Epifani: rottura di Federmeccanica è benzina su fuoco conflitto sociale

10/09/2010

I «rischi per un conflitto sociale ed un autunno caldo ci sono»: il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parla così della situazione nel Paese. Una situazione che definisce «pesante», di fronte alla quale chiede di «abbassare i toni». Lo chiede a «tutti». E chiama in causa sia il governo, perché «la finisca di dividere i sindacati», sia la controparte imprenditoriale. Anche la decisione di Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale dei metalmeccanici firmato unitariamente nel 2008 «è benzina su una situazione di rottura, che va invece ricomposta», dice.

Una lettura che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, respinge al mittente. «C’è un’unica organizzazione che va contromano»; la «sola che dice che abbiamo torto tutti e che lavoriamo per dividere», afferma Sacconi ad Atreju, la festa dei giovani del Pdl. Dove torna ad esprimere la propria solidarietà al numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, vittima ieri alla festa del Pd a Torino di un’aggressione «gravissima, nei confronti di chi vuol far evolvere le relazioni industriali su misura della persona». Dal palco annuncia l’intenzione del governo di verificare a fine anno la possibilità di ulteriori sgravi fiscali sul salario di produttività. «Vedremo se la detassazione sarà ancora al 10%. La speranza è di fare ancora meno», afferma.

Sullo sfondo resta la questione Fiat e contratto. «Si va avanti», sottolinea il ministro del Lavoro, soffermandosi in particolare su Pomigliano, oggetto di un accordo separato (senza la Fiom) e che oggi ha riaperto i cancelli per il primo dei sei giorni di ripresa produttiva: «È stata conquistata. Siamo oltre la speranza di un investimento», dice. Sostiene la linea dell’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne: «Ha ragione nel pretendere il superamento di forme di lotta non più accettabili», dice ancora. Non commenta la decisione della Fiom di proclamare quattro ore di sciopero contro la disdetta del contratto firmato nel 2008, mentre la Cgil fa sapere che «deciderà da sola, nel prossimo direttivo» su un eventuale sciopero generale per sostenere la mobilitazione delle tute blu.

In ogni caso, la decisione «unilaterale» di Federmeccanica «è uno schiaffo, non un ramoscello di ulivo», sostiene Epifani, alla festa della Cgil di Roma e Lazio, dicendo no alle deroghe, pur mostrando la disponibilità «a discutere sul profilo di un contratto nazionale più largo e più leggero». Deroghe che, torna a dire il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «non abbiamo alcuna intenzione di accettare e ci batteremo nelle fabbriche e sul piano legale». Intanto, la Fiom ha anche proclamato 8 ore di sciopero alla Sevel di Atessa, nel chietino, dove si producono veicoli commerciali, sabato 11 settembre contro la decisione aziendale di ricorrere a 4 sabati lavorativi.