Epifani: mobilitazione se il governo va avanti sulle pensioni

15/01/2004


 economia e lavoro




15.01.2004
Epifani: mobilitazione se il governo va avanti sulle pensioni
di 
Nedo Canetti

ROMA Roberto Maroni è, come gli capita sovente, molto ottimista. Partecipa al Senato ad una riunione di maggioranza sulle pensioni, presente Giulio Tremonti, e, al termine, annuncia un completo accordo nella maggioranza: sui tempi della riforma e sui contenuti.
Presenzia poi, sempre a Palazzo Madama, ad una seduta della commissione Lavoro, che discute proprio della cosiddetta riforma e, all’uscita, annuncia che i tempi dell’approvazione saranno rapidi, anzi rapidissimi, questione di poche settimane.
Peccato che non tutti, nella Casa delle libertà , la pensino allo stesso
modo. Esponenti dello stesso governo, come Gianni Alemanno, e
della maggioranza, come il presidente della commissione, Tomaso
Zanoletti (Udc) e il vice presidente dei senatori di An, responsabile previdenza del partito, Oreste Tofani, che pure hanno partecipato alle stesse riunioni, dicono cose completamente diverse.
Per il titolare dell’Agricoltura è necessario lavorare ancora per
un’ intesa di maggioranza. «Dobbiamo riflettere – sostiene – e confrontarsi per verificare quella che è un’intesa di maggioranza». «Stiamo lavorando – spiega Zanoletti – per trovare una formula un po’ diversa da quella prevista attualmente sulla questione ostica e difficile dell’innalzamento dell’età pensionabile».
E per l’esponente di An, il problema nella Cdl è ora «tutto politico».
«Occorre – sostiene – dare alla questione previdenziale un "taglio"
condiviso al massimo», segno che condivisione ancora non c’è.
Idee discordanti anche per quanto riguarda il confronto con i sindacati. Il ministro è del parere di tirare diritto, andare rapidamente
al voto sulla delega, indipendentemente dagli incontri con le parti
sociali. Ritiene «inaccettabili» molte delle proposte dei sindacati, propone di chiudere il confronto e «proseguire in sede parlamentare».
Affermazioni che fanno replicare il leader della Cgil, Epifani, in modo
netto: se il governo va avanti – dice -il sindacato riprenderà la mobilitazione. E aggiunge: non ci sono margini per accordi separati.
Non così la pensa Zanoletti, il quale sostiene, invece, la necsessità
di concordare un nuovo emendamento in sede di maggioranza e di
presentarlo ai sindacati, «prima di essere portato in Parlamento».
Ci sarebbero tutte le condizioni – come hanno chiesto i diessini Giovanni Battafarano e Luigi Viviani e il verde Natale Ripamonti – per interrompere l’esame in commissione ed aspettare l’esito degli incontri. Non è questa l’intenzione del governo. «Ci ritroveremo così – sostengono gli esponenti della Quer-cia – a votare a breve emendamenti dell’esecutivo che nessuno ha ancora visto: in realtà il governo, diviso e confuso, appare lontano – per dirla con Alemanno – dall’avere trovato un’intesa, e per questo vuole imporre una brusca accelerazione alla delega, con il rischio di riaprire un nuovo, lacerante conflitto sociale».