Epifani, mano tesa a Cisl e Uil “Riprendiamo la via dell´unità”

14/02/2003

14 febbraio 2003

 
Pagina 30 – Economia
 
 
Il segretario della Cgil propone un patto su 4 temi: Sud, crisi industriale, Welfare e pensioni
Epifani, mano tesa a Cisl e Uil "Riprendiamo la via dell´unità"
Pezzotta polemico: "Non ci piacciono le prediche degli altri sindacati. Sbagliato andare subito allo sciopero"
Previdenza, monta la polemica delle casse dei liberi professionisti contro la cosiddetta totalizzazione. Appello al Tesoro

RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ci riprova e tende la mano a Cisl e Uil: «Ricominciamo a costruire l´unità sindacale». Un compito arduo, se dal Patto di Natale del ’98, come ha sottolineato nei giorni scorsi lo stesso Epifani, Cgil, Cisl e Uil hanno difficoltà persino a comunicare tra loro. Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, pretende tuttora le scuse di Corso d´Italia, per quel cartello che in occasione dello sciopero generale della sola Cgil un paio di manifestanti issò a Torino: «Pezzotta traditore», c´era scritto. Si riferivano alle vicende dell´art.18.
          Epifani ammette, in un´intervista a Famiglia Cristiana, che «la crisi tra le confederazioni sindacali è realmente preoccupante, di sicuro la più lunga degli ultimi 35 anni». Il suo obiettivo è ricreare perlomeno «il clima e le condizioni per ridurre il danno che una divisione permanente può generare nella funzione del sindacato». In occasione del suo insediamento alla guida della Cgil, Epifani aveva rivelato ai suoi più stretti collaboratori un progetto per la ripresa di un percorso unitario, che partiva dal Mezzogiorno e passava per la scuola.
          Per il momento quel progetto non ha funzionato. È comunque vero che, come dice Epifani, accanto ai temi che dividono le tre confederazioni (articolo 18, patto per l´Italia, vertenza dei metalmeccanici, ricorso allo sciopero, legge sulla rappresentanza…), ci sono argomenti che uniscono i sindacati: Epifani pensa, per esempio, al giudizio grave sulla crisi industriale del Paese, alla difesa e qualificazione dello stato sociale, a quella del sistema pensionistico, al Mezzogiorno e – insieme alla Cisl – al no alla guerra.
          La ricetta di Epifani per l´unità sindacale è questa: porre «l´accento sulle cose che uniscono e non su quelle che dividono», ricominciare «senza chiedere all´altro di cambiare le sue opinioni», «condividere con Cisl e Uil il consenso straordinario che abbiamo tra i lavoratori e i cittadini». Epifani sembra dunque raccogliere l´invito del segretario ds, Piero Fassino, che nei giorni scorsi ha invitato i sindacati a riprendere il percorso unitario». Fredda la prima reazione di Pezzotta: «Non si possono affrontare le questioni sul tappeto andando subito allo sciopero». Per Pezzotta, che non accetta «prediche degli altri sindacati», sarebbe stato possibile «definire una piattaforma comune sulla politica industriale, ma qualcuno non l´ha voluta». Sul fronte previdenziale, intanto, le casse dei liberi professionisti, ieri hanno scritto al Tesoro sottolineando che la totalizzazione previdenziale (la ricongiunzione dei vari periodi previdenziali) è iniqua e insostenibile.