Epifani: «Non ci sarà un’altra intesa separata»

15/01/2004


      Giovedí 15 Gennaio 2004

      TALIA-POLITICA


      Epifani: «Non ci sarà un’altra intesa separata»


      ROMA – Non sarà come due anni fa. Non ci sarà un altro articolo 18. Guglielmo Epifani rende ancora meno comprensibile lo strappo di qualche giorno fa sulle pensioni con Cisl e Uil. Si sente sicuro di escludere una riedizione dell’accordo separato, eppure, ha la necessità di marcare una distanza con le altre due confederazioni con l’assenza al tavolo sul welfare. «Non credo ci siano le condizioni per un accordo separato sulle pensioni, perché non ci sono i margini e perchè anche Cisl e Uil si rendono conto delle contraddizioni del Governo». Per quanto i tre sindacati si sforzino di spiegare che sulle pensioni sono ancora uniti, l’assenza della Cgil al tavolo sul welfare – e anzi l’esplicita critica al negoziato sull’economia proposto da Pezzotta e rilanciato da Fini ma definito «fumoso» da Epifani – non ha altro significato che il sospetto. E cioè che le altre due organizzazioni si preparino a dissensi soft mentre la Cgil freme già per tornare in piazza. E ieri, in vista dell’appuntamento Fiom a Riccione di oggi, Epifani ha iniziato il riscaldamento: «Se il Governo dovesse andare avanti con il proposito di ridurre i diritti previdenziali e le tutele sociali e allo stesso tempo non gestisce i problemi dei cittadini, ci tocca la ripresa di una mobilitazione forte che tenga assieme i temi del welfare e della previdenza con quelli della lotta contro l’inflazione e per la crescita e l’occupazione». Si profilano, dunque, nuove divisioni sulla strategia sindacale post-riforma previdenziale ma intanto Cisl e Uil restituiscono il sospetto. «Ma perché Epifani va a predicare l’unità dell’Ulivo alla manifestazione dei girotondi e non si preoccupa di fare altrettanto con Cisl e Uil?», si chiede Paolo Pirani della Uil. Insomma, perché Epifani razzola male quando fa il suo mestiere di sindacalista?

      LI.P.