Epifani sigla la pace tra Cgil e Quercia

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

      Pagina 7 – Interni

      da Pesaro a Roma
      Epifani sigla la pace tra Cgil e Quercia

        Il segretario di Corso d´Italia: il lavoro è tornato in primo piano. Ma Fassino: la mia linea era già quella

          ROBERTO MANIA

            ROMA – La Cgil non è più la minoranza dei Ds. Con il suo intervento di ieri al congresso dei Democratici di sinistra, Guglielmo Epifani ha chiuso la stagione delle contrapposizioni politiche tra il sindacato e il partito. Nessuna abiura per le scelta di Pesaro nel 2001 che portò tutto il gruppo dirigente di Corso d´Italia a schierarsi con l´allora segretario generale Sergio Cofferati e a sostenere la mozione del "Correntone", ma la conclusione di un percorso per la "risindacalizzazione" della sua organizzazione. Ieri il segretario della Cgil è tornato ad essere "soltanto" il capo del sindacato vicino ai Ds.

            «Abbiamo – ha detto – funzioni distinte, ma uguali responsabilità. E un problema identico: dare nella propria sfera di competenza una risposta ai tanti problemi del Paese». L´obiettivo comune della Cgil e del centrosinistra diventa ora quello di vincere le elezioni del 2006, proprio nel centenario della nascita della confederazione sindacale.

            È alla fine del suo discorso che Epifani (al suo esordio da leader della Cgil ad un congresso della Quercia) affronta il nodo di Pesaro. Lo fa rivendicando i risultati di «quella battaglia», evidenti – a suo dire – nella relazione del segretario Piero Fassino e soprattutto nei passaggi dell´intervento di Massimo D´Alema, con quell´insistenza sulla «dignità del lavoro» e sulla nuova questione salariale che a molti ha fatto venire in mente proprio i temi a sostegno dei quali Cofferati schierò la Cgil nel 2001. Ora il lavoro, soprattutto quello dipendente e mal retribuito, è tornato ad essere centrale nella strategia dei Ds; e la Cgil di Epifani fa un passo indietro, ma senza strappi.

            L´isolamento – anche fisico – del gruppo dirigente sindacale rispetto a quello del partito andato in onda a Pesaro non si ripete al Palasport di Roma.

            Epifani riceve dieci applausi durante il suo intervento. Fassino si complimenta ma sussurra all´orecchio del sindacalista di aver sempre pensato le stesse cose. «Non è vero – gli dice – che ho cambiato idea in questi quattro anni». Epifani ricambia con un sorriso, scende dal palco per ricevere l´abbraccio degli altri dirigenti della Cgil, anche di quelli che ancora stanno con la minoranza.