Epifani: non ci sarà un’altra divisione come sull’articolo 18

23/01/2004


  Sindacale


23.01.2004
Vertice in casa Cgil
Epifani: non ci sarà un’altra divisione come sull’articolo 18

Felicia Masocco
ROMA Va bene alla Cgil discutere «di tutto» come propone la Cisl, ma il confronto non può eludere la spinosa questione della democrazia sindacale quella che, per intendersi, si trascina dal contratto separato dei metalmeccanici e che è stata riproposta di recente dalla vertenza degli autoferrotranvieri. Non solo. Per Epifani la verifica non può che iniziare dai temi più urgenti, previdenza e contratto degli artigiani. Sulla prima c’è da concordare «che cosa si fa se sulla proposta del governo non c’è il consenso dei sindacati». La segreteria aveva già messo in conto la necessità di una mobilitazione in caso il governo andasse avanti. Ieri Guglielmo Epifani lo ha ripetuto in una pausa della riunione dei segretari generali delle categorie e delle strutture. Lo ha fatto stando bene attento ad evitare fughe in avanti, l’unità con Cisl e Uil per il leader va ricercata anche sulle iniziative di lotta. Anche per questo urge un confronto con Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. Ma all’interno della Cgil c’è chi come la sinistra di Giampaolo Patta rompe gli indugi e incalza
perché la Cgil sia pronta ad uno sciopero in solitario se necessario.
Il «che fare» dunque è all’ordine del giorno. Come lo è il contratto degli artigiani. Epifani ha ricordato che la proposta in campo non trova l’accordo del suo sindacato e quindi «sarebbe bene fare qualcosa per renderla condivisibile alla Cgil». La vertenza racchiude in sé tutte diversità di vedute che le confederazioni, Uil compresa, hanno sulla revisione del modello contrattuale. Dietro la
proposta di «liberare i salari» su cui spingono gli imprenditori artigiani
sponsorizzati dal governo e decisi a modulare le retribuzioni al territorio si celano le gabbie salariali – rilanciate anche da Rutelli – di cui la Cgil proprio non vuol sentir parlare «sono inaccettabili, le contrasteremo sempre e con forza», punto. Mentre Cisl e Uil hanno mostrato una maggiore disponibilità a discuterne. Tutto questo per dire che per le tre sigle confederali sta scattando una sorta di momento della verità e vecchie e nuove divergenze promettono venire a galla.
Un punto fermo tuttavia Cgil, Cisl e Uil pare lo abbiano messo: i
tre leader, ognuno per sé, escludono la possibilità di un accordo separato sulle pensioni sebbene non manchino differenze di valutazione su come affrontare il problema della «gobba». Per la Cgil non va presa in considerazione alcuna misura che agisca sull’età di pensionabile alzandola. Epifani comunque si mostra fiducioso, «Non ci sarà un nuovo articolo 18. Non ci sono le condizioni». La griglia di iniziative tracciata ieri sarà ripresa da una riunione del comitato direttivo della Cgil annunciato per i primi di febbraio. La risposta della Cisl non ha tardato, Pezzotta si è detto pronto ad aprire un dialogo «stringente su tutti i temi in campo». Anche sugli artigiani e su quello democrazia sindacale che per la Cisl «va risolto sul terreno negoziale e non legislativo (come propone la Cgil, ndr) e solo all’ interno della rimodulazione contrattuale». Si parte da una forte distanza, dunque, ma se non altro si parla.