Epifani: l’intesa un viatico, ma trattativa dura

12/07/2007
    giovedì 12 luglio 2007

    Pagina 5 – In primo piano

    Per il leader della Cgil bisogna accelerare per arrivare a un accordo sullo scalone entro luglio

    Epifani: l’intesa un viatico, ma trattativa dura

      Cesare Peruzzi

      FIRENZE

      Per la Cgil il nodo dello scalone sull’età pensionabile deve essere risolto entro luglio. In caso contrario, a settembre scatterà la mobilitazione sindacale. Guglielmo Epifani forza i tempi del confronto con il Governo e, il giorno dopo l’intesa sulle pensioni basse, lancia una sorta di ultimatum al presidente del Consiglio.

      «Prodi faccia adesso la sua proposta, perché in agosto le fabbriche si svuotano e in autunno le priorità saranno altre», dice il segretario della Cgil. «Se arriveremo a un accordo complessivo, come auspico e credo, a settembre avvieremo le consultazioni con la nostra base, com’è giusto che sia su una questione di tale rilevanza – aggiunge -. In caso contrario, l’incontro con i lavoratori avrà un altro segno».

      Epifani è intervenuto a Firenze al direttivo della Cgil Toscana che ha eletto nuovo segretario generale il leader della Camera del lavoro di Firenze Alessio Gramolati, in sostituzione di Luciano Silvestri chiamato a Roma a occuparsi della gestione dei fondi per la formazione. Il leader Cgil esprime un certo ottimismo ma anche molta fermezza. «Non vogliamo un accordo qualsiasi – spiega – vogliamo il miglior accordo possibile. Sappiamo che la trattativa sarà dura, ma l’intesa sulle pensioni basse, che ha recepito tutte le nostre richieste, può rappresentare un buon viatico».

      La Cgil punta all’abolizione del cosidetto scalone e a tornare alle finestre in vigore prima della riforma Maroni. E l’Europa? E i conti pubblici del Paese? «In questa materia il gioco delle tre carte non funziona – dice Epifani – le risorse necessarie non saranno tutte compensabili, avendo il passato Governo già contabilizzato il risultato della riforma pensionistica sui bilanci futuri, ma non penso che questo sia un problema insuperabile. In quanto all’Europa ha ragione Sarkozy: le parole di Bruxelles vanno interpretate con intelligenza».

      «No» ancora della Cgil all’innalzamento dell’età per le donne («C’è una peculiarità italiana da difendere almeno fino al 2040»), e nessun conflitto generazionale nella posizione del sindacato («Al contrario, la revisione dei coefficienti vuole proprio tutelare i giovani»). Epifani dice di condividere l’appello del sindaco di Roma Walter Veltroni sulla necessità di superare la contapposizione tra padri e figli («Il sindacato confederale per sua natura punta a unire le persone, anche quando gli interessi sembrano diversi»). E dà una stoccata alla banca centrale europea: «Sono critico sulle scelte della Bce in materia di tassi – sottolinea – quello che è un punto di forza da una parte, dall’altra diventa una debolezza e purtroppo la Ue non ha una politica economica comune, in grado di armonizzare le diverse decisioni».

      L’Europa, a giudizio del segretario nazionale della Cgil, rischia un «deficit di democrazia pericoloso», perché affida troppo potere a organi non elettivi.