Epifani: «Niente ricatti, la Fiat ce la fa solo con i lavoratori»

23/04/2010

Il piano quinquennale della Fiat fa discutere il mondo del lavoro e la politica, alimenta speranze e preoccupazioni nelle fabbriche, interroga i sindacati sui cambiamenti futuri del primo gruppo industriale italiano. La Cgil è pronta a fare la sua parte, come sempre, ma Guglielmo Epifani chiede a Sergio Marchionne «se davvero il problema principale della Fiat sia quello di lavorare un turno in più nelle fabbriche, di rendere più intenso il lavoro, di spostare l’orario della mensa?». Il leader della Cgil accoglie la sfida del Lingotto:«Il sindacato ci deve stare e ci deve provare, ma dico anche che non mi piacciono i ricatti, direi che questo è il lato B di Marchionne ». Il piano B della Fiat, se i sindacatinoncondivideranno i nuovi obiettivi e le condizioni di Marchionne, è quello ipotizzato l’altro ieri a Torino, «un piano non bello» perchè allontanerebbe produzioni, fabbriche e lavoro dall’Italia. Ribadisce Epifani: «Non mi piace l’impresa che si rivolge al sindacato dicendo: o si fa così oppure niente, non ci vedo alcuna modernità, Anzi».
Il tema da affrontare, secondo Epifani, non può essere esclusivamente quello della produttività. «Noiabbiamo già dimostrato in passato di non aver paura delle responsabilità e della novità, basta ricordare che Melfi ha già oggi livelli di produttività molto alti, è uno dei migliori impianti della Fiat» osserva, «il problema vero è trovare una mediazione tra le necessità dell’impresa, di fronte ad un impegnativo investimento, di rendere gli impianti più flessibili, e la salvaguardia delle condizioni dei lavoratori, rispetto a turni massacranti. Perchè il lavoratore è innanzitutto una persona. Possiamo accettare di negoziare a qualsiasi tavolo, ma non può essere una trattativa in cui la Fiat non mette anche un po’ di flessibilità». Su Pomigliano la Fiat dice che nonci sono investimenti (700 milioni di euro previsti) se prima non c’è l’accordo con i sindacati sulla produttivitàe l’organizzazione del lavoro. «Il prima e il dopo non hanno senso se si è disponibili a trattare e a comprendere le ragioni degli altri » dice Epifani, «noi riconosciamo che questo è un piano di svolta, vogliamo che garantisca le fabbriche e i lavoratori italiani», Il progetto di Marchionne è molto ambizioso, sottolinea ancora il segretario della Cgil,ma«dobbiamo tener ben presente che oggi parliamo di due debolezze, Fiat e Chrysler, quest’ultima salvata per i capelli grazie ai soldi pubblici e ai sacrifici ei lavoratori americani, e la somma di due deboli realtà non sempre garantisce il successo di un’impresa». Si chiede il leader sindacale: «Come si fa ad avere successo aumentando i volumi in mercato che cresce meno della capacità produttiva mondiale?».
Il passaggio decisivo per il futuro è la qualità del ciclo produttivo e del prodotto Fiat, la ricerca e l’innovazione sono la garanzia per raggiungereuna posizione di rilievo sul mercato globale. È la qualità delle auto, l’innovazione dei futuri modelli Fiat che potranno consentire la conquista di nuove fette di mercato e il successo dell’operazione con la Chrysler. Epifani faunesempio importante: «La Fiat pensa di fare ricerca e sviluppare il motore ibrido ed elettrico in America perchè ci sono i finanziamenti di Obama, e in Italia cosa facciamo? Niente perché il governo non offre soldi». Il problema è che in Italia non esiste una politica industriale degna di questo nome e il governo balbetta dietro le condizioni poste da Marchionne, senza avere una strategia coerente e la possibilità di sostenere o contrastare i vertici del gruppo torinese. Secondo il segretario della Cgil c’è qualche cosa di importante che Marchionne non ha ancora svelato e che forse ha in programa di realizzare:«Probabilmente all’orizzonte ci sono altre alleanze nell’auto e non solo. Si può pensare alla ricerca di forte partner in Asia e a una nuova alleanza in Europa, perchè gli ultimi incroci tra imprese francesi e tedesche sono un segnale che i giochi sono ancora aperti e oggi Fiat e Chrysler hanno volumi bassi. Domani si vedrà ». Nei prossimi giorni il progetto di Marchionne sarà esaminato dalle confederazioni e dai sindacati dei metalmeccanici. Il confronto con la Fiat, poi, avverrà in tempi molto brevi.