Epifani: non capisco quella piazza, la eviteremo

03/09/2007
    lunedì 2 settembre 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    DALLA CGIL / Il leader: se va contro l’ accordo firmato rischia di essere un capolavoro negativo

    Epifani: non capisco quella piazza, la eviteremo

    «La Finanziaria? Non si può pensare solo alle imprese»

      Alessandro Capponi
      DAL NOSTRO INVIATO ORVIETO

      «Della manifestazione mi sfuggono sia il senso sia i contenuti. Non vorrei che fosse contro l’ accordo firmato: se così fosse sarebbe un capolavoro negativo. In ogni caso, la Cgil non parteciperà». Alle nove della sera, Guglielmo Epifani interviene alla festa di Sinistra democratica, a Orvieto: difende l’ intesa raggiunta, che «contiene elementi di grande valore, abbiamo ottenuto risultati che inseguivamo da molti anni», annuncia per il 10 ottobre il voto del referendum tra i lavoratori, «e la Cgil si batterà per il sì»; poi, soprattutto, spedisce messaggi chiari al governo e alle forze di centrosinistra.

      Dice Epifani: «Lo scorso anno è stata una Finanziaria d’ emergenza, adesso però il governo avvii il confronto con i sindacati, e vari una manovra a due cuori, da una parte gli investimenti, e dall’ altra le politiche sociali». Guarda al Pd e dice di «fare attenzione alle polemiche», alla Cosa Rossa e dice che «può avere un senso ma ci sono differenze evidenti, come quelle sulla manifestazione, c’ è chi la ritiene inopportuna e chi la carica di significati contro governo e sindacati».

      In attesa del risultato del referendum, ovviamente. Epifani è abbronzato, rilassato, usa il consueto stile pacato: ma i concetti sono netti, inequivocabili. Dedica parole all’ accordo siglato col governo: «Abbiamo riserve su un punto, ma la sua valutazione complessiva è decisamente positiva. Inoltre, abbiamo pensato molto ai giovani, forse come mai abbiamo fatto in precedenza». Accusa il governo «di aver fatto dei pasticci, come aver fatto sparire dal testo la riforma previdenziale dei lavoratori agricoli, spero che il presidente del Consiglio ne capisca l’ importanza»; e però, più volte, difende l’ accordo. Ne riconosce i limiti «sul lavoro a tempo determinato», ma «non inficia il giudizio complessivo».

      A proposito della Finanziaria, poi, ricorda a Montezemolo che «non si può pensare solo alle imprese», che «va bene la sua proposta, meno tasse meno incentivi, ma se non fosse a costo zero allora un’ altra operazione non a costo zero si deve pensare anche per lavoratori e pensionati». Elogia l’ iniziativa della Confindustria siciliana e si augura che si estenda a tutti i settori produttivi del Mezzogiorno. Come detto, poi, parla anche, e molto, di politica: individua in «Walter Veltroni il candidato migliore per il Partito democratico, ne ha la forza. Adesso bisogna ripensare, ricostruire, ritessere identità. E questo è un discorso che appartiene a Veltroni». E al governo in carica, poi, Epifani dice chiaramente che «non vorrei che la sua vita dipendesse da quale tesi prevale sulla riforma elettorale». Spedisce anche un messaggio alla sinistra: «Se il contenitore ottiene il dieci per cento, per il sindacato diventerà difficile trovare alleanze e soluzioni ai problemi».

      Alla fine, una battuta su un «tema delicato», i lavavetri. «Bisogna agire con umanità ma non chiudere gli occhi se l’ 85% degli italiani vive questo come un problema».