo a 64 anni lo stesso importo di pensione che si matura ora indipendentemente
dall’età».
La proposta della Margherita appare al segretario generale della
Uil, Luigi Angeletti, come «un atto politico da apprezzare nel suo complesso, perchè esprime una cultura di governo riformista». «Molte delle indicazioni che emergono – secondo Angeletti – sono convincenti e coincidenti con riflessioni presenti da tempo nel movimento sindacale. Sul delicato tema delle pensioni di anzianità noi continuiamo ad essere convinti che la via migliore, più efficace e sufficientemente flessibile sia quella di una politica che favorisca la scelta volontaria dei singoli lavoratori. Per la Uil la proposta della
Margherita merita comunque un confronto di merito a cui ci dichiariamo sin da ora disponibili».
Del tutto negativo invece il giudizio del segretario generale aggiunto
della Uil, Adriano Musi: «Non mi convince. È una proposta viziata,
che si fonda su parametri che prescindono da una discussione seria
su quale possa modello di stato sociale si vuole costruire nei prossimi
anni. Criticano il centrodesta ma i presupposti su cui poi fanno le
proposte sono gli stessi». Una proposta da rifiutare, per Musi, quindi,
«perchè arriva prima che si compia una scelta complessiva su quale stato sociale costruire nei prossimi anni».
Diversa l’opinione in casa Cisl. «Un contributo utile ad una discussione che deve ampliarsi all’intero campo del welfare e non deve restare chiusa alle pensioni». Così il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta, commenta la proposta della Margherita sulle pensioni. «Non commento il merito delle proposte – afferma Baretta – perchè noi attendiamo ancora dal governo una definizione della posizione avendo chiesto di rivedere la proposta di riforma. La sede del negoziato è con il governo». Il dirigente sindacale Cisl fa notare però che la proposta della Margherita è «ampia, complessa,
e va giudicata dunque nella sua completezza. Non c’è solo la proposta
sull’età pensionabile e in questo senso ribadisco che si tratta di un
utile contributo».