Epifani: meno cuneo fiscale a chi limita la precarietà

05/05/2006
    venerd� 5 maggio 2006

    Pagina 29 – Economia

    Il leader Cgil: la riduzione a vantaggio delle imprese che rendono pi� stabile il lavoro

      Epifani: meno cuneo fiscale a chi limita la precariet�

        Enrico Marro

          ROMA – Se la Confindustria chiede che il primo atto del governo Prodi sia un taglio di 5 punti del cuneo fiscale e contributivo sul lavoro (vedi l’intervista col vicepresidente Alberto Bombassei ieri sul Corriere ), il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, vuole invece �un segnale contro la precariet�. Sembrerebbero due posizioni inconciliabili e viene subito da pensare che la Cgil insista sulla cancellazione della legge Biagi. Ma Epifani scuote la testa e spiega che tra lotta alla precariet� e riduzione del cuneo pu� e deve esserci un legame: �Si potrebbe legare lo sconto per le imprese alla stabilizzazione del posto di lavoro cos� come all’emersione dal lavoro nero�. Nel senso che lo sconto sul costo del lavoro potrebbe premiare di pi� l’azienda che trasformi posti di lavoro a termine in assunzioni a tempo indeterminato o che metta in regola lavoratori in nero.

            Epifani ha appena finito di presentare, insieme con il segretario confederale Fulvio Fammoni, la campagna della Cgil contro il lavoro nero. Una grande iniziativa a base di manifesti, spot radiofonici, sito internet e numero verde in 5 lingue (848-854388) per spingere questi lavoratori �senza diritti e senza tutele� a farsi valere rivolgendosi alla Cgil. �La riduzione del cuneo fiscale, tra le altre cose, pu� favorire l’emersione�, dice Epifani. E a ben vedere, aggiunge, l’operazione si autofinanzierebbe. Infatti, pi� imprese emergono e pi� aumentano le entrate fiscali e contributive. Ma si possono tagliare 5 punti quest’anno, come ha ribadito ieri il presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, e altri 5 nel corso della legislatura, come chiede Bombassei? �La Confindustria � pi� moderata di Bombassei. Dice 5 punti per tutti e poi di pi� alle imprese esposte alla concorrenza. Per quanto riguarda la Cgil le dico che cosa abbiamo detto a Prodi: siamo favorevoli alla riduzione degli oneri sul costo del lavoro. Su questo credo che sia opportuna una concertazione mirata. Il governo dica: queste sono le disponibilit� e questi sono i tempi per decidere, fissi cio� la cornice della discussione tra le parti sociali affinch� possano trovare un accordo sulle modalit� di applicazione del taglio, e poi proceda�.

              � facile prevedere che uno dei punti sui quali sar� pi� difficile l’intesa � quello sulla suddivisione dello sconto: quanto deve andare a vantaggio delle aziende e quanto a favore del salario netto? Bombassei ha messo le mani avanti: �Almeno due terzi alle imprese�. E Montezemolo ha sottolineato che �bisogna mettere l’offerta e non la domanda al centro della politica economica�, cio� l’impresa non i consumi. �Anche io potrei dire i due terzi ai lavoratori, ma cos� non andiamo avanti. Ci vuole invece una discussione. Faccio un esempio: se uso il taglio del cuneo anche per stabilizzare il lavoro, non sto a guardare quanto va all’impresa e quanto al dipendente perch� alla fine il lavoratore ha comunque un vantaggio. Credo che anche la Confindustria dovrebbe ragionare cos� e non volere invece accaparrarsi sempre tutto e subito�. Stesso discorso se la riduzione del cuneo serve a combattere il lavoro nero. Fenomeno in crescita, secondo la Cgil. A dicembre 2005 le posizioni lavorative irregolari (non le persone, perch� ogni persona pu� fare pi� lavori in nero) sono salite a 5 milioni 982 mila, stima il sindacato, 286 mila in pi� rispetto a un anno prima e il fatturato � arrivato a 182 miliardi di euro, il 18% circa del prodotto interno lordo. Tra le proposte che la Cgil far� a Prodi e al prossimo ministro del Lavoro, incarico per il quale Epifani, a sorpresa, vedrebbe bene anche Anna Maria Artoni (ex presidente dei giovani di Confindustria), c’� la sanatoria per tutte le domande di regolarizzazione presentate dai lavoratori clandestini (300 mila quelle non accolte) e il �rilascio automatico di un permesso di soggiorno temporaneo per i clandestini che denunciano il caporale�.