Epifani più forte nella Cgil

17/05/2004







sabato 15 maggio 2004

Il leader a Montezemolo: un patto per lo sviluppo

Con il radicalismo-riformista Epifani più forte nella Cgil
Pezzotta: «E’ venuto il momento che sindacati e imprese definiscano le priorità per la crescita»

      DAL NOSTRO INVIATO

      CHIANCIANO (SIENA) – Un patto tra i produttori, cioè tra sindacati e imprenditori per rilanciare lo sviluppo. È quello che ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha proposto al presidente entrante della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Dalla «nuova Confindustria», ha detto Epifani chiudendo ieri l’assemblea dei quadri e delegati Cgil, arrivano «segnali di apertura» al dialogo. «Aspettiamo se Montezemolo li confermerà il 27 maggio davanti all’assemblea di Confindustria (subito dopo la sua elezione, ndr. ). Noi siamo interessati a un confronto ravvicinato tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria per mettere insieme sulla carta delle idee su come fronteggiare la crisi. Se questo sarà possibile, le altre cose verranno dopo».
      L’offerta di Epifani a Montezemolo è quindi quella di un’alleanza sulle politiche per lo sviluppo con la quale incalzare ed eventualmente contrastare i disegni del governo (per esempio sulla riduzione delle tasse), che aprirebbe le porte a successive intese sul modello contrattuale e sulla revisione dell’accordo del luglio ’93 sulla politica dei redditi. La proposta, in sostanza, è quella di voltare pagina nelle relazioni sindacali rispetto alla stagione di alta conflittualità che ha segnato la Confindustria di Antonio D’Amato. Anche i segretari di Cisl e Uil sono d’accordo. «È venuto il momento in cui sindacati e imprenditori definiscano insieme gli obiettivi per rilanciare il Paese», ha detto ieri Savino Pezzotta (Cisl). Per la verità, un anno fa D’Amato e gli stessi Epifani, Pezzotta e Angeletti firmarono un patto per lo sviluppo che chiedeva al governo un massiccio programma di investimenti su ricerca, formazione e infrastrutture. Ma quel patto, sostiene Epifani, è rimasto «lettera morta, soprattutto per responsabilità di D’Amato». Adesso si tratta di puntare, secondo il leader della Cgil, a un accordo snello che indichi obiettivi precisi e realizzabili (il vecchio patto sarebbe troppo costoso per le casse pubbliche).
      Epifani ha poi attaccato duramente il governo: «Litigano su tutto». E ha detto che una prima risposta sulla riforma delle pensioni votata l’altro ieri al Senato col voto di fiducia ci sarà già venerdì prossimo con lo sciopero generale del pubblico impiego e con la manifestazione nazionale a Roma a piazza San Giovanni. Poi con Cisl e Uil si definiranno le nuove iniziative. Un altro sciopero generale verrà valutato dopo le decisioni del governo sul fisco. A Chianciano è intervenuto anche il leader dei metalmeccanici (Fiom), Gianni Rinaldini, proponendo a Fim-Cisl e Uilm-Uil di utilizzare sempre il «modello Melfi» (referendum sull’ipotesi di accordo) per evitare gli accordi separati e risolvere il problema della rappresentanza. L’assemblea Cgil si è chiusa con il rafforzamento della leadership di Epifani, che col suo «radicalismo riformista» ha messo d’accordo tutti, dalla destra riformista di Agostino Megale alla sinistra movimentista di Rinaldini.
Enrico Marro